13
Ottobre
2015
|
02:00
Europe/Amsterdam
Sistemi di assistenza per la città: individuazione e riconoscimento pericoli analogo a quello degli esseri umani
Dov'è il pericolo? Grazie al sistema ‘scene labelling' è possibile interpretare correttamente situazioni del traffico complesse
Si è fermato o sta camminando? Identificazione dell'intenzione dei passanti che stanno per attraversare la strada
Via libera? Cambio di corsia più semplice in centro città
Dove si va? Identificazione dell'intenzione di svoltare o cambiare corsia
Presentazione conclusiva nel progetto di ricerca UR:BAN
Traffico agli incroci, ciclisti, passanti che attraversano la strada (probabilmente con sguardo fisso sullo smartphone), mamme con il passeggino e bambini che giocano. Il traffico cittadino rappresenta spesso un'autentica sfida per chi si trova al volante con conseguente pericolo di incidenti. Lo sviluppo dei sistemi di assistenza, che supportano il guidatore rendendo le percorrenze nel contesto urbano più sicure e rilassate, è volto appunto a fronteggiare al meglio situazioni tanto diverse tra loro. I ricercatori di Daimler AG, sempre al lavoro per ideare nuove possibili soluzioni, hanno fatto un notevole passo avanti nell'ambito dell'iniziativa di ricerca UR:BAN.
Il cosiddetto ‘scene labelling', il sistema basato su telecamera, classifica in modo completamente automatico situazioni sconosciute, individuando tutti gli oggetti rilevanti per il sistema di assistenza (dal ciclista alla persona in sedia a rotelle, passando per il pedone). I ricercatori della divisione ‘Environment Sensing' hanno ‘istruito' ad hoc il loro sistema con migliaia di immagini di varie città tedesche, in cui avevano identificato manualmente con precisione 25 diverse categorie di oggetti (quali ad esempio veicoli, ciclisti, pedoni, strade, marciapiedi, edifici, pali ed alberi). Sulla base di questi esempi, il dispositivo ha imparato a classificare correttamente in automatico immagini sconosciute, riuscendo così a identificare tutti gli oggetti importanti per il sistema di assistenza anche se nascosti o a notevole distanza. A rendere possibile tutto ciò potenti computer che, prendendo spunto dal cervello umano, sono collegati artificialmente tra loro sul piano neurale (‘deep neural network').
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