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                    <title><![CDATA[Mercedes-Benz Italia Newsroom]]></title>
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                    <lastBuildDate>Mon, 07 Sep 2026 15:10:43 +0200</lastBuildDate>
                    <pubDate>Wed, 29 Jan 2025 14:41:42 +0100</pubDate>
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                        <title><![CDATA[Mercedes-Benz Italia Newsroom]]></title>
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                        <title>Dalla leggenda della lirica alla supersportiva: la Mercedes-Benz 600 di Maria Callas e la visionaria C 111-II protagoniste di Mercedes-Benz Classic al Rétromobile 2025 di Parigi</title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jan 2025 17:53:00 +0100</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Classic Notes: l&#039;ESP festeggia 30 anni</title>
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                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-notes-lesp-festeggia-30-anni/</guid><pp:caseid>685770</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>• 1995: anteprima mondiale del programma elettronico di stabilità ESP®.&nbsp;<br>• 1925: Viene creato il famoso marchio con la stella Mercedes nella corona d'alloro&nbsp;<br>• 1895: Pochi anni dopo l'invenzione dell'automobile, Benz consegna il primo autobus&nbsp;<br>• 1900: Il marchio Mercedes viene introdotto per i veicoli DMG</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Come marchio orientato all'innovazione, Mercedes-Benz reinventa costantemente l'automobile. Dal 1886, l'azienda definisce continuamente gli standard e accompagna i cambiamenti sociali. La sua storia è altrettanto ricca di eventi e storie. Ecco un breve riassunto di alcuni importanti anniversari e pietre miliari della sua storia.&nbsp;<br>6 Febbraio 1995 – 30 anni fa&nbsp;<br>Mercedes-Benz introduce l'Electronic Stability Program (ESP) nella produzione di serie</p><p>Il programma elettronico di stabilità ESP® è un'invenzione chiave dell'ingegneria automobilistica. Impedisce al veicolo di sbandare frenando selettivamente le singole ruote e può quindi prevenire gli incidenti.&nbsp;<br>Questo rende il veicolo più facile da controllare in condizioni stradali avverse. L'ESP® ha celebrato la sua prima mondiale nel febbraio 1995, nel nord della Svezia, sulle Coupé di Classe S della serie 140. Il test&nbsp;<br>mostra chiaramente l'elevata stabilità una coupé di lusso dotata di ESP® su una strada innevata, mentre la sua controparte senza il sistema di assistenza sbanda continuamente. L'ESP® è stato sviluppato Mercedes-Benz e Bosch. La svolta nella produzione su larga scala è avvenuta circa tre anni dopo, con l'introduzione dell'ESP® di serie nella Classe A nel 1998. Con questa misura, Mercedes-Benz ha risposto al “test dell'alce”. L'introduzione a bordo di Classe A ebbe un effetto guida: quasi tutte le case automobilistiche seguirono la tendenza. A 30 anni dalla sua invenzione, l'ESP® è presente della maggior parte dei veicoli in commercio per disinnescare situazioni di guida pericolose alla velocità della luce.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Fri, 24 Jan 2025 09:55:07 +0100</pubDate>
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                        <title>Ad Auto e Moto d’Epoca 2024, Mercedes-Benz Italia racconta la storia delle Cabriolet</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/ad-auto-e-moto-depoca-2024-mercedes-benz-italia-racconta-la-storia-delle-cabriolet/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/ad-auto-e-moto-depoca-2024-mercedes-benz-italia-racconta-la-storia-delle-cabriolet/</guid><pp:caseid>672007</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>Ancora una volta, il Salone Auto e Moto d’Epoca di Bologna, in programma dal 24 al 27 ottobre, offre l’opportunità di guardare al passato per ripercorrere la storia delle automobili della Stella. L’edizione 2024 vede protagoniste le ‘scoperte’ della Casa di Stoccarda con l’esposizione di tre pietre miliari di questo affasciante bodytype:&nbsp;<br><br>• 300 SL Roadster (Serie 198) che rappresenta gli anni ’50-60&nbsp;<br>• 220 SE Cabriolet (Serie 111) a simboleggiare gli anni ‘60-70&nbsp;<br>• E 320 Cabriolet (Serie 124) che si fa, invece, portavoce degli anni ‘80-90.&nbsp;<br><br>Tre modelli iconici che affidano oggi la propria eredità alla nuova CLE Cabrio, posta al centro dello spazio espositivo di Mercedes-Benz Italia, realizzato come ogni anno insieme al Mercedes-Benz Registro Italia.&nbsp;<br><br>La sicurezza nella guida su auto scoperte è il primo legame forte tra la nuova CLE e le sue progenitrici:&nbsp;<br>La W111 è stata la prima ad adottare moderni principi di sicurezza passiva. Bela Barenji realizzò una cellula di sicurezza rinforzata con tubi di acciaio, circondata da ampie zone della carrozzeria a deformazione programmata in caso d’incidente. Il piantone dello sterzo era collassabile, come la stella sul cofano. La serie 129 e poi la 124 aggiungevano per prime il Roll-Bar ad estrazione automatica in caso di ribaltamento, a protezione dei passeggeri. Tutte tecnologie che continuano ad essere proposte in modo evoluto sulla CLE Cabriolet, assieme ai più moderni sistemi di sicurezza attivi oltre che passivi, che diverranno certamente standard della industria automobilistica globale.&nbsp;<br><br>Sarà anche l’occasione per approfondire il legame prestazionale tra la 300 SL Roadster e la CLE 53 4Matic AMG. Due supercar dei loro tempi. Entrambe dotate di un motore tre litri sei cilindri in linea. Con prestazioni incredibili per la loro rispettiva epoca.&nbsp;<br>L’evento di Bologna sarà anche l’occasione per un omaggio a Bruno Sacco, recentemente scomparso dopo aver lasciato la propria firma su alcuni tra i modelli più iconici della Stella e tra le automibili più belle del secolo scorso.&nbsp;</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Dal 24 al 27 ottobre Mercedes-Benz Italia, insieme al Mercedes-Benz Registro Italia, il punto di riferimento per gli appassionati del Classic nel nostro Paese, torna ad Auto e Moto d’Epoca. Ancora una volta, il più grande Salone dell’auto storica in Europa offre il palcoscenico per raccontare come l’innovazione di cui si fanno ambasciatrici le moderne automobili della Casa di Stoccarda continui ad affondare le proprie radici nell’heritage della Casa di Stoccarda.</span></p><p><span>Sotto i riflettori dell’edizione 2024 la nuova CLE Cabrio, che porta nel futuro la lunga tradizione di scoperte firmate Mercedes-Benz. Ad accompagnarla nel suo debutto ad Auto e Moto d’Epoca, la 300 SL Roadster (Serie 198) che rappresenta gli anni ’50-60, 220 SE Cabriolet (Serie 111) a simboleggiare gli anni ‘60-70 e la E 320 Cabriolet (Serie 124) che si fa, invece, portavoce degli anni ‘80-90.</span></p><p><span><strong>300 SL Roadster (Serie 198)</strong></span></p><p><span>Al Salone dell'automobile di Ginevra del marzo 1957 fu presentata una roadster come successore del modello ad ala di gabbiano. Come il modello precedente, si trattava di un'iniziativa di Max Hoffman, che da tempo sollecitava Daimler-Benz a costruire una versione aperta del modello 300 SL, poiché a suo avviso le opportunità di vendita per questo tipo di vettura erano particolarmente buone. Tecnicamente, la roadster corrispondeva più o meno alla coupé. Modificando le parti laterali del telaio, l'altezza d'ingresso si ridusse a tal punto da consentire l'inserimento di porte normali. Le sospensioni dell'asse posteriore furono completamente riviste e migliorate: l'asse trasversale a giunto singolo della 220 a con perno ribassato fu adattato e incorporato nella 300 SL Roadster. Per la prima volta fu dotato di una molla di compensazione. Rispetto all'originale asse a croce snodato della coupé ad ali di gabbiano, la roadster offriva prestazioni di gran lunga superiori. A partire dall'ottobre 1958, fu disponibile come equipaggiamento speciale un tetto rigido rimovibile al costo aggiuntivo di 1.500 marchi. Le caratteristiche salienti erano il lunotto posteriore, che si estendeva fino agli angoli, e il design accattivante del tetto rigido. Tra le modifiche tecniche apportate nei sei anni successivi, ne ricordiamo due: Nel marzo 1961, il modello 300 SL fu dotato di freni a disco Dunlop sulle ruote anteriori e posteriori e, dal marzo 1962, di un motore modificato con blocco in lega leggera.</span></p><p><span>La produzione della 300 SL Roadster cessò l'8 febbraio 1963. Questa data segna la fine di un'epoca per Daimler Benz: poiché la produzione della 300 berlina era cessata nel marzo del 1962, ciò significava che non venivano più prodotte vetture con telaio separato. Entrambe le versioni della 300 SL, roadster e coupé ad ali di gabbiano, sono state fin dall'inizio auto da collezione e non hanno ancora perso il loro fascino; da molti anni sono tra le auto d'epoca più ricercate e preziose.</span></p><p><span><strong>La storia della versione preserie unica esposta a Bologna</strong></span></p><p style="text-align:justify;"><span>Nel 1953, dopo le vittorie della Ali di Gabbiano in versione corsa, il Consiglio di Amministrazione della Daimler-Benz AG delibera lo sviluppo di una 300 SL in versione roadster. Quale base per la sperimentazione della nuova vettura roadster, affidata al progetto di Rudolf Uhlenhaut, sotto la supervisione di Fritz Nallinger, venne prescelta una delle 300 SL/Serie W194 “Sport” del 1952 ad ali di gabbiano. Sarà proprio questa a diventare la Roadster di preserie esposte. Nel giugno del 1954, un mese dopo l’avvio della produzione di serie della coupè “Ali di gabbiano”, la decisione della direzione prevede la costruzione di altre 3 Roadster che furono prodotti nel 1956 ed affiancarono la nostra preserie nelle fasi finali dei collaudi pre-commercializzazione.</span></p><p style="text-align:justify;"><span>Intanto lo studio della vettura di Preserie esposta a Bologna continua: il telaio venne modificato e rinforzato con tubi di maggiori diametro, mentre a disegnare una nuova carrozzeria stradale fu la matita di Freidrich Geiger, designer del centro stile diretto all’epoca da Karl Wilfert. Il prototipo fu completato nel settembre 1955 e, dopo i primi test, venne presentato al “board” della Casa il 2 novembre. La 300 sembrava ancora un prototipo, la leva del cambio è della coupé del 1955 e non è quella poi vista sulla vettura nei vari test, la marmitta è di diversa fattura ed esce nella parte sinistra e non in quella destra. Anche l’orologio ha una diversa posizione: qui è posizionato al centro del già strano volante a calice realizzato in alluminio lucidato e legno. La nota interna del 7 novembre 1955 sottolinea come alcuni dettagli vadano essere rivisti, tra cui la luminosità della strumentazione ed il meccanismo di apertura della capote che risulta di difficile utilizzo, ma il resto piace. La vettura, utilizzata come prototipo interno, quindi senza un numero di telaio stampigliato, continua il suo lavoro di sviluppo.</span></p><p style="text-align:justify;"><span>La scelta del telaio risulta molto problematica: Uhlenhaut, che ha disegnato il bellissimo e leggero telaio della coupé prova prima a modificare il design di quello esistente. Per prima cosa vengono modificate le fiancate per poter alloggiare le portiere ad apertura convenzionale ma questo non porta i risultati sperati; ci sono troppe torsioni e così lui ed i suoi ingegneri, per garantire maggiore resistenza dell’insieme e durata, sostituiscono parecchi tubi che compongono il telaio originale con da altri di diametro più grosso e con un acciaio più robusto; Per mantenere invariata la rigidità torsionale, inoltre, ulteriori tubi di&nbsp; rinforzo vengono aggiunti alla zona del tunnel dietro la paratia e le parti laterali. Ciò fornì un telaio più rigido, ma anche lo spazio per le porte a battente convenzionali. Purtroppo tutto ciò determinò una macchina leggermente più pesante del previsto. Vengono effettuati test statici nel centro ricerche per la distribuzione dei pesi e la rigidità strutturale, ma anche test dinamici su pista ed in salita. Non è noto, quanto parte del chassis originale 00009/52 sia rimasta sull’ esemplare di preserie esposto.</span></p><p style="text-align:justify;"><span>Gli archivi del Museo della Mercedes sui lavori per il telaio ci forniscono numerose note interne.&nbsp; Dalla prima, datata 16 maggio 1956, sino all’ultima del 6 gennaio 1957 si scopre la mole di lavoro e prove per la scelta del telaio definitivo con comparazioni fra vari tipi di telaio (del coupé di serie con altri 3 con diverse tipologie di tubi).</span></p><p style="text-align:justify;"><span>La sospensione anteriore rimane quella alleggerita della versione competizione. Una conformazione diversa del telaio e della posizione della ruota di scorta permette di avere un vero e proprio bagagliaio, un lusso riservato solo ai possessori della versione scoperta. Nel prototipo della Roadster anche l’interno è rivisto, come a sperimentare qualche nuova composizione stilistica, ed adotta un volante in legno a calice, una leva del cambio incernierata molto avanti e che obbliga ad una conformazione della leva stessa molto sagomata (come sulle primissime 300 SL, è molto diversa dalla posizione centrale che avrà la corta leva del cambio della versione definitiva)&nbsp; e la plancia adotta un orologio centrale ed un posacenere in una posizione alta. Molti di questi dettagli interni verranno poi abbandonati nella versione di serie che somiglierà, quindi, molto di più alla Coupé</span></p><p style="text-align:justify;"><span>La denominazione che allora si pensava di dare alla nuova roadster era 300 SLS, e la vettura venne sottoposta nel giugno 1956 a lunghi collaudi sulle Alpi. Nell’ottobre del 1956 appare un primo servizio che la riguarda e che la identifica con il nome di 300 SLS, come inizialmente&nbsp; previsto da Mercedes. A realizzarlo nel giugno dello stesso anno, era stato David Douglas Duncan, affermato fotografo amico di Picasso che proprio all’inizio del 1956 aveva ritirato la sua 300 SL.&nbsp; Viene pubblicato su una rivista di stile americana, Collier Magazine, stranamente coinvolta in un servizio automobilistico, e viene poi ripreso, sul numero di dicembre 1956 della rivista Road & Track. Ad accompagnare il testo, tutta una serie di foto scattate sul passo dello Stelvio, con la vettura impegnata a percorrerne i ripidi tornanti. Che non si trattasse di uno scoop rubato lo dimostra la presenza, in molti scatti, di Uhlenhaut, e di Wilfert, capo di Geiger e del centro stile. Alcune settimane dopo la vettura venne presentata alla stampa, suscitando un notevole interesse.</span></p><p><span>Quando al Salone di Ginevra del Marzo del 1957 la 300 SL Roadster viene presentata nella sua forma definitiva, per la quale solo il 5 febbraio è stato deliberato il nome finale, è facile pensare ad una rapida dismissione del prototipo. In realtà la 300 SL già mesi prima della presentazione ufficiale ritorna in pista. Il pilota americano Paul O’Shea, in visita in Europa per definire le specifiche della sua macchina da corsa per la stagione seguente, la sta provando sulle piste ed i percorsi più impegnativi. A partire dall’ottobre del 1956 ci sono foto che lo ritraggono, anche in questo caso assieme ai massimi responsabili tecnici della casa, sulla pista della Solitude (vicino Stoccarda) o sul Nürburgring ed a Hockenheim mentre a Monza scoviamo la SLS con Karl Kling e Rudolf Ulhenhaut. Le sue impressioni sono così positive che Mercedes decide di produrre due nuove SLS per permettergli di partecipare al campionato americano, che vincerà, di vetture turismo SCCA (Sport Car Club of America) del 1957. Risparmiata alle corse perché più pesante delle nuove SLS e perché dotata delle meno prestazionali sospensioni anteriori del 1952, la “nostra” 300 SLS resta utilizzata come vettura laboratorio e prosegue il suo sviluppo tanto che nel periodo tra il 57 ed il 60 viene dotata dei freni a disco Dunlop che da li a poco verranno utilizzati anche sulle vetture di serie.</span></p><p><span>&nbsp;Dall’inizio del 1960 il prototipo SLS rimase inutilizzato presso la Daimler-Benz.&nbsp; Nel luglio 1965, dovendo predisporre una documentazione che ne attestasse l’utilizzo come test car al fine di poterne formalizzare la vendita, la Casa attribuì alla vettura il numero di telaio 8427198118/1 e venne immatricolato con la definizione “O-Serie” prototipo.</span></p><p style="text-align:justify;"><span>Il 13 luglio 1965 Mercedes Benz vende la Sls a Karl Jurgen Britsche di Amburgo che nell’aprile del 1968 la rivende a Author von Windheim 3°. Il 5 aprile 1979 la 300 viene acquistata da Lloyd Ikerd e trasportata in California. Il 10 agosto del 1987 Ikerd la vende a Scott Grundfor, noto restauratore americano, che inizia un certosino lavoro di ricerca e restauro. Terminato il restauro l’auto viene acquistata dal collezionista giapponese Naohiro Ishikawa Nel agosto 1991 fu invitata al “Monterey Historic” ed a Pebble Beach. Nel 1994 la Sls ritorna in California nella collezione di Bob Meyer che la riporta, nel 1997, a Pebble Beach dove vince il premio Best in Class nella classe “european sports – racing postwar”). Nel 2006 attraversa di nuovo l’oceano entrando nella collezione di Alberto Cefis in Italia.</span></p><p><span><strong>220 SE Cabriolet (Serie 111)</strong></span></p><p><span>Nell'agosto del 1961 fu presentata una versione cabriolet della 220 SEb, che replicava esattamente la variante coupé, tranne che per l'assenza del tetto e il necessario irrigidimento della carrozzeria. Questo modello elegante e rappresentativo divenne il successore della serie 128 cabriolet, che dopo l'ottobre 1960 non era più stata prodotta. Da un punto di vista tecnico e stilistico, il nuovo modello derivava dalla berlina 220 SEb, presentata nell'agosto 1959 e anch'essa assegnata alla serie 111. A differenza dei loro predecessori, le varianti coupé e cabriolet furono progettate come modelli a quattro posti a tutti gli effetti. Si basavano sul telaio della berlina, il cui passo rimase di conseguenza invariato. Sebbene le code, che avevano fatto tanto scalpore alla presentazione dei modelli 220 b e 220 SEb, fossero ormai visibili solo in forma rudimentale, la cabriolet e la berlina avevano ancora molti tratti stilistici in comune. Ciò rende ancora più sorprendente il fatto che non un solo elemento costruttivo del modello a quattro porte potesse essere utilizzato per la cabriolet. Mezzo anno dopo, la 300 SE Coupé e la 300 SE Cabrio, costruite a partire da elementi preesistenti, fecero il loro debutto al Salone di Ginevra. Le carrozzerie delle corrispondenti versioni 220 SEb erano state ritoccate con ulteriori elementi decorativi e abbinate alla tecnologia della Tipo 300 SE. Questi nuovi modelli esclusivi che, come la berlina di base erano assegnati alla serie 112, presentavano una serie di dettagli tecnici. L'equipaggiamento di base prevedeva un motore in lega leggera da 3,0 litri, cambio automatico a 4 rapporti, servofreno, sospensioni pneumatiche e freni a doppio circuito con freni a disco sulle ruote anteriori e posteriori. La vettura presentava una decorazione cromata aggiuntiva sotto forma di un listello cromato che si estendeva dai fari ai fanali posteriori lungo la linea longitudinale, oltre a vistosi listelli decorativi sui passaruota anteriori e posteriori. A partire dal marzo 1963, la 300 SE coupé e cabriolet fu disponibile, come la berlina, con cambio manuale a 4 marce opzionale; in questo caso il prezzo di listino fu ridotto di 1.400 marchi. Nel gennaio 1964 la potenza del motore fu aumentata a 170 CV per migliorare le prestazioni di guida. Ciò fu possibile grazie alla conversione della pompa di iniezione in un'unità a sei pistoni. Quando le berline “fintail” dei modelli 220 Sb, 220 SEb e 300 SE furono sostituite da una generazione di modelli completamente rinnovata, le versioni coupé e cabriolet rimasero nel programma di vendita. Poiché questi modelli esclusivi, prodotti già da alcuni anni, non erano affatto superati rispetto alle berline della nuova generazione, non era necessario procedere a costose revisioni stilistiche o allo sviluppo di nuove versioni in serie su piccola scala. I due modelli da 2,2 litri ricevettero il motore da 2,5 litri da 150 CV della 250 SE e anche la sua denominazione. Inoltre, come i modelli da 3,0 litri, furono dotati di ruote da 14 pollici e di freni a disco più grandi delle berline della serie 108. Nuova è anche la molla di compensazione idropneumatica sull'asse posteriore, incorporata nei modelli da 2,5 litri al posto della molla elicoidale utilizzata fino a quel momento, che garantisce che il livello della carrozzeria rimanga costante indipendentemente dai carichi. Nel gennaio 1968 debuttò il modello 280 SE, dotato di un motore da 2,8 litri di nuova concezione con 160 CV, che divenne il successore della 250 SE. Questo cambio di generazione non riguardò solo la berlina, ma anche le versioni a due porte. Oltre al nuovo motore, nella coupé e nella cabriolet furono modificati solo alcuni dettagli; come la berlina, entrambe ricevettero copricerchi decorativi più piatti in un unico pezzo con coprimozzo integrato. Contemporaneamente ai modelli da 2,5 litri, la produzione della Tipo 300 SE coupé e cabriolet fu interrotta. Non c'era un successore immediato, ma non era nemmeno necessario, dato che la potenza del motore era inferiore di soli 10 CV rispetto alle versioni da 2,8 litri e le stesse prestazioni di guida erano ottenute grazie al peso ridotto. Nel settembre 1969 furono presentati i modelli 280 SE 3.5 coupé e cabriolet, più potenti. Il motore V8 da 3,5 litri, completamente nuovo e con una potenza di 200 CV, era molto silenzioso e regolare e consentiva prestazioni da auto sportiva. Questi nuovi modelli, così come le versioni della 280 con motore a 6 cilindri da 2,8 litri, presentavano piccole modifiche esterne. La griglia del radiatore era più bassa e più larga e il cofano era di conseguenza più basso nella parte anteriore. Anche i paraurti furono modificati, essendo ora dotati di strisce di gomma come sulle berline. Non vi erano differenze esterne tra le versioni a 8 cilindri e le nuove versioni a 6 cilindri. Nel maggio 1971 terminò la produzione delle coupé e delle cabriolet da 2,8 litri e due mesi più tardi cessò anche la produzione delle versioni a 8 cilindri, ponendo così fine all'era decennale delle coupé e delle cabriolet delle serie 111 e 112. A Sindelfingen furono costruiti in totale 2.918 coupé e 7.013 cabriolet di questa gamma. La versione più esclusiva è stata la 300 SE cabrio con 708 unità prodotte, seguita dalla 250 SE cabrio (954 unità), dalla 280 SE 3.5 cabrio (1.232 unità) e dalla 280 SE cabrio (1.390 unità). La 220 SEb coupé ha raggiunto il massimo volume di produzione con 14.173 unità. Non era prevista alcuna sostituzione per le cabriolet; gli automobilisti Mercedes dovevano accontentarsi della SL a due posti.</span></p><p><span><strong>E 320 Cabriolet (Serie 124)</strong></span></p><p><span>Nel settembre 1991, all'IAA di Francoforte, fu presentata una quinta variante di carrozzeria della classe media: la 300 CE-24 Cabrio. Per la prima volta, dopo una pausa di 20 anni, venne riproposta una cabriolet a quattro posti. Lo sviluppo della variante aperta, in cui la coupé fungeva da base, fu portato avanti con grande impegno costruttivo. Fu necessario costruire circa 1.000 nuove parti per irrigidire la carrozzeria. Per quasi tutte le parti strutturali fu utilizzata una lamiera d'acciaio più spessa o ad alta resistenza. Tutti i punti altamente sollecitati sono stati dotati di rinforzi aggiuntivi sotto forma di piastre di collegamento o bretelle. Particolarmente efficienti erano i puntoni diagonali, già noti dalla SL. Essi fissavano i quattro angoli del pavimento della carrozzeria con la traversa del motore e il cassone della ruota di scorta. Furono necessari oltre 130 kg di lamiere aggiuntive per compensare i 28 kg del tetto coupé mancante. Il risultato fu una carrozzeria che per rigidità torsionale non era affatto inferiore alla berlina. Un altro importante punto di miglioramento erano le vibrazioni della carrozzeria che riducevano il comfort, un punto debole dei veicoli aperti. L'obiettivo era ridurle al livello di una berlina. L'obiettivo fu raggiunto grazie a quattro assorbitori di vibrazioni, collocati nel montante sinistro dell'ammortizzatore, nel telaio del tetto e negli incavi laterali del bagagliaio. Ciò ha aumentato il peso del veicolo di altri 26 kg. Grazie ai suddetti rinforzi della carrozzeria, gli standard di sicurezza, noti per le berline, le station wagon e le coupé, furono soddisfatti anche dalla versione aperta, almeno per quanto riguarda il comportamento in caso di impatto frontale, posteriore o laterale. In caso di ribaltamento fu necessario adottare speciali misure di sicurezza. Per compensare in gran parte la mancanza del tetto, tutti i montanti A nell'area di potenziale pressione furono saldati con lamiere profilate interne a un'unità stabile. In questo modo, nella zona critica del tetto fu raggiunto un livello di stabilità in profondità simile a quello della berlina. Esperimenti estremi, in cui l'intero veicolo fu da un montante A, hanno dimostrato in modo impressionante la stabilità della costruzione. Un sistema di sicurezza completo, tuttavia, era garantito solo in combinazione con una barra antiribaltamento automatica. La struttura conosciuta dalla SL a due posti non era applicabile alla 300 CE-24 convertibile. In caso di sollevamento automatico della barra rotante, i passeggeri posteriori avrebbero potuto avere un contatto sfavorevole. Per questo motivo fu sviluppata una barra lineare che fu collocata dietro i sedili posteriori. In caso di ribaltamento imminente, questa barra si sollevava quasi verticalmente entro 0,3 secondi per fungere da poggiatesta per i passeggeri posteriori. A questo scopo, la protezione antiribaltamento poteva anche essere estesa e ritratta manualmente. Il softop completamente ripiegabile convince per un gran numero di dettagli tecnici ben ragionati. Quando è nascosto, i 43 kg di peso della struttura high-tech ad alta precisione, con le sue 27 parti di collegamento e i 34 giunti, occupano un volume di soli 80 litri. In questo modo il bagagliaio rimane spazioso. Una scanalatura di cattura sui montanti anteriori del tetto consente il drenaggio dell'acqua in caso di maltempo. Un grande lunotto riscaldato in vetro di sicurezza era fissato a filo con il rivestimento esterno da un doppio telaio e offriva una vista posteriore senza distorsioni. Un equipaggiamento speciale, l'azionamento elettroidraulico del tettuccio ribaltabile, migliorava il comfort di controllo. Funzionava a 180 bar di pressione di esercizio con sei cilindri idraulici compatti. L'unità idraulica era collocata nella nicchia destra del bagagliaio. Dieci valvole e dodici finecorsa elettrici regolavano il funzionamento regolare dei tre movimenti di rotazione e il corretto scatto in posizione delle varie chiusure. Inoltre, controllano il bloccaggio sicuro durante la guida. La produzione in serie della 300 CE-24 Cabrio iniziò solo sei mesi dopo la sua presentazione a Sindelfingen. Già sei mesi dopo la cabriolet, come tutti i modelli della classe media, ricevette un equipaggiamento interno notevolmente migliorato. La dotazione comprendeva ora l'airbag per il conducente e gli specchietti retrovisori esterni a controllo elettronico a destra e a sinistra. La chiusura centralizzata e il cambio a 5 marce, che nello stesso periodo erano stati inseriti nell'equipaggiamento di base dei modelli della serie 124, facevano parte della dotazione di serie fin dall'inizio della produzione della cabriolet.</span></p><p><span>Nel giugno 1993, la 300 CE-24 Cabrio fu rivista stilisticamente insieme agli altri modelli della serie 124 e adattata in linea con le altre serie di modelli. La caratteristica più distintiva delle varianti aggiornate era la griglia del radiatore, che si basava su quella della Classe S. Per questo “radiatore integrato”, la cornice cromata, relativamente stretta rispetto alla versione precedente, fu integrata armoniosamente nel cofano. La stella a tre punte Mercedes fu posizionata sul cofano, come sulla Classe S berlina. Sono state apportate modifiche anche ai gruppi ottici. Gli indicatori di direzione anteriori furono dotati di coperture in vetro trasparente, mentre le luci posteriori avevano coperture bicromatiche, che per gli indicatori di direzione e le luci di retromarcia erano di colore bianco-grigio uniforme. L'arancione degli indicatori di direzione anteriori e posteriori era prodotto da lampadine colorate. Altre modifiche riguardano i paraurti, le cui modanature sono ora rifinite nello stesso colore delle parti montate, mentre le modanature del paraurti posteriore sono state estese ai passaruota.</span></p><p><span>Nell'ambito dell'aggiornamento, la cabriolet non fu solo rinnovata esternamente, ma fu anche dotata di nuovi motori, che erano già stati introdotti nelle altre varianti di carrozzeria di classe media nell'ottobre 1992. Il motore a sei cilindri da 3,2 litri con tecnologia a quattro valvole, il successore del collaudato motore a quattro valvole da 3,0 litri, ora fa la sua comparsa anche sulla cabriolet. La sua potenza nominale era la stessa del suo predecessore, ma raggiungeva prima i 900 giri/min. La coppia massima era significativamente più elevata e veniva raggiunta anche a regimi inferiori. Le emissioni di gas di scarico e di rumore furono quindi notevolmente ridotte.</span></p><p><span>Un'importante innovazione era rappresentata dal fatto che la decappottabile era ora disponibile anche in una versione a quattro cilindri, più economica di oltre 20.000 marchi rispetto alla cugina a sei cilindri. Il nuovo modello di base montava il motore a quattro valvole da 2,2 litri da 150 CV che, fin dalla sua prima apparizione nell'ottobre 1992, era stato utilizzato per la berlina, la station wagon e la coupé della serie 124. Realizzata esclusivamente per l'esportazione in Italia, Grecia e Portogallo, la cabriolet era dotata anche della versione da 2,0 litri del motore quattro cilindri a quattro valvole da 136 CV, che dall'ottobre 1992 era stato utilizzato nella versione da esportazione della coupé. La capote elettroidraulica, in precedenza disponibile solo come optional, era ora montata di serie su tutti e tre i modelli. La capote era inoltre dotata di un rivestimento modificato, che migliorava il calore e l'insonorizzazione.</span></p><p><span>Quando i modelli rivisti furono messi in vendita nel giugno 1993, anche la serie 124 fu interessata dalla nuova nomenclatura. In linea con la Classe S e la nuova Classe C, la classe media venne ora chiamata Classe E e le denominazioni dei modelli seguirono un sistema modificato. Il sistema prevedeva una lettera che designava la classe del veicolo preceduta da un numero a tre cifre che, come in precedenza, si basava sulla cilindrata del motore. La E di Einspritzmotor (motore a iniezione) non era più necessaria, poiché i motori a carburatore appartenevano ormai al passato. Per quanto riguarda la variante della carrozzeria, questa era abbastanza ovvia solo guardando il veicolo; quindi, anche la codifica C e T fu lasciata decadere. Con le nuove regole, quindi, le cabriolet furono denominate E 220 Cabriolet ed E 320 Cabriolet.</span></p><p><span>Per chi cercava qualcosa di più da una cabriolet, la E 36 AMG, disponibile dal settembre 1993 con un motore AMG a quattro valvole da 3,6 litri da 195 kW, offriva proprio questo. E con i suoi componenti sottilmente ingranditi, questo nuovo modello di punta della gamma 124 cabriolet si distingueva anche esteticamente dalle sue sorelle meno dinamiche. Lo spoiler anteriore, le minigonne laterali e la grembialatura posteriore sono stati rifiniti nello stesso colore del veicolo e integrati armoniosamente con la forma della carrozzeria. I cerchi in lega da 17 pollici di serie con design AMG completavano il pacchetto.</span></p><p><span>Nel marzo 1994, per poter offrire un modello base più accessibile ai clienti meno interessati alle prestazioni, la E 200 Cabrio, che dal luglio 1993 era stata prodotta per l'esportazione in Italia ed altri paesi per motivi fiscali, fu resa disponibile in Germania. Con un prezzo di circa 10.000 marchi tedeschi inferiore a quello dei modelli da 2,2 litri, è stato necessario scendere a qualche compromesso per quanto riguarda le specifiche. Non c'erano più i cerchi in lega, i rivestimenti in pelle e i sedili riscaldati dei modelli gemelli della serie, anche se potevano essere ottenuti come upgrade. Ultima variante di carrozzeria della serie 124, la Classe E Cabrio rimase in produzione fino al luglio 1997. In totale sono stati prodotti 33.952 veicoli, 15.380 con motore a quattro cilindri e 18.572 con motore a sei cilindri. Con oltre il 75%, la quota di esportazione della E 320 Cabrio fu superiore alla media, come spesso accade, soprattutto per i modelli più esclusivi della gamma di autovetture Mercedes-Benz.</span></p><p><span><strong>CLE Cabrio</strong></span></p><p><span>Con la nuova CLE Cabrio, Mercedes-Benz prosegue la sua lunga tradizione di auto da sogno a quattro posti scoperte. Unisce caratteristiche di guida dinamiche a un elevato livello di comfort quotidiano per un piacere di guida all'aria aperta tutto l'anno. Il sistema di deflettori elettrici AIRCAP® e il dispositivo di riscaldamento dell'abitacolo AIRSCARF® sono di serie ed entrambi sono stati ulteriormente sviluppati per rendere ancora più piacevole la guida ‘en plein air’ in presenza di temperature esterne fresche. Anche la capote con isolamento acustico in tessuto contribuisce alla fruibilità durante tutto l'anno. È disponibile in nero, rosso o grigio. La sua struttura multistrato con ampio isolamento consente, infatti, un comfort termico ottimale in tutte le stagioni. Inoltre, riduce il rumore del vento e della guida. La capote si apre e si chiude in 20 secondi fino ad una velocità di 60 km/h. Per la prima volta, il suo funzionamento è completamente elettrico, il che lo rende ancora più silenzioso. La capote ripiegata viene separata automaticamente dallo spazio rimanente nel bagagliaio.</span></p><p><span>Come la più grande Cabrio del segmento medio, questo modello sportivo a due porte offre un elevato livello di comfort per le lunghe percorrenze per quattro persone. Le sue dimensioni sono: 4.850 millimetri di lunghezza, 1.861 millimetri di larghezza, 1.424 millimetri di altezza e un passo di 2.865 millimetri. Grazie a un passo più lungo di 25 millimetri, la CLE Cabrio è decisamente più spaziosa della Classe C Cabrio. I passeggeri posteriori, ad esempio, beneficiano di 14 millimetri in più di spazio per le gambe, 22 millimetri in più per le spalle e 17 millimetri in più per i gomiti. Con un volume di 385 litri (295 litri con la capote abbassata), il bagagliaio è estremamente pratico per l'uso quotidiano. Se necessario, questo spazio può essere ampliato utilizzando ripiagando gli schienali dei sedili posteriori con una suddivisione 60:40. Il bagagliaio può essere aperto senza contatto grazie all'HANDS-FREE ACCESS di serie. Anche il sistema KEYLESS-GO fa parte della dotazione di serie. Le porte del veicolo si bloccano e si sbloccano toccando una maniglia.</span></p><p><span>Nell'abitacolo spiccano il display della strumentazione completamente digitale da 12,3 pollici e il display centrale da 11,9 pollici orientato al conducente in formato verticale. Quest'ultimo può essere inclinato elettricamente da 15 a 40 gradi per evitare di distrarre l'attenzione quando la capote è abbassata. Un altro punto di forza è l'illuminazione ambientale dinamica opzionale. Fasci di luce si estendono dall'abitacolo alle portiere e ai pannelli laterali posteriori fin dietro i sedili posteriori. Questa sensazione di eleganza avvolgente è esaltata da altri due dettagli: la parte superiore della plancia, le linee di cintura e il coperchio di stivaggio della capote sono rivestiti in pelle nera effetto nappa. A ciò si aggiungono le finiture cromate che corrono lungo tutto l'abitacolo.</span></p><p><span>Per evitare che i sedili in pelle opzionali si riscaldino troppo in estate, sono dotati di uno speciale rivestimento che riflette i raggi solari. Di conseguenza, la pelle rimane fino a 12 gradi più fresca alla luce diretta del sole rispetto alla pelle standard non trattata. Anche con la capote chiusa, l'abitacolo si riscalda meno grazie ai freschi rivestimenti dei sedili. I sedili anteriori, sviluppati esclusivamente per il CLE, hanno un design sportivo integrale. In combinazione con il sistema audio surround 3D Burmester® opzionale, sono dotati di due altoparlanti ciascuno a livello dei poggiatesta. Grazie al Dolby Atmos e all'audio spaziale, si crea un'esperienza musicale particolarmente personalizzata e coinvolgente vicino all'orecchio. Questo sistema audio premium dispone di un totale di 17 altoparlanti.</span></p><p><span>Eccezionalmente interattivo e personalizzato</span></p><p><span>L'offerta di intrattenimento è altamente interattiva e personalizzata. La terza generazione del sistema di infotainment MBUX (Mercedes-Benz User Experience) consente l'utilizzo di app di terze parti come la piattaforma di intrattenimento TikTok, il sistema di videoconferenza Zoom o Audials, un fornitore di internet radio e podcast. Il pacchetto MBUX Entertainment fa parte del pacchetto Premium Plus. Include la radio via Internet, lo streaming musicale e un pacchetto dati di un provider di terze parti selezionato.</span></p><p><span>Grazie all'intelligenza artificiale, MBUX offre anche un nuovo livello di personalizzazione con funzioni di comfort automatizzate. Al momento del lancio sul mercato, i clienti potranno utilizzare modelli per le routine standard. Ad esempio, "Giorni freddi" (il riscaldamento dei sedili si attiva a una determinata temperatura esterna) o "Serata galante" (la musica romantica viene riprodotta tramite audio Bluetooth; l'illuminazione ambientale diventa rosa). Gli utenti accedono ai modelli tramite un carosello nel display centrale. Può anche creare le proprie routine collegando diverse funzioni e condizioni. Le routine così create vengono visualizzate nel menu "Le mie routine" del display centrale.</span></p><p><span>Esperienza di guida dinamica e confortevole con un potente motore a sei cilindri top di gamma</span></p><p><span>Il telaio della nuova CLE Cabrio garantisce il piacere di guida sulle strade tortuose. Allo stesso tempo, offre un comfort di guida eccezionale nei lunghi viaggi. Le sospensioni comfort, ribassate di 15 millimetri, sono di serie. Combina una guida estremamente confortevole con una maneggevolezza reattiva e sportiva. Come optional è disponibile una sospensione sportiva con sistema di smorzamento selettivo dell'ampiezza. Le sospensioni DYNAMIC BODY CONTROL, disponibili come optional, consentono un'esperienza di guida altamente regolabile, da estremamente sportiva a confortevole, grazie a uno smorzamento continuo e adattivo davanti e dietro. Le sospensioni attive controllano individualmente le caratteristiche di smorzamento di ciascuna ruota in combinazione con le caratteristiche del motore, della trasmissione e dello sterzo. Ciò tiene conto della situazione di guida, della velocità e delle condizioni stradali. Il selettore DYNAMIC SELECT consente al conducente di scegliere tra un assetto confortevole o più rigido e sportivo.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Eventi &amp; Saloni,Events &amp; Sponsorships]]></category>
            <pubDate>Tue, 22 Oct 2024 23:07:27 +0200</pubDate>
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                        <title>1000 Miglia 2024: il team Mercedes Classic Works alla partenza con otto 300 SL Coupé e un sei cilindri sovralimentato ‘Super-Sport’.</title>
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La gara di regolarità per auto storiche si svolge sul percorso della leggendaria corsa su strada da Brescia a Roma e ritorno. Tra gli highlight di questa edizione, la partenza di otto Mercedes-Benz 300 SL ‘Gullwing’ (W 198) nel works team. Sei clienti privati approfittano di un pacchetto clienti molto speciale di Mercedes-Benz Classic con la loro supersportiva degli anni Cinquanta. Inoltre, le vetture dei clienti coinvolti saranno preparate dagli esperti del Mercedes-Benz Classic Center e riceveranno assistenza tecnica durante l'evento. Alla partenza sarà presente anche una Mercedes-Benz ‘Super-Sport’ a quattro posti (W 06) appartenente alla collezione di Mercedes-Benz Classic. Il veicolo è stato costruito nel 1930 e originariamente consegnato al Maharaja del Kashmir. Questa vettura sportiva sovralimentata della famosa serie S ricorda la vittoria di Rudolf Caracciola alla Mille Miglia del 1931 con una Mercedes-Benz SSKL. Anche una Mercedes-Benz 220 berlina ‘Ponton’ (W 180), che si rifà alla tradizione della Classe S, gareggia nel team dell’azienda. È il simbolo della vittoria di classe alla Mille Miglia del 1956, ottenuta con una vettura di questo tipo.&nbsp;<br><br>"Con la sua storia, il suo percorso e il suo campo di partenza, la 1000 Miglia è uno degli eventi più affascinanti delle corse automobilistiche classiche. Siamo felici di essere presenti quest'anno con una squadra così forte. I clienti privati beneficiano della competenza unica e della vasta esperienza del team del nostro Classic Center. In questo modo, diventano parte della storia leggendaria della Mille Miglia. Il nostro marchio ha contribuito a questa storia speciale con grandi momenti".&nbsp;<br>Marcus Breitschwerdt, CEO di Mercedes-Benz Heritage&nbsp;<br><br>Leggendaria mille miglia attraverso l'Italia&nbsp;<br>La 1000 Miglia di quest'anno si svolgerà dall'11 al 15 giugno. Il circuito si snoda in senso antiorario in cinque tappe da Brescia a Roma e ritorno. Possono partire solo le auto d'epoca i cui modelli hanno partecipato alla Mille Miglia originale tra il 1927 e il 1957. Dopo la partenza da Brescia il primo giorno, il percorso si snoda attraverso Bergamo, Novara e Vercelli fino a Torino. Sul percorso della seconda tappa si incontrano Acqui Terme e, per la prima volta, Genova. Lungo la costa tirrenica si scende alla volta di Viareggio. Il terzo giorno è dedicato a Roma: Via Lucca, Castiglione della Pescaia, Marta, Viterbo e Ronciglione, il gruppo entra nella capitale italiana e raggiunge l'arrivo in Via Veneto.&nbsp;<br><br>La quarta tappa torna a nord passando per Orvieto, Solomeo, Siena e Prato, nonché per i passi della Futa e della Raticosa, fino a San Lazzaro di Savena, vicino a Bologna. L'ultimo giorno il percorso si snoda attraverso Ferrara, Bovolone e Villafranca, costeggiando il Lago di Garda con la Valtenesi e Salò fino all'arrivo in Viale Venezia a Brescia.&nbsp;<br><br>Mercedes-Benz e la Mille Miglia&nbsp;<br>I momenti salienti dei 130 anni di storia del motorsport di Mercedes-Benz sono stati le Mille Miglia del 1931 e del 1955. Alla quinta Mille Miglia del 12 e 13 aprile 1931, Rudolf Caracciola ottenne una vittoria a sorpresa con la Mercedes-Benz SSKL e il copilota Wilhelm Sebastian. A bordo della potente auto da turismo sovralimentata, divenne il primo pilota non italiano a vincere la corsa su strada.&nbsp;<br><br>Nel 1955, Stirling Moss e il suo copilota Denis Jenkinson vinsero la Mille Miglia, svoltasi dal 30 aprile al 1° maggio 1955, in 10:07:48 ore a bordo di un'auto sportiva da corsa Mercedes-Benz 300 SLR (W 196 S). Questo è stato il tempo più veloce mai ottenuto nella gara e quindi un record per l'eternità. Il secondo posto nella classifica generale andò al suo compagno di squadra Juan Manuel Fangio, anch'egli su una 300 SLR. Anche le Mercedes-Benz 300 SL Coupé di serie (W 198), ottimizzate per le corse, fecero scalpore all'epoca: le ‘Gullwings’ ottennero, infatti, una triplice vittoria di classe, guidate da John Cooper Fitch e dal suo copilota Kurt Gessl sulla 300 SL n. 417. Il numero sta per l'ora di partenza, le 4:17 del mattino. La 300 SL Coupé grigia con la leggendaria sequenza di numeri è oggi una delle preferite del pubblico della 1000 Miglia. Nel 1956, Erwin Bauer e Erwin Grupp vinsero la classe delle vetture speciali da turismo con cilindrata superiore a due litri con una Mercedes-Benz 220 ‘Ponton’ (W 180).&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Mercedes-Benz Heritage]]></category>
            <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 13:27:17 +0200</pubDate>
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                        <title>90 anni fa debuttava la Mercedes-Benz W 25: la prima ‘Freccia d’argento’</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/90-anni-fa-faceva-il-suo-debutto-la-mercedes-benz-w-25-la-prima-freccia-dargento/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/90-anni-fa-faceva-il-suo-debutto-la-mercedes-benz-w-25-la-prima-freccia-dargento/</guid><pp:caseid>634185</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>• La prima ‘Freccia d'Argento’ può essere ammirata nella racing curve del Museo Mercedes-Benz.&nbsp;<br>• Il 3 giugno 1934, Manfred von Brauchitsch vinse la gara dell'Eifel al Nürburgring.&nbsp;<br>• L'auto da corsa W 25 da 750 chilogrammi ha dato inizio alla tradizione delle Frecce d'Argento.&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Nobiltà: 90 anni fa, questa monoposto argentata coniò il nome che ancora oggi si applica alle auto da corsa Mercedes-Benz: ‘Frecce d'argento’. La Mercedes-Benz W 25 fece il suo debutto nella Eifel Race al Nürburgring il 3 giugno 1934. Manfred von Brauchitsch vinse la gara, stabilendo un nuovo record di pista con una velocità media di 122,5 km/h. Questo fu l'inizio di una storia di successo che si estende alle ultime auto da corsa del team Mercedes-AMG Petronas di Formula Uno.</span></p><p><span>Racing curve: il Museo Mercedes-Benz celebra la tradizione unica di successi sportivi del marchio nella Legend Room 7 con la sua spettacolare racing curve. Qui la W 25 è protagonista tra molte altre auto da corsa argentate del marchio. La sala è intitolata ‘Frecce d'argento - Gare e record’. Un giusto tributo alle auto da corsa da Gran Premio. Infatti, anche i veicoli da record con motori a otto e dodici cilindri derivavano dalla prima Silver Arrow.</span></p><p><span>Essenziale: come si sono sentiti i piloti a bordo della W 25 da 750 chilogrammi? La vista dall'abitacolo sul grande e sottile volante e attraverso il piccolo parabrezza nella racing curve con le altre Frecce d'Argento ne offre una prima impressione. Il cruscotto con contagiri e indicatori dell'olio e del liquido di raffreddamento è ridotto all'essenziale.</span></p><p><span>Snella: la W 25 è una monoposto ottimizzata dal punto di vista aerodinamico con ruote scoperte. Rappresenta una nuova era nella costruzione delle auto da corsa Mercedes-Benz.</span></p><p><span>Velocità: la W 25 era una macchina veloce, che raggiungeva velocità massime di 300 km/h. Ma la velocità contava anche nei box. Per questo motivo il cofano, che presenta numerose fessure di ventilazione, è dotato di chiusure a sgancio rapido. Può quindi essere aperto in pochi secondi senza l'ausilio di attrezzi.</span></p><p><span>Leggera: telaio, leva del cambio, pedali e perfino le cinghie di sospensione dello scarico: in molte aree della W 25 esposta nel Museo Mercedes-Benz si trovano fori praticati per risparmiare peso. Ciò dimostra l'importanza della costruzione leggera durante il suo sviluppo. Il peso determinava persino la possibilità o meno di partecipare a una gara: la formula del Grand Prix annunciata nel 1932 dall'associazione internazionale degli Automobile Clubs Reconnus (AIACR) prevedeva che le auto da corsa potessero pesare al massimo 750 chilogrammi senza fluidi di esercizio.</span></p><p><span>Aneddoto: la monoposto da corsa di 750 chilogrammi e la carrozzeria argentata della Mercedes-Benz W 25 danno vita a una storia affascinante. L'ha raccontata il famoso responsabile delle corse del marchio, Alfred Neubauer: pare che la W 25 verniciata con la tradizionale livrea da corsa bianca pesasse un chilogrammo di troppo prima della gara di Eifel. La vernice fu rimossa durante la notte. Alla linea di partenza, la "Freccia d'argento" sorprese gli spettatori con la sua carrozzeria in alluminio nudo e rispettò esattamente i requisiti di peso.</span></p><p><span>Progetto di sviluppo: la W 25 fu sviluppata a partire dal 1933 come classica auto da corsa a motore centrale anteriore. Fu ulteriormente migliorata durante il suo utilizzo nelle competizioni motoristiche fino al 1936. Debuttò con un motore otto cilindri in linea da 3,4 litri sovralimentato (M 25 A), che erogava fino a 260 kW (354 CV) a 5.800 giri/min. Nello stesso anno, il 1934, seguì il motore M 25 B da 4 litri con una potenza massima di 316 kW (430 CV). L'enorme potenza è evidente nell'esposizione del Museo Mercedes-Benz: il tubo di scarico ha ancora una sfumatura bluastra dovuta al calore dei gas di scarico. Il tubo di scarico corre lungo il lato sinistro del veicolo, dal vano motore fino alla parte posteriore, fortemente affusolata e filante.</span></p><p><span>Tradizione: la W 25 è stata seguita dalle Frecce d'Argento degli anni Trenta e Cinquanta. Mercedes-Benz è tornata in Formula Uno come fornitore di motori nel 1994 e dal 2010 il marchio ha di nuovo un proprio team ufficiale. Dal 1934, le Frecce d'Argento hanno vinto tre campionati europei (Rudolf Caracciola nel 1935, 1937 e 1938) e dodici titoli piloti nel campionato mondiale di Formula Uno: Juan Manuel Fangio è diventato campione del mondo nel 1954 e nel 1955, Mika Häkkinen nel 1998 e nel 1999, Nico Rosberg nel 2016 e Lewis Hamilton ha vinto il campionato nel 2008, 2014 e 2015 e nel 2017-2020.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Heritage,Ultimissime,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Tue, 28 May 2024 12:11:00 +0200</pubDate>
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                        <title>Il centenario della vittoria della Targa Florio celebrato con una ‘demo run’ in occasione del Trofeo Bandini</title>
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                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/il-centenario-della-vittoria-della-targa-florio-celebrato-con-una-demo-run-in-occasione-del-trofeo-bandini/</guid><pp:caseid>632079</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; George Russell ha guidato la Mercedes centenaria per ritirare il Trofeo Bandini nel borgo medievale di Brisighella.</span></p><p><span>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L'auto vincitrice della Targa Florio del 1924 è stata restaurata da Mercedes-Benz Heritage per celebrare il centenario della storica vittoria.</span></p><p><span>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Migliaia di persone sono scese in strada per assistere alla dimostrazione. George guiderà l'auto anche a Imola nel corso del weekend di gara.</span></p><p><span>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le immagini e il footage dell'evento sono disponibili sul </span><a href="https://mercedes-benz-archive.com/marsF1/"><span><u>sito del team </u></span></a><span>.</span></p><p><span>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un film documentario, pubblicato in occasione del 100° anniversario, è disponibile </span><a href="https://www.mercedes-benz.com/targaflorio/"><span>qui</span></a><span>.</span></p><p><span>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le foto del progetto di restauro completo e i filmati sono disponibili </span><a href="https://mercedes-benz-archive.com/marsMuseum/de/instance/ko/Mercedes-2-l-Targa-Florio-Rennwagen.xhtml?oid=191293448"><span>qui</span></a><span>.</span></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p style="margin-left:6.0pt;"><span>George Russell ha completato una storica demo run per le strade del borgo medievale italiano di Brisighella. Il ventiseienne ha guidato una delle auto Mercedes originali che parteciparono alla Targa Florio del 1924, gara vinta dal marchio tedesco. In attesa del Gran Premio dell'Emilia Romagna di questo fine settimana, il pilota britannico ha ritirato il premio Trofeo Bandini.</span></p><p style="margin-left:6.0pt;"><span>George ha dichiarato: "È stato incredibile mettersi al volante di una Mercedes di 100 anni fa. È un'auto che ci si aspetta di trovare in un museo per essere ammirata, piuttosto che vederla su strada. Per questo motivo, guidarla nella sua prima uscita pubblica dopo il restauro è stato un vero onore. Ha un handling davvero eccezionale! Il sound del motore è fantastico e la maneggevolezza in curva, considerando i pneumatici stretti, davvero impressionante. È stata una grande gioia avere la possibilità di guidarla, per questo voglio ringraziare di cuore il team di Mercedes-Benz Classic.”</span></p><p style="margin-left:6.05pt;"><span>"Anche ritirare il Trofeo Bandini è stato un vero privilegio. Molti grandi piloti di F1 hanno vinto questo premio ed è stato un onore aggiungere il mio nome alla ‘hall of fame’. È stata una giornata fantastica e non vedo l'ora di affrontare il resto del weekend di Imola".</span></p><p style="margin-left:6.05pt;"><span>Il premio è stato istituito nel 1992 in memoria del famoso pilota italiano Lorenzo Bandini, scomparso nel 1967. Il trofeo viene assegnato a una figura della F1, selezionata da un'apposita commissione.</span></p><p style="margin-left:6.0pt;"><span>La presentazione ha avuto luogo a Brisighella, un paese della regione Emilia Romagna. George ha guidato la centenaria macchina da 2 litri dalla vicina città di Faenza alla cerimonia nella piazza del paese, celebrando il premio e ricordando la vittoria assoluta e la triplice vittoria di classe della Mercedes nella Targa Florio 1924.</span></p><p style="margin-left:6.0pt;"><span>Marcus Breitschwerdt, Responsabile del Patrimonio Mercedes-Benz, ha commentato: "La nostra auto da corsa originale Mercedes Targa Florio del 1924 è tornata su una strada italiana - 100 anni dopo la vittoria della Mercedes alla gara in Sicilia. È stato un momento incredibilmente emozionante per tutte le persone coinvolte. Questo bolide rosso ha entusiasmato le folle italiane un secolo fa e ora, con George Russell al volante, ha suscitato una reazione simile. Siamo felici e orgogliosi che la vettura abbia fatto la sua prima apparizione in pubblico dopo il restauro completo presso il nostro Mercedes-Benz Classic Center".</span><br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Formula 1]]></category>
            <pubDate>Fri, 17 May 2024 10:10:40 +0200</pubDate>
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                        <title>Ritorna su strada dopo il restauro la ‘rossa’ che partecipò alla Targa Florio del 1924</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/ritorna-su-strada-dopo-il-restauro-la-rossa-che-partecipo-alla-targa-florio-del-1924/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/ritorna-su-strada-dopo-il-restauro-la-rossa-che-partecipo-alla-targa-florio-del-1924/</guid><pp:caseid>629702</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>• Un intenso restauro dopo 100 anni riporta all’antico splendore la leggendaria racing sovralimentata&nbsp;<br>• Vittoria assoluta e triplice vittoria di classe alla Targa Florio del 1924&nbsp;<br>• Mercedes-Benz Classic presenterà l'auto da corsa originale agli eventi internazionali del 2024&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>A 100 anni dal trionfo della Mercedes nella leggendaria Targa Florio in Sicilia il 27 aprile 1924, la straordinaria racing car Mercedes da 2 litri utilizzata all'epoca torna su strada. Mercedes-Benz Classic ha restaurato il veicolo dalla propria collezione secondo i più alti standard di autenticità. Sarà presentata in occasione dei principali eventi internazionali nel 2024. Questa racing car, con la sua caratteristica verniciatura rossa, è un pezzo forte dei 130 anni di Mercedes-Benz Motorsport.&nbsp;<br><br>"Nel 1924, con questa straordinaria racing car, Mercedes ha fatto la storia del motorsport. Un secolo dopo, il veicolo può essere rivisto in azione nelle sue condizioni originali, il che significa che Mercedes-Benz Classic sta facendo la storia. Perché una cosa del genere è possibile solo grazie all'unione delle competenze del Mercedes-Benz Classic Centre, dell'Archivio Mercedes-Benz Classic e di una solida rete di esperti. Questo affascinante progetto rende tangibile la forza innovativa della nostra azienda, dalle sue origini nel 1886 fino al futuro".&nbsp;<br>Marcus Breitschwerdt, Responsabile del Patrimonio Mercedes-Benz&nbsp;<br><br><strong>Mercedes-Benz Classic ha accompagnato il restauro della Targa Florio racing car e il suo ritorno in su strada - con ampie riprese fotografiche e video.&nbsp;</strong><br>• Il film-documentario uscirà in concomitanza con il centenario, il 27 aprile 2024. È disponibile nello Speciale Web Mercedes-Benz Classic:&nbsp;<br>https://www.mercedes-benz.com/targaflorio/&nbsp;<br>• Foto stampa del progetto di restauro completo e filmati:&nbsp;<br>https://mercedes-benz-archive.com/marsMuseum/de/instance/ko/Mercedes-2-l-Targa-Florio-Rennwagen.xhtml?oid=191293448&nbsp;<br>• Una cartella stampa di Mercedes-Benz che contiene numerosi dettagli e informazioni di base sul progetto di restauro, sul veicolo e sulla Targa Florio del 1924.&nbsp;<br><br><strong>La vittoria in Sicilia&nbsp;</strong><br>All'inizio degli anni Venti, la Targa Florio era un evento di punta dell'automobilismo europeo. Offriva alle aziende tedesche un'importante opportunità perché, dopo la Prima Guerra Mondiale, erano state inizialmente escluse dalla partecipazione al Campionato europeo di Gran Premio. La Mercedes ottenne il secondo posto assoluto nel 1921 e un privato vinse con una Mercedes nel 1922. Nel 1924, il marchio tornò a competere con una nuova auto da corsa. Questo veicolo si basava sui progetti di Paul Daimler. Ferdinand Porsche, direttore tecnico e responsabile dello sviluppo della Daimler-Motoren-Gesellschaft dall'aprile 1923, la sviluppò fino a renderla pronta per le gare.&nbsp;<br><br>La squadra corse si recò da Stoccarda in Sicilia con quattro vetture da competizione da 2 litri con motore sviluppato in house. La Mercedes iscrisse tre di queste auto da corsa alla Targa Florio e alla Coppa Florio. Una particolarità era la verniciatura rossa, che in realtà era riservata alle vetture italiane: lo scopo era quello di prevenire eventuali ‘interferenze’ da parte dei tifosi italiani durante la gara. All'epoca le auto da corsa tedesche erano solitamente verniciate di bianco.&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,classic]]></category>
            <pubDate>Wed, 24 Apr 2024 15:50:00 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/5a319580-6a3f-40ef-b340-0694a7686e22/24c0131-025.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[24c0131_025]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes 2-Liter-Targa-Florio-Rennwagen von 1924. Ausbringung aus der Rennkurve des Mercedes-Benz Museums f&amp;uuml;r die Restaurierung. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Classic Archive: D784585)   Mercedes 2-litre Targa Florio racing car from 1924. Removal from the Mercedes-Benz Museum&amp;rsquo;s banked curve for restoration. (Photo index number in the Mercedes-Benz Classic Archives: D784585) ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Il Mercedes-Benz Registro Italia festeggia i suoi primi 30 anni</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/il-mercedes-benz-registro-italia-festeggia-i-suoi-primi-30-anni/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/il-mercedes-benz-registro-italia-festeggia-i-suoi-primi-30-anni/</guid><pp:caseid>627770</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><strong>Dopo i festeggiamenti dei 50 di Mercedes-Benz in Italia, un nuovo, importante anniversario entra negli annali della storia della Stella. Proprio quest’anno, infatti, il Mercedes-Benz Registro Italia festeggia i suoi primi 30 anni di attività. Un importante traguardo, raggiunto grazie alla passione degli oltre 600 soci che rappresentano oggi l’affascinante mondo dell’heritage della Casa di Stoccarda in Italia. Una passione che abbraccia tre generazioni e si tramanda di padre in figlio. Il Mercedes-Benz Registro Italia, oltre ad essere il punto di riferimento per tutti gli appassionati dei modelli della Casa di Stoccarda in Italia, è il garante di questo fil rouge che unisce passato e presente.&nbsp;</strong></span></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Conoscere la storia di un marchio come Mercedes-Benz, che ha alla spalle quasi 140 anni, è fondamentale per comprenderne il presente e il futuro. Ancora oggi il design delle automobili con la Stella continua a trarre ispirazione da icone del passato come la 300 SL ‘Gullwing’. Un fascino che non conosce i segni del tempo le cui milestone spaziano dal design alla sicurezza, dall’innovazione tecnologica ai più alti livelli di ingegneria meccanica. Da 30 anni, il Mercedes-Benz Registro Italia è il custode di questi valori.</span></p><p><span>“Sono davvero orgoglioso di questo importante traguardo, ma soprattutto della passione che unisce e alimenta la grande famiglia del Registro”, ha dichiarato Francesco Martella, Presidente del Mercedes-Benz Registro Italia. “Sono oltre 150 i soci che ci hanno raggiunto a Roma per festeggiare insieme questo anniversario, un appuntamento particolarmente significativo per il Registro, che si aggiunge alle tantissime occasioni in cui ci riuniamo per godere insieme il fascino, la cultura, la storia e i paesaggi unici del nostro Paese a bordo delle nostre Stelle”.</span></p><p><span>Diretta emanazione di Mercedes-Benz Italia, riconosciuto ed autorizzato da Mercedes-Benz Classic e Mercedes-Benz AG, il Registro è il Club attraverso il quale tutti i possessori di Mercedes-Benz storiche possono entrare a far parte del mondo delle auto d’epoca ottenendo l’iscrizione all’ASI ed al FIVA a cui il Club è federato.</span></p><p><span>La principale missione del Registro è tutela e la valorizzazione di tutte le Mercedes-Benz che abbiano compiuto almeno venti anni, assistendo e consigliando i soci sui restauri, il reperimento dei ricambi e nelle pratiche amministrative per l’ottenimento delle certificazioni indispensabili per la circolazione e per godere delle agevolazioni fiscali previste per le auto storiche.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:25:32 +0200</pubDate>
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                        <title>Un’opportunità senza precedenti da Mercedes-Benz Classic: &quot;Gullwing works drives&quot; alla 1000 Miglia 2024</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/unopportunita-senza-precedenti-da-mercedes-benz-classic-gullwing-works-drives-alla-1000-miglia-2024/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/unopportunita-senza-precedenti-da-mercedes-benz-classic-gullwing-works-drives-alla-1000-miglia-2024/</guid><pp:caseid>613616</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>• Partecipare alla 1000 Miglia a bordo di tre 300 SL della leggendaria collezione di veicoli Mercedes-Benz&nbsp;<br>• 150.000 euro per percorrere le strade di Sir Stirling Moss e Rudolf Caracciola&nbsp;<br>• Un race driver come navigatore sul sedile del passeggero&nbsp;<br>• Incluso il supporto tecnico dell’official team del Mercedes-Benz Classic Center&nbsp;<br>• Mille Miglia: Una corsa unica su un percorso eccezionale dal 1927&nbsp;</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Non potrebbe esserci modo più intenso di vivere il fascino delle mille miglia da Brescia a Roma e ritorno: Mercedes-Benz Classic offre agli appassionati del marchio e dell'automobilismo storico esclusivi posti di partenza alla 1000 Miglia 2024. Non in un veicolo di supporto, ma al volante di una Mercedes-Benz 300 SL Coupé originale della collezione Mercedes-Benz Classic. Sono disponibili tre veicoli. La proposta di partecipazione comprende l’iscrizione all'evento come parte del team Mercedes-Benz Works con una 300 SL di proprietà dell'azienda (W 198), incluso un weekend di test drive a Stoccarda, un pilota del motorsport come navigatore sul sedile del passeggero e il supporto tecnico e organizzativo completo. Il prezzo - a seconda dell'esatta configurazione del pacchetto - parte da 150.000 euro più IVA.</span></p><p><span>Chiunque sia interessato può candidarsi, fino al 31 gennaio 2024, per uno dei tre ‘volanti’ disponibili all’indirizzo: </span><a href="http://www.mercedes-benz.com/MBClassicExperience1000Miglia"><span>www.mercedes-benz.com/MBClassicExperience1000Miglia</span></a></p><p><span>Se la domanda dovesse superare la disponibilità, la decisione sarà presa per sorteggio.</span></p><p><span>Pacchetto di assistenza tecnica anche per chi partecipa con la propria Mercedes-Benz classica</span></p><p><span>I piloti che partecipano alla 1000 Miglia con il proprio veicolo Mercedes-Benz hanno la possibilità di prenotare un pacchetto di servizi per l'assistenza tecnica da parte degli specialisti del Mercedes-Benz Classic Center. Il prezzo parte da 15.000 euro più IVA.</span></p><p><span>Sulle tracce di Sir Stirling Moss e Rudolf Caracciola</span></p><p><span>Organizzata per la prima volta nel 1927 come gara di velocità, la 1000 Miglia è oggi una delle gare di regolarità per veicoli storici più popolari al mondo. Mercedes-Benz e la Mille Miglia sono strettamente legate fin dall'inizio e proprio in questa gara la Casa di Stoccarda ha segnato più volte &nbsp;la storia. Nel 1931, Rudolf Caracciola, a bordo di una Mercedes-Benz SSKL (W 06) fu il primo pilota non italiano a vincere la classifica generale. Nel 1955, Stirling Moss e Denis Jenkinson vinsero con la 300 SLR (W 196 S) con il miglior tempo mai ottenuto alla Mille Miglia. Sempre nel 1955, le auto sportive di serie Mercedes-Benz 300 SL Coupé ottennero una tripla vittoria di classe nella categoria GT per le auto con cilindrata superiore a 1,3 litri.</span></p><p><span>Mercedes-Benz 300 SL Coupé (W 198)</span></p><p><span>La 300 SL, con le sue caratteristiche porte ad ali di gabbiano, è una delle automobili più emozionanti della storia. È stata derivata nel 1954 dall'omonima auto sportiva da corsa (W 194) del 1952. La prima 300 SL fece il suo debutto nelle corse nel maggio 1952, alla Mille Miglia.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Heritage,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Mon, 11 Dec 2023 15:34:51 +0100</pubDate>
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                        <title>Defining Class Since 1886: Mercedes-Benz Italia protagonista ad Auto e Moto d’Epoca 2023</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/defining-class-since-1886-mercedes-benz-italia-protagonista-ad-auto-e-moto-depoca-2023/</link>
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            <pubDate>Thu, 19 Oct 2023 09:37:45 +0200</pubDate>
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                        <title>Pablo Atchugarry e la 300 SL ‘Gullwing’, musa senza tempo della Stella</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/pablo-atchugarry-e-la-300-sl-gullwing-musa-senza-tempo-della-stella/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/pablo-atchugarry-e-la-300-sl-gullwing-musa-senza-tempo-della-stella/</guid><pp:caseid>578876</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>A Lecco, nella suggestiva cornice dello studio di Pablo Atchugarry, il modello più rappresentativo ed iconico nella storia di Mercedes-Benz svela la propria sintonia con le opere dell’artista uruguaiano, che ha scelto di reinterpretare alcune delle sue creazioni più rappresentative sottolineando, attraverso due opere uniche, questo particolare legame. Un progetto, curato dalla Repetto Gallery, che unisce due mondi apparentemente distanti, ma al tempo stesso incredibilmente vicini, accomunati da un’impronta estetica dal forte impatto emozionale, dove materia e forma si esprimono anche attraverso scelte cromatiche che riportano direttamente al mondo e alle suggestioni della 300 SL.</strong></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>La Mercedes 300 SL ‘Gullwing’, icona senza tempo della Casa di Stoccarda, incontra il talento artistico di Pablo Atchugarry, scultore di fama internazionale che affida a marmo, bronzo e legno il compito di dare forma alle sue espressioni creative. Ed è proprio il bronzo la materia scelta dall’artista per reinterpretare due opere originali e dare vita a due creazioni uniche, direttamente ispirate dal mito della 300 SL.&nbsp;<br><br>Due sculture dalla forma astratta che si ricongiungono con la vettura attraverso un legame che trae ispirazione dal movimento ad ‘ali di gabbiano’ delle portiere, ma anche grazie ad un forte richiamo cromatico in cui predominano l’argento e il rosso, due colori distintivi della SL: il rosso massima espressione di eleganza e passione e il silver delle leggendarie ‘Frecce d’argento’, che racconta le pagine più emozionanti nella storia del motorsport.&nbsp;<br><br>“L’arte, in tutte le sue espressioni, è sempre stata un forte elemento di ispirazione per il design delle nostre vetture”, ha dichiarato Mirco Scarchilli, Responsabile Marketing Communication Experience di Mercedes-Benz Italia. “Non a caso, qualche anno fa, per introdurre il nuovo concetto di lusso della Stella, Gorden Wagener, Chief Design Officer di Mercedes-Benz AG scelse proprio l’arte, mostrando quattro sculture identificative delle sue specifiche declinazioni. Al tempo stesso, nel corso degli anni, automobili iconiche come la SL 300 o la C111 sono state muse ispiratrici di grandi artisti come Andy Warhol. Con questo nuovo progetto, scaturito dal talento di Pablo Atchugarry e dal fascino della 300 SL, rinnoviamo questo legame e consegniamo due nuovi capolavori alla storia della nostra Azienda”.&nbsp;<br><br>Le due opere vengono descritte con queste parole evocative dell’artista: Estrella de luz, 2022, bronzo con vernice automobilistica, 200 x 123 x 30 cm, “come la luce che ci guida nel nostro cammino verso il cielo stellato”; Eleganza, 2022, bronzo con vernice automobilistica, 181 x 36 x 28 cm, “L’eleganza come raffinata manifestazione della creatività”.&nbsp;<br><br>Le due sculture, una volta presentate alla stampa, saranno trasferite fino a settembre al Phi Beach di Baja Sardinia dove saranno inizialmente esposte a fianco della 300 ‘Ali di Gabbiano’, per poi condividere la scena con la nuova SL. Un modello realizzato con gli stessi colori della sua progenitrice: livrea silver e interni rossi: un binomio cromatico unico, che anticipa il debutto di una nuova, esclusiva serie speciale italiana.&nbsp;<br><br><br>Pablo Atchugarry&nbsp;<br>Pablo Atchugarry nasce a Montevideo, Uruguay, il 23 agosto 1954. Nel 1979 presso Carrara crea la sua prima scultura in marmo intitolata La Lumière dopo aver sperimentato diversi materiali. L’incontro con le cave lo abbaglierà per sempre e gli farà scoprire la materia che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 2002, in riconoscimento della sua carriera artistica, riceve il Premio Michelangelo, e l’anno successivo rappresenta l’Uruguay alla 50a Biennale di Venezia. Mostre dedicate all’opera di Pablo Atchugarry sono state realizzate in tutto il mondo: Londra, New York, Miami, Montevideo, Buenos Aires, Parigi, San Paolo, Curitiba, Brasilia, New Orleans, San Francisco, Amsterdam, Bruges, Bruxelles, Singapore, Seoul, Milano, Torino, Venezia per citarne alcune. Le opere di Atchugarry fanno parte delle collezioni di importanti musei internazionali, dal National Museum of Visual Arts di Montevideo al Chrysler Museum of Art di Norfolk, Virginia, o il Groeningemuseum di Bruges, il Museu Coleção Berardo di Lisbona, in Portogallo, la Raccolta Lercaro di Bologna, il Museo del Parco di Portofino, il Pérez Art Museum e il Patricia & Phillip Frost Art Museum, a Miami. Oggi l’artista vive e lavora tra Lecco e Manantiales, dove porta avanti lo sviluppo della Fondazione Pablo Atchugarry e il progetto del Parco Internazionale della Scultura. Pablo Atchugarry rappresenta una delle realtà più interessanti e dinamiche della scultura mondiale, e il suo lavoro è allo stesso tempo identità, estetica e atemporalità.&nbsp;<br><br>Le opere&nbsp;<br>Estrella de luz&nbsp;<br>2022&nbsp;<br>Bronzo con vernice automobilistica&nbsp;<br>200 x 123 x 30 cm&nbsp;<br>“Come la luce che ci guida nel nostro cammino verso il cielo stellato”&nbsp;<br>Pablo Atchugarry&nbsp;<br><br>Eleganza&nbsp;<br>2022&nbsp;<br>Bronzo con vernice automobilistica&nbsp;<br>181 x 36 x 28 cm&nbsp;<br>“L’eleganza come raffinata manifestazione della creatività”&nbsp;<br>Pablo Atchugarry&nbsp;<br><br><br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Corporate,Events &amp; Sponsorships,Heritage,sl]]></category>
            <pubDate>Wed, 28 Jun 2023 11:33:32 +0200</pubDate>
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                        <title>Icone dell’innovazione: Super-Sport, 300 SL e VISION EQXX al via della 1000 Miglia</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/icone-dellinnovazione-super-sport-300-sl-e-vision-eqxx-al-via-della-1000-miglia/</link>
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Inoltre, Mercedes-Benz si presenta con la pionieristica VISION EQXX alla 1000 Miglia Green, la gara di regolarità per veicoli con propulsioni alternative. L’evento si terrà d.&nbsp;<br><br>«Spirito pionieristico e innovazione sono nel DNA di Mercedes-Benz. Alla 1000 Miglia di quest’anno Mercedes-Benz per la prima volta non partecipa solo con vetture classiche, ma si presenta anche ai blocchi di partenza della competizione parallela, la 1000 Miglia Green, con EQS e EQE SUV e l’avveniristica VISION EQXX. Per l’occasione, quindi, le icone automobilistiche del passato incontreranno le icone elettriche del futuro. In questo modo ribadiamo ancora una volta il nostro chiaro impegno per la sostenibilità, l’elettrificazione e un futuro completamente elettrico»&nbsp;<br>Ola Källenius, Presidente del Consiglio direttivo di Mercedes-Benz Group AG&nbsp;<br><br>La 300 SL «Ali di gabbiano» rappresenta il marchio con la Stella come nessun’altra: l’innovativa vettura supersportiva presentata nel 1954 trionfa con una tripla vittoria alla Mille Miglia del 1955 nella propria categoria. Altre automobili protagoniste della storia e dell’attuale gamma del marchio sono legate a questa competizione per vetture classiche che è in assoluto la più celebre e affascinante a livello mondiale.&nbsp;<br><br>«La straordinaria spinta innovatrice e lo spirito pionieristico da sempre sono i punti di forza di Mercedes-Benz. Lo dimostrano ampiamente le nostre vetture presenti alla 1000 Miglia di quest’anno: che si tratti della sportiva Kompressor del 1930, della 300 SL con le porte ad ali di gabbiano degli anni ‘50 o della VISION EQXX di oggi, sono tutte auto innovatrici per i loro tempi. Dall’invenzione dell’automobile, infatti, il nostro marchio continua a tracciare la strada della mobilità con innovazioni rivoluzionarie. Nella gara classica su lunghe distanze e nel formato futuristico della 1000 Miglia Green, da Brescia a Roma e ritorno, queste vetture mostrano come l’eredità unica della Casa automobilistica di lusso più antica al mondo caratterizza anche il proprio futuro.»&nbsp;<br>Marcus Breitschwerdt, responsabile Mercedes-Benz Heritage &nbsp;<br><br><strong>Fascino storico e sostenibilità moderna&nbsp;</strong><br>Circa 400 veicoli gareggiano sul percorso lungo 1.600 chilometri che attraversa alcuni dei paesaggi più belli d’Italia con tappe a Brescia, Cervia-Milano Marittima, Roma, Parma e Milano. Centinaia di migliaia di spettatori aspettano il passaggio delle vetture ai bordi del percorso per acclamare i piloti e le loro auto: così avveniva all’epoca, quando la Mille Miglia si teneva tra il 1927 e il 1957 come pura gara di velocità su strada. Ed è così ancora oggi. Nel 1977, infatti, la 1000 Miglia è rinata come straordinaria gara di velocità per auto classiche. Con numerose prove speciali, esige dai team la massima concentrazione. E su molti tratti del percorso alcune vetture d’epoca si spingono fino ai limiti della loro potenza.&nbsp;<br><br>Dal 2020 la 1000 Miglia Green integra la manifestazione classica, mettendo in primo piano la mobilità elettrica. Nel 2023, un piccolo gruppo di vetture completamente elettriche affronterà il percorso lungo 1.600 chilometri. Tra i rappresentanti più moderni presenti tra i partecipanti figura il prototipo tecnologico Mercedes-Benz VISION EQXX. Con un’autonomia di oltre 1.202 chilometri (746 miglia) con una sola ricarica e un consumo di energia inferiore a 10 kWh/100 km, la VISION EQXX è un modello di riferimento per il futuro dell’efficienza. Oltre alla modernissima catena cinematica elettrica, il miglior coefficiente aerodinamico al mondo pari a Cx = 0,17 e una struttura leggera realizzata in base al concetto di auto bionica, VISION EQXX è anche la pioniera di un approccio UI/UX basato sul software e radicalmente nuovo. Oltre all’esemplare unico VISION EQXX, Mercedes-Benz presenterà alla 1000 Miglia Green anche un EQE SUV e una EQS.&nbsp;<br><br>Per Mercedes-Benz, tuttavia, la sostenibilità non inizia sullla strada, bensì già nelle prime fasi di sviluppo del prodotto, in cui si tiene conto sia delle emissioni di CO₂ che del consumo di risorse, nell’ambito di un approccio globale. Fin dalla fase di sviluppo dei veicoli si comincia a riflettere sulla composizione di tutti i materiali da utilizzare e sulla possibilità di alternative più sostenibili. I veicoli vengono realizzati per risultare quanto più efficienti possibile dal punto di vista delle risorse lungo tutto il loro ciclo di produzione. Mercedes-Benz chiama questo processo «Design for Environment».&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Events &amp; Sponsorships,Heritage]]></category>
            <pubDate>Tue, 06 Jun 2023 11:42:00 +0200</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Classic: gli anniversari del 2023</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-gli-anniversari-del-2023/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-gli-anniversari-del-2023/</guid><pp:caseid>555007</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>• La Mercedes-Benz 600, la 230 SL "Pagoda" e la prima Classe C festeggiano loro anniversari&nbsp;<br>• Una serie di eventi eccezionali per la storia dell’Azienda&nbsp;<br><br>Mercedes-Benz Classic guarda al nuovo anno con un’agenda di importanti ricorrenze. Numerosi modelli, così come successi sportivi celebrano, infatti un anniversario proprio nel 2023. Mercedes-Benz Classic riferirà su questi e altri argomenti nel corso dell'anno.&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="left"><span>• <strong>1-20 gennaio 1983 (40 anni fa)</strong>: Jacky Ickx e Claude Brasseur vincono la Parigi-Dakar con una Mercedes-Benz 280 GE.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 20-26 gennaio 1963 (60 anni fa)</strong>: il team Ewy Rosqvist / Ursula Wirth vince la classifica femminile del Rally di Monte Carlo con una Mercedes-Benz 220 SE.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span>• <strong>28 gennaio 1938 (85 anni fa)</strong>: toccando la velocità di 432,7 km/h, Rudolf Caracciola stabilisce sull'autostrada Francoforte-Darmstadt un record mondiale rimasto imbattuto per 79 anni.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 9 febbraio 1998 (25 anni fa)</strong>: le prime Classe A equipaggiate con ESP® di serie escono dalla catena di montaggio.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 23 febbraio 1928 (95 anni fa)</strong>: nasce a Stoccarda Hans Herrmann. Herrmann è stato un pilota ufficiale negli anni '50, quando Mercedes-Benz è rientrata nel mondo del motorsport.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 4-14 marzo 1993 (30 anni fa)</strong>: il modello speciale Mercedes-Benz 500 GE V8 viene presentato in anteprima al Salone dell'Auto di Ginevra, anticipando i successivi modelli G con motore V8.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 5-15 marzo 1998 (25 anni fa)</strong>: al Salone dell'Auto di Ginevra vengono presentate la CLK Cabriolet (serie 208) e la E 55 AMG Estate (serie 210).</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 14-24 marzo 1963 (60 anni fa)</strong>: Mercedes-Benz presenta la 230 SL (W 113). La "Pagoda" fu la prima auto sportiva al mondo con scocca di sicurezza.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 1 maggio-31 ottobre 1893 (130 anni fa)</strong>: Daimler-Motoren-Gesellschaft espone la prima automobile operativa negli Stati Uniti, alla Fiera Mondiale di Chicago.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 10 maggio 1993 (30 anni fa)</strong>: presentata la prima Mercedes-Benz Classe C (serie 202). Contemporaneamente, tutti i modelli di autovetture ricevono la nuova nomenclatura.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 2 luglio 1903 (120 anni fa)</strong>: Camille Jenatzy vince la gara Gordon Bennett con una Mercedes-Simplex privata da 60 CV, al posto della nuova auto da corsa da 90 CV danneggiata dal fuoco.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 13-21 agosto 1983 (40 anni fa)</strong>: la Mercedes-Benz 190 E 2.3-16 (W 201) stabilisce tre record mondiali e nove record di classe a Nardò.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 27-31 agosto 1963 (60 anni fa)</strong>: Eugen Böhringer e Klaus Kaiser, con la Mercedes-Benz 230 SL (W 113), vincono il Rally di Spa-Sofia-Liegi.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 8 settembre 1953 (70 anni fa)</strong>: Mercedes-Benz presenta alla stampa il modello 180 (W 120). La berlina "Ponton" fu un importante esempio di nuovo design del dopoguerra.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 9 settembre 1923 (100 anni fa)</strong>: l'auto da corsa Benz Tropfen, la prima auto da competizione al mondo con motore centrale, ottiene un successo a Monza.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 9-19 settembre 1993 (30 anni fa)</strong>: al Salone Internazionale dell'Automobile (IAA) di Francoforte sul Meno vengono presentate le C 36 AMG, E 36 AMG, E 60 AMG e SL 60 AMG.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 9-21 settembre 2003 (20 anni fa)</strong>: la sportiva ad alte prestazioni SLR McLaren (serie 199) e lo studio Vision CLS vengono presentati in anteprima al Salone Internazionale dell'Automobile (IAA).</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 12 settembre 1898 (125 anni fa)</strong>: debutto della "Phoenix car" Daimler con un motore da 5,9 kW (8 CV) da 2,1 litri, la prima automobile al mondo con motore a quattro cilindri.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 12-22 settembre 1963 (60 anni fa)</strong>: la Mercedes-Benz 600 (W 100) fa il suo sensazionale debutto al Salone Internazionale dell'Automobile (IAA) di Francoforte sul Meno.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 1-11 ottobre 1998 (25 anni fa)</strong>: la Mercedes-Benz Classe S serie 220 viene presentata in anteprima mondiale al Salone dell'Automobile di Parigi.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 4-14 ottobre 1928 (95 anni fa)</strong>: la Mercedes-Benz Nürburg 460 (W 02) da 18/80 CV è la prima autovettura del marchio con motore a otto cilindri in linea. Prima mondiale a Parigi.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span><strong>• 1 novembre 1998 (25 anni fa)</strong>: con la vittoria a Suzuka, Mika Häkkinen è campione del mondo di Formula Uno. Il Team West McLaren-Mercedes si aggiudica il mondiale costruttori.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span>• <strong>19 novembre 1968 (55 anni fa)</strong>: Mercedes-Benz presenta a Hockenheim le coupé della serie 114 ("Stroke/8").</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span>•<strong> 22 dicembre 1913 (110 anni fa)</strong>: con una versione modificata della "Blitzen-Benz", L. G "Cupid" Hornsted stabilisce due record mondiali a Brooklands.</span></p><p style="text-align:left;" align="left"><span>•<strong> 23 dicembre 1953 (70 anni fa)</strong>: debutta la Mercedes-Benz 220 Coupé (W 187), consolidando la lunga tradizione dei coupé della Stella.&nbsp;</span><br><br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Fri, 13 Jan 2023 09:55:56 +0100</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Italia ad Auto e Moto d’Epoca 2022</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-italia-ad-auto-e-moto-depoca-2022/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-italia-ad-auto-e-moto-depoca-2022/</guid><pp:caseid>537429</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><strong>A Padova, in occasione di Auto e Moto d’Epoca, Mercedes-Benz Italia insieme al Mercedes-Benz Registro Italia festeggia i 70 anni della Mercedes SL. Il 12 marzo del 1952, sull'autostrada A 81, nei pressi di Stoccarda, viene, infatti, presentata per la prima volta la 300 SL, un modello destinato al successo nelle competizioni che, a partire dal 1954, fu trasformata in una supersportiva di serie. Nell’area espositiva della Stella sarà possibile ammirare alcune delle pietre miliari che ripercorrono la storia della SL. Dalla 300 SL ‘Ali di Gabbiano’ del 1954, alla 250 SL (W113) del 1967: la leggendaria ‘Pagoda’, protagonista sulla scena del jet-set internazionale tra il 1963 e il 1971. Un’affascinante timeline che passa per l’intramontabile 500 SL (R107) del 1986, la generazione più longeva della famiglia SL, prodotta per ben 18 anni, dal 1971-1989. Un emozionante viaggio nell’heritage della Stella, che entra nel futuro con la nuova Mercedes-AMG SL: l’ultima generazione di questa icona senza tempo che torna alle sue radici con la classica capote in tessuto e il carattere sportivo che da sempre la contraddistingue. L’annuale edizione di Auto e Moto d’Epoca sarà anche l’occasione per ricordare anche altri importanti anniversari che ricorrono proprio nel 2022: dai 25 anni di Classe A ai 40 della ‘Baby Benz’.</strong></span></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Dal 20 al 23 ottobre Mercedes-Benz Italia, insieme al Mercedes-Benz Registro Italia, il punto di riferimento per gli appassionati del Classic nel nostro Paese, torna ad Auto e Moto d’Epoca. Ancora una volta, il più grande Salone dell’auto storica in Europa offre il palcoscenico per festeggiare una serie di importanti anniversari della Casa di Stoccarda. Primo tra tutti i 70 anni della SL, uno dei modelli più iconici nella Storia della Casa di Stoccarda. Il 12 marzo 1952, Mercedes-Benz presentò sull'autostrada A 81, nei pressi di Stoccarda, un’affascinante auto sportiva da competizione: la 300 SL. La sua versione di serie è frutto di una brillante intuizione di Maximilian E. Hoffman, importatore del marchio Mercedes sulla costa orientale degli Stati Uniti, che spinse per trasferire il fascino e il lusso sportivo della SL da gara in una compact roadster. In questo modo si pose la prima pietra della tradizione delle auto sportive che parte dal 1954 e si proietta nel futuro con la nuova Mercedes-AMG SL.&nbsp;<br><br>I 70 anni di SL sono l’occasione per un nuovo, affascinante viaggio nell’heritage della Stella attraverso alcuni dei modelli più emblematici della sua lunga storia. Dalla 300 SL ‘Ali di Gabbiano’ del 1954, alla 250 SL (W113) del 1967: la leggendaria ‘Pagoda’, protagonista sulla scena del jet-set internazionale tra il 1963 e il 1971. Un’affascinante timeline che passa per l’intramontabile 500 SL (R107) del 1986, la generazione più longeva della famiglia SL, prodotta per ben 18 anni, dal 1971-1989.&nbsp;<br><br>Il 2022 si conferma un anno particolarmente significativo per gli appassionati della Stella, che insieme alla SL, potranno ricordare a Padova una lunga serie di anniversari che ricorrono proprio quest’anno.&nbsp;<br><br>50 anni Classe S&nbsp;<br>Nel settembre del 1972, Mercedes-Benz presenta al pubblico una generazione di veicoli della classe di lusso completamente nuova. Per la prima volta con la denominazione ufficiale ‘Classe S’, la serie di modelli 116 si inserisce perfettamente nella lunga tradizione della Stella nelle berline di lusso della Oberklasse. Il modello più rappresentativo è di certo la 450 SEL 6.9, soprannominata “La regina delle autostrade”.&nbsp;<br><br>40 anni “Baby Benz” (W 201)&nbsp;<br>L'8 dicembre 1982 vengono presentate per la prima volta al pubblico e alla stampa specializzata le berline compatte Mercedes-Benz 190 e 190 E. La "Baby Benz", come fu subito affettuosamente chiamata la W 201, completò con successo la gamma di autovetture verso il basso, dando così vita all'odierno segmento della Classe C. La sportiva 190E 2.3-16 con testata a 16 valvole Cosworth è stata precursore delle versioni AMG ed anche la più desiderata tra le W201.&nbsp;<br><br>30 anni 300 CE-24 Cabriolet&nbsp;<br>Il 9 giugno del 1992 debutta la 300 CE-24 Cabriolet che segna il ritorno di Mercedes alle grandi cabriolet a 4 porte e 4 posti. Con una innovativa capote elettroidraulica e, soprattutto, un rivoluzionario sistema di sicurezza con poggiatesta posteriori estraibili a carica pirotecnica con funzione di roll-bar. In Italia la più diffusa è la due litri benzina, prodotta solo per il nostro mercato per motivi fiscali. Ma le più desiderate sono le sei cilindri 24 valvole, magari nelle allora rarissime versioni AMG.&nbsp;<br><br>25 anni TELE AID&nbsp;<br>Safety first! Quello che oggi è comune su moltissime auto, per Mercedes-Benz è arrivato nel 1997, con il TELE AID, un sistema intelligente di chiamata d'emergenza per autovetture sviluppato in collaborazione con debis Telematic Services, in grado di inviare automaticamente una chiamata d'emergenza dopo un incidente. Il precursore degli attuali sistemi di e-Call, che testimonia la grande importanza che da sempre la casa di Stoccarda riserva alla sicurezza delle sue automobili.&nbsp;<br><br>25 anni Classe A&nbsp;<br>Nel marzo del 1997, con la première della prima generazione di Classe A al Salone di Ginevra, Mercedes-Benz dà inizio ad una nuova rivoluzione e ad una lunga storia di successo. Giunta alla sua quarta generazione, la compatta della Stella si è affermata negli anni come un vero bestseller, conquistando dapprima le donne e poi un pubblico sempre più giovane, abbassando l’età media dei suoi clienti di 13 anni rispetto alla prima generazione. La prima Classe A fu un’importante protagonista dell’offensiva di prodotto alla fine degli anni '90. Da allora, il marchio ha fissato ripetutamente nuovi standard in questo segmento di mercato e ne ha ampliato la famiglia attraverso modelli di altrettanto successo sulla stessa piattaforma tecnica.&nbsp;<br><br>25 anni MOBILO&nbsp;<br>Il 1997 segna il debutto del ‘MOBILO’ un innovativo programma di garanzia che comprende il servizio di soccorso stradale gratuito con reperibilità h24, assicurando la mobilità anche in caso di riparazione. Il MOBILO coprendo, inoltre, i costi per l'acquisto dei ricambi, ed eventuali spese di alloggio e viaggio, in treno o in aereo. Il MOBILO rappresenta ancora oggi un forte elemento di fedelta per i Clienti che si affidano esclusivamente alla rete autorizzata della Stella. È, infatti, disponibile di serie per ogni auto Mercedes-Benz e si rinnova gratuitamente dopo ogni servizio assistenza eseguito da Mercedes-Benz, per una durata massima di 30 anni.&nbsp;<br><br>25 anni CDI&nbsp;<br>Nel 1997 debutta sul mercato la C 220 CDI con iniezione diretta Common-rail. Con la tecnologia CDI, Mercedes-Benz stabilisce nuovi standard di efficienza: il C 220 CDI eroga 92 kW / 125 CV da 2,2 l di cilindrata con un consumo medio di 6,1 litri di gasolio per 100 km. Oltre a una maggiore potenza per litro di cilindrata, aumenta la coppia utilizzabile con emissioni ridotte. Il quattro cilindri da 2,2 litri OM 611 è il primo ambasciatore di una famiglia di motori in linea con iniezione diretta CDI. Una rivoluzione che continua ancora oggi perché la crescita delle prestazioni e dell’efficienza dei Diesel Mercedes-Benz Common-rail non sembra aver fine. Più in generale, l’evoluzione dei motori Diesel della Stella ha fatto passi da gigante, come dimostra il confronto tra una 170d con 38 CV del 1950 e una C 200d Ibrida con 183 CV del 2022: a distanza di 72 anni la potenza si è quasi quintuplicata ed il consumo si è dimezzato. Un risultato ancora più interessante se prendiamo in oggetto due diverse generazioni di Common Rai: tra una W202 del 1997 e una W206 del 2022 la potenza passa da 125 CV a 217 CV con ben 92 CV in più, con i consumi che da 6.2 scendono a 4 l/100 km. Ma se paragoniamo auto di pari potenza, in 10 anni, il consumo tra una 320 CDI e una 300d Ibrida si è praticamente dimezzato.&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Eventi &amp; Saloni,Events &amp; Sponsorships]]></category>
            <pubDate>Thu, 13 Oct 2022 10:15:00 +0200</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Classic Notes 4/2022</title>
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                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-notes-42022/</guid><pp:caseid>525692</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Dal 1886 Mercedes-Benz, la più antica casa automobilistica di lusso del mondo, reinventa continuamente l'automobile. In questo modo, il marchio fissa continuamente degli standard e accompagna anche i cambiamenti sociali. La storia dell'azienda è altrettanto ricca di eventi e storie. Ecco un breve riassunto di importanti anniversari e pietre miliari della sua storia.</strong></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Agosto 1967 - 55 anni fa&nbsp;<br>Première del sistema di sicurezza dello sterzo Mercedes-Benz&nbsp;<br>- A partire dall'agosto 1967, tutte le autovetture del marchio furono dotate di un piantone dello sterzo telescopico e di un ammortizzatore al volante.&nbsp;<br>- Maggiore sicurezza per il conducente&nbsp;<br>- Un'importante pietra miliare nella ricerca di una protezione degli occupanti in continuo sviluppo&nbsp;<br><br>A partire dall'agosto 1967, tutte le autovetture Mercedes-Benz sono state dotate di un nuovo sistema di sicurezza con piantone dello sterzo telescopico e ammortizzatore al volante. A quel tempo, la gamma comprendeva le serie di modelli W 108/109, W 100, W 110, W 111/112 e W 113. Già prima di allora, lo sterzo era stato progettato in modo che il piantone non si muovesse direttamente verso il guidatore in caso di forte impatto frontale. A questo scopo, la scatola dello sterzo era posizionata il più indietro possibile e direttamente davanti alla parete anteriore dell'abitacolo. Il nuovo sistema di sicurezza dello sterzo ha aumentato l'effetto: i componenti che potevano trasferire le forze verso l'abitacolo in caso di incidente grave potevano ora essere spostati l'uno dentro l'altro per ridurre le forze d'urto che si verificano e quindi la pressione sugli occupanti. Comprendeva il tubo del piantone dello sterzo, l'asta dello sterzo e l'asta del cambio al volante. Gli esperti hanno subito parlato di piantone dello sterzo telescopico. La rivista "auto motor und sport" scrisse nel numero 19/1967: "La ricerca sulla sicurezza era già in corso alla Daimler-Benz quando nessuna legge lo richiedeva". Oltre al piantone dello sterzo telescopico e all'assorbitore d'urto, altri dettagli migliorarono la sicurezza degli occupanti del veicolo a partire dall'estate 1967: nuove serrature delle porte; serrature delle porte a prova di bambino; comandi del cruscotto protetti e incassati; maniglie, braccioli e manovelle dei finestrini in plastica conforme; spia dei freni; specchietti retrovisori esterni ripiegabili. &nbsp;<br><br>30/31 agosto 1912 - 110 anni fa&nbsp;<br>Ralph de Palma vince le gare su strada di Elgin con medie record di oltre 110 km/h&nbsp;<br>- Velocità sempre più elevate nelle gare agli albori dell'automobile&nbsp;<br>- Cinque anni prima, il barone Pierre de Caters aveva vinto la Corsa delle Ardenne con una velocità media di 92,6 km/h.&nbsp;<br>- Entrambi guidavano auto da corsa Mercedes&nbsp;<br><br>I primi successi nelle corse automobilistiche: il 30 e 31 agosto 1912, 110 anni fa, Ralph de Palma vinse l'Elgin Road Races a Elgin/Illinois, negli Stati Uniti, con una Mercedes Grand Prix modello 1908 da 140 CV iscritta da privati, seguito da Erwin Bergdoll con una Benz da 150 CV. Con una velocità media di oltre 110 km/h, Ralph de Palma stabilì un record. Nel rapporto di gara del 1912 si legge che: "Alla guida di una Mercedes, ha vinto la Elgin National Trophy Race e la gara libera con il miglior tempo mai realizzato sul percorso di Elgin". A titolo di confronto, cinque anni prima, il 27 luglio 1907 il barone Pierre des Caters aveva vinto la sesta edizione della Corsa delle Ardenne su un percorso di 600 chilometri, a bordo di un'auto da corsa Mercedes Grand Prix da 120 CV sviluppata da Paul Daimler, in 6:29:10 ore. La sua velocità media fu di 92,6 km/h&nbsp;<br><br>28 settembre 1997 - 25 anni fa&nbsp;<br>Mercedes-Benz vince la classifica motori della CART World Series&nbsp;<br>- L'equivalente americano della Formula Uno&nbsp;<br>- Il motore Mercedes-Benz IC 108 D ha vinto 9 delle 17 gare disputate.&nbsp;<br>- Norbert Haug: "Gara estremamente competitiva e paddock aperto".&nbsp;<br><br>La 500 miglia di Indianapolis è una delle gare più famose al mondo. Nella serie Indycar, in seguito ribattezzata CART World Series e considerata l'equivalente americano della Formula Uno, il pilota Al Unser Jr. e il Team Penske hanno festeggiato una vittoria netta grazie ad una power unit superiore nel 1997 e il partner Mercedes-Benz si è unito ai festeggiamenti. Tra il 1995 e il 2000, Mercedes-Benz è stata impegnata come fornitore di motori per diversi team. Norbert Haug, all'epoca responsabile del settore motorsport, ricorda: "C'era un livello di competizione estremamente alto, con gare combattute e un paddock aperto. Piloti e fan si incontravano faccia a faccia come nel DTM". Grazie alle dirette tv, anche gli appassionati di motorsport in Europa hanno seguito la CART Series. Nel 1997 si disputarono 17 gare, l'ultima delle quali il 28 settembre 1997 sulla California Speedway di Fontana. Dopo nove vittorie durante la stagione, la Mercedes-Benz IC 108 D fu incoronata vincitrice della classifica dei motori. L'otto cilindri alimentato a metanolo con una cilindrata di 2,65 litri produceva circa 625 kW (850 CV). Nella classifica costruttori, il team Penske, supportato dalla fabbrica, si è piazzato al secondo posto.&nbsp;<br><br>30 settembre 1897 - 125 anni fa&nbsp;<br>Il primo club automobilistico tedesco&nbsp;<br>- Fondato a Berlino il Mitteleuropäischer Motorwagen-Verein.&nbsp;<br>- Gottlieb Daimler e Carl Benz tra membri fondatori.&nbsp;<br>- "Un organo per gli interessi dell'industria automobilistica e nautica".&nbsp;<br><br>Undici anni dopo l'invenzione dell'automobile nel 1886 da parte di Carl Benz, il 30 settembre 1897 fu fondato a Berlino il Mitteleuropäischer Motorwagen-Verein, il primo club automobilistico tedesco. Carl Benz e Gottlieb Daimler erano tra i membri fondatori. Era presente anche Rudolf Diesel, un altro pioniere della tecnologia. L'associazione si proponeva come "organo per tutti gli interessi dell'industria automobilistica e motonautica". Nella riunione inaugurale si affermava che, alla luce degli sforzi compiuti in Francia, Inghilterra e Stati Uniti d'America, "lo stato attuale dell'ingegneria automobilistica in Austria e Germania non è in linea con l'attuale stato di sviluppo". Alcuni costruttori hanno presentato veicoli in occasione della fondazione. Benz & Cie. di Mannheim era rappresentata con i veicoli "Comfortable", "Victoria", "Break" e una "business car per il trasporto commerciale".&nbsp;<br><br>Compleanni&nbsp;<br>- 60 anni fa - Jörg van Ommen, nato il 27 settembre 1962, pilota del DTM e secondo classificato nel 1994 e 1995 con la Mercedes-Benz Classe C&nbsp;<br><br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Classic,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 29 Aug 2022 15:01:53 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/22c0204-003.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[22C0204_003]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Vanderbilt-Rennen in Milwaukee, 1912. Der sp&amp;auml;tere Sieger Ralph de Palma (Startnummer 22) mit dem Mercedes 140 PS Grand-Prix-Typ 1908. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Classic Archive: 2000DIG15)    Vanderbilt race in Milwaukee, 1912. The later winner Ralph de Palma (starting number 22) with the Mercedes 140 hp Grand Prix model 1908. (Photo index number in the Mercedes-Benz Classic Archives: 2000DIG15) ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>La spinta della Mercedes Benz SL: 70 anni di collaborazione con Maximilian E. Hoffman</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/la-spinta-della-mercedes-benz-sl-70-anni-di-collaborazione-con-maximilian-e-hoffman/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/la-spinta-della-mercedes-benz-sl-70-anni-di-collaborazione-con-maximilian-e-hoffman/</guid><pp:caseid>521344</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>• Il 31 luglio 1952 stipulato il contratto con il nuovo distributore per la parte orientale degli Stati Uniti&nbsp;<br>• Le vetture sportive di serie ispirate da Hoffman, la Mercedes Benz 190 SL (W 121) e la Mercedes Benz 300 SL Roadster (W 198), sono pietre miliari della tradizione unica della SL.&nbsp;<br>• Inaugurazione del nuovo Mercedes-Benz Classic Center di Long Beach prevista per il 12 e 13 agosto 2022&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Una grande idea segna l'inizio della storia delle auto sportive di serie Mercedes Benz SL: Mercedes Benz voleva trasferire il fascino della sportività di lusso su una roadster compatta. È quanto propose nel 1953 Maximilian E. Hoffman, importatore del marchio per gli Stati Uniti orientali. Dal dialogo tra la dirigenza di Stoccarda e Hoffman nacquero due vetture sportive: la 190 SL Roadster (W 121), tecnicamente derivata da Mercedes Benz dalle berline "Ponton" della categoria media superiore (W 120) e la &nbsp;300 SL "Gullwing" ad alte prestazioni (W 198), destinata a clienti particolarmente esigenti, che ereditava il concept della 300 SL da corsa (W 194). Entrambe le vetture sportive furono presentate in anteprima al Salone Internazionale dell'Automobile di New York dal 6 al 14 febbraio 1954. Anche la 300 SL Roadster (W 198) presentata nel 1957 fu uno dei risultati dell'iniziativa di Hoffman.</span></p><p>L'azienda era aperta al contributo visionario di Hoffman, che ha contribuito in modo significativo alla leggenda della Mercedes Benz SL. Le due vetture sportive di serie del 1954 segnano l'inizio di una tradizione unica che si estende fino all'attuale serie 232 della Mercedes AMG SL. L'influenza di Hoffman è quindi sicuramente paragonabile a quella di Emil Jellinek di ben mezzo secolo prima: specificando le sue esigenze, l'allora principale concessionario di automobili Daimler-Motoren-Gesellschaft di Nizza diede, infatti, l'impulso per la progettazione della Mercedes 35 CV di Wilhelm Maybach.&nbsp;<br><br>Le esportazioni in Nord America prendono forma&nbsp;<br>L'azienda prende contatto con Maximilian E. Hoffman nell'ambito della sua strategia di rafforzamento delle esportazioni in Nord America. Wilhelm Haspel, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'allora Daimler Benz AG, guidò personalmente il posizionamento del più antico produttore di auto di lusso del mondo in Nord America a partire dall'estate del 1948. Era consapevole che gli Stati Uniti in particolare, all'epoca il più grande mercato automobilistico del mondo, rivestivano un ruolo chiave per il successo delle esportazioni globali. Anche i veicoli commerciali erano inclusi in queste considerazioni e sarebbero stati un importante motore delle attività estere dell'azienda.&nbsp;<br><br>Le esportazioni di Mercedes Benz in Nord America presero forma concreta nel 1952. Un ruolo decisivo fu svolto dal viennese Maximilian E. Hoffman, che nel marzo 1952 presentò per la prima volta la richiesta di diventare distributore Mercedes Benz negli Stati Uniti. Il 31 luglio 1952, l'allora Daimler Benz AG firmò un contratto con lui come distributore generale per gli Stati Uniti orientali. Le vendite iniziarono nel dicembre 1952, dopo l'allestimento degli showroom, la formazione dei venditori e la consegna dei veicoli con specifiche americane. In totale, in questo primo anno di collaborazione con Hoffman, furono esportate negli Stati Uniti 253 autovetture Mercedes Benz.&nbsp;<br><br>Il talento di Hoffman per il lusso automobilistico&nbsp;<br>Maximilian Edwin Hoffman, nato a Vienna il 12 novembre 1904, sviluppò un grande fiuto per le automobili affascinanti e promettenti, unito a uno spiccato senso dell'estetica, della tecnologia e della dinamica di guida. Negli anni Trenta, insieme ad un socio, fondò a Vienna la società Hoffman & Ruppert, che importò con successo in Austria automobili Alfa Romeo, Bentley, Delahaye, Rolls Royce, Talbot e Volvo.&nbsp;<br><br>Durante il periodo nazista, Hoffman, figlio di un costruttore ebreo di macchine da cucire e poi di motociclette, emigrò prima in Francia e infine a New York nel 1941. Dopo la fine della guerra, riuscì a entrare nel business dell'importazione di veicoli europei negli Stati Uniti d'America. Hoffman, che adattò il suo cognome alla grafia anglosassone, presentò una Delahaye in uno showroom sulla raffinata Park Avenue di New York. Grazie al suo gusto sofisticato e all'elevato carico di lavoro, si assicurò una posizione di primo piano nell'esclusivo commercio automobilistico degli Stati Uniti. Di conseguenza, era predestinato a un ruolo di partner di Mercedes Benz in Nord America.&nbsp;<br><br>Dopo il successo del suo debutto sul mercato, nel 1952, lo status di Hoffman acquistò ulteriore peso in Mercedes Benz a partire dal maggio 1953: fu in questo mese che il direttore delle esportazioni Arnold Wychodil riferì ai suoi colleghi la valutazione dell'importatore sulla necessità di una vettura sportiva Mercedes Benz per il mercato statunitense. Maximilian E. Hoffman fu invitato e il 2 settembre 1953 presentò personalmente i suoi progetti a Untertürkheim a un gruppo di otto membri del consiglio di amministrazione e ai principali dipendenti dell'azienda. Descrisse le caratteristiche speciali del mercato statunitense e, secondo i verbali del consiglio di amministrazione, chiese "in ogni caso, un'auto sportiva che da sola potesse fornire la base per il sostentamento dell'organizzazione dei concessionari".&nbsp;<br><br>Nascono due auto sportive di serie&nbsp;<br>Il risultato della discussione fu lo sviluppo dei prototipi di due vetture sportive. Hoffman era particolarmente interessato a una vettura sportiva compatta e aperta. Inizialmente si pensò come base alla piattaforma della Mercedes Benz 180 (W 120). Hoffman, tuttavia, rifiutò una cabriolet con passo lungo e radiatore tradizionale Mercedes Benz perché questa forma non corrispondeva alla sua idea di auto sportiva tipicamente europea. I designer e gli stilisti di Sindelfingen raccolsero il suggerimento. Infatti, la 190 SL fu costruita con un passo più corto di 250 millimetri (2.400 millimetri invece di 2.650 millimetri) sulla piattaforma della Cabriolet A della serie W 120 originariamente prevista. Inoltre, presentava una grande stella centrale con una feritoia trasversale cromata nella griglia del radiatore, da allora il volto tipico della SL.&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz,Heritage,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Wed, 27 Jul 2022 11:36:28 +0200</pubDate>
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                        <title>2022: un anno di importanti anniversari della Stella</title>
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                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/2022-un-anno-di-importanti-anniversari-della-stella/</guid><pp:caseid>519189</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Nel 2022 Mercedes-Benz festeggia tre importanti anniversari, di altrettanti iconici modelli. Dalla SL, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 70 anni, alla Classe S, presentata ufficialmente nel settembre del 1972, con il nome che ancora oggi identifica l’ammiraglia di Casa Mercedes. Un modello che in 50 anni di storia è sempre stata il punto di riferimento nell’innovazione dell’industria automobilistica. Sono invece 40 le candeline che festeggiano quest’anno la Mercedes-Benz 190, che nel dicembre del 1982 aprì un capitolo completamente nuovo della storia della Casa di Stoccarda. La serie W 201, all’epoca identificata come classe compatta, ampliò infatti la gamma di prodotti affiancando una quarta famiglia di modelli alle berline di lusso di Classe S, ai modelli della classe media superiore (la successiva Classe E) ed alle sportive SL.</strong></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>70 anni di Mercedes-Benz SL (W 194)&nbsp;<br><br>Il 12 marzo 1952, Mercedes-Benz presentò sull'autostrada A 81, nei pressi di Stoccarda, una spettacolare auto sportiva da competizione: la 300 SL. A partire dal 1954, l'auto da competizione di successo fu trasformata in un'auto supersportiva di serie. In questo modo si pose la prima pietra della tradizione delle auto sportive Mercedes-Benz SL che dura tuttora. La 300 SL (W 194) segna anche il ritorno della Stella alle competizioni sportive, le risorse limitate inizialmente sconsigliavano lo sviluppo di un'auto da corsa per la Formula Uno nel 1952, perché erano già stati annunciati nuovi regolamenti per la stagione 1954. Gli assi, la trasmissione e il motore della nuova vettura da corsa furono sviluppati a partire da componenti provenienti dalla Mercedes-Benz 300 (W 186). Una novità assoluta è rappresentata da un telaio tubolare estremamente leggero, ma molto rigido dal punto di vista torsionale, racchiuso da una carrozzeria aerodinamica in lega leggera. Grazie al telaio tubolare rialzato intorno alle portiere, l'auto da corsa era dotata delle caratteristiche porte ad ali di gabbiano incernierate sul tetto. Nel 1952, la 300 SL ebbe successo fin dal suo debutto: tra le sue principali vittorie in gara vi furono la doppietta al Gran Premio di Berna (Svizzera), le spettacolari doppiette alla 24 Ore di Le Mans (Francia) e alla Carrera Panamericana in Messico, nonché le prime quattro posizioni nel Gran Premio del Giubileo del Nürburgring.&nbsp;<br><br>50 anni di Classe S (W 116)&nbsp;<br><br>Nel settembre del 1972, Mercedes-Benz presenta al pubblico una generazione di veicoli della classe di lusso completamente nuova. Chiamata ufficialmente "Classe S" per la prima volta, la serie di modelli 116 si inserisce perfettamente nella lunga tradizione del marchio di berline di lusso della classe superiore. La serie 116 esprime ora anche nel nome ciò che Mercedes-Benz sta offrendo già da decenni: le berline di categoria superiore che recano la “S” nella denominazione vengono ora classificate ufficialmente nella serie “Classe S”. La nuova denominazione porta con sé un ricco pacchetto di innovazioni. Il sistema di sicurezza globale comprende ad esempio il serbatoio del carburante protetto dalle collisioni, il volante di sicurezza a quattro razze, i finestrini laterali protetti dallo sporco, i grandi fari, gli indicatori di direzione ben visibili e le luci posteriori con nervature a prova di sporco. Con la 300 SD del 1977 si inaugura il periodo dei diesel nella categoria d'alta gamma, anche se inizialmente limitati al mercato nordamericano. Questo diesel esclusivo è al tempo stesso il primo modello di serie dotato di motore turbodiesel. Dal 1978 Classe S è la prima vettura di serie al mondo ad essere dotata del sistema antibloccaggio ABS che garantisce la manovrabilità anche in caso di frenata a fondo. Dopo aver suscitato un forte interesse in tutto il mondo al suo debutto, oggi l'ABS è diventano uno standard nelle auto.&nbsp;<br><br><br>40 anni di “Baby Benz” (W 201)&nbsp;<br><br>L'8 dicembre 1982 vengono presentate per la prima volta al pubblico e alla stampa specializzata le berline compatte Mercedes-Benz 190 e 190 E. La "Baby Benz", come fu subito affettuosamente chiamata la W 201, completò con successo la gamma di autovetture verso il basso, dando così vita all'odierno segmento della Classe C. Il debutto della classe compatta: la serie W 201 (dal 1982 al 1993). Fin dal lancio nel novembre 1982, la Mercedes-Benz 190 colpisce per il design fresco e agile, la forma a cuneo netta e i profili eleganti. Per quanto riguarda gli interni, la berlina è definita “classe compatta”. “Baby-Benz”: questo è il soprannome che i clienti negli USA inizialmente danno al veicolo. Il riferimento per lo sviluppo arriva dalle linee di autovetture Mercedes-Benz della classe media superiore, della classe superiore e del segmento di lusso, con i loro punti di forza. In confronto, però, la serie W 201 è più compatta, più leggera e vanta un minore consumo di carburante. Tra le caratteristiche tecniche troviamo il telaio sviluppato appositamente, con sospensioni posteriori multilink. Questo design compensa ampiamente le forze laterali e longitudinali in tutte le condizioni di guida.&nbsp;<br>&nbsp;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 11 Jul 2022 13:18:58 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/22c0104-077.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[22C0104_077]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz Kompaktklasse-Limousine der Baureihe 201. Fahraufnahme von links vorn. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Classic Archive: 2001DIG94)   Mercedes-Benz compact Saloon from the 201 model series. Driving shot from the front left. (Photo index number in the Mercedes-Benz Classic Archive: 2001DIG94) ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Marzo 1997: debutta in anteprima mondiale la prima generazione di Classe A</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/marzo-1997-debutta-in-anteprima-mondiale-la-prima-generazione-di-classe-a/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/marzo-1997-debutta-in-anteprima-mondiale-la-prima-generazione-di-classe-a/</guid><pp:caseid>499984</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 25 anni fa Mercedes-Benz presenta al Salone di Ginevra la prima Classe A</strong></span></p><p><span><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel 2005 la serie 168 ha già conquista oltre 1,1 milioni di clienti</strong></span></p><p><span><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La prima automobile nel segmento delle compatte con ESP® di serie</strong></span></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>All'inizio ci sono due show car: nel 1993 e nel 1994, la Vision A 93 e lo Studio A da essa derivato, che anticipano al pubblico il nuovo concept con cui Mercedes-Benz entra in un inedito segmento per la Casa di Stoccarda. Entrambe le concept car portano direttamente alla Classe A (modello serie 168), che viene presentata nel 1997 e prodotta fino al 2005. Oltre 1,1 milioni di clienti scelgono questa Mercedes-Benz durante il suo ciclo vita.</span></p><p><span>Con la première del 1997, Mercedes dà inizio anche ad una lunga storia di successo. L'attuale Classe A della serie 177 è già la quarta generazione della compatta della Stella. La prima Classe A fu un’importante protagonista dell’offensiva di prodotto alla fine degli anni '90. Da allora, il marchio ha fissato ripetutamente nuovi standard in questo segmento di mercato e lo ha aperto in misura considerevole attraverso modelli di altrettanto successo sulla stessa piattaforma tecnica, come la Classe B, CLA, GLA e GLB.</span></p><p><span><strong>Apertura della gamma verso il basso</strong></span></p><p><span>Per molti decenni le autovetture Mercedes-Benz appartenevano esclusivamente al segmento del lusso e alla classe dirigente. Il primo, importante cambiamento si è avuto nel 1982 con il lancio della 190/190 E (W 201), una berlina compatta con la quale il marchio ha esteso il suo portafoglio verso il basso. Qualche anno dopo, a partire dal 1996, il Marchio lancia la sua offensiva con nuovi prodotti: debuttano la SLK Roadster (serie 170), la Classe A, il SUV Classe M (serie 163) e la CLK coupé e cabriolet (entrambe serie 208). Parallelamente, Mercedes-Benz rinnova le gamme di Classe C, Classe E, Classe S, CL Coupé, SL e Classe G nei loro rispettivi cicli vita. Di conseguenza, il marchio è più ampio e più attraente che mai sul mercato.</span></p><p><span>Le prime versioni della concept car Vision A 93 vengono sviluppate a partire dal 1991. Fa scalpore al Salone internazionale dell'automobile (IAA) di Francoforte sul Meno nel settembre 1993: il pubblico ne è molto colpito. Anche se per la prima mondiale della Classe A al Salone di Ginevra (dal 6 al 16 marzo 1997) subirà alcune modifiche, lo straordinario concept di base è sempre riconoscibile. La lunghezza complessiva è di soli 3.350 millimetri, alla pari di una city car a quattro posti. Nel 1994, lo Studio A mostrava già un design vicino al veicolo di produzione con elementi come la linea di cintura che sale verso il montante C. La lunghezza aumenta di 225 millimetri rispetto alla Vision A 93 ed è ora di 3.575 millimetri.</span></p><p><span><strong>Sicurezza al livello della Mercedes-Benz Classe E</strong></span></p><p><span>La Classe A non è soltanto la prima autovettura Mercedes-Benz di serie con trazione anteriore, ma stabilisce anche degli standard in termini di sicurezza passiva nel suo segmento di mercato: un pianale a sandwich unico nel suo genere porta a un livello di sicurezza finora sconosciuto in questa classe di veicoli. Il motore, la trasmissione e gli assi sono situati davanti e sotto il pavimento del veicolo. La batteria, il sistema di scarico e il serbatoio del carburante sono posizionati in modo sicuro nel composito brevettato (brevetto DE 44 44 00 132 C1) di travi longitudinali e trasversali. La costruzione a sandwich offre inoltre agli occupanti un alto livello di protezione negli incidenti frontali e laterali. In caso di un violento impatto frontale, l'unità motore-trasmissione, che è installata ad angolo, scivola sotto l'abitacolo. La sicurezza passiva della Classe A raggiunge così il livello della Classe E.</span></p><p><span>Poco dopo l'inizio della produzione, nell'ottobre 1997, ci fu un evento che segnò la storia di questa vettura: durante una prova di guida non standardizzata ("test dell'alce") in Svezia, una Classe A si ribalta. Mercedes-Benz risponde equipaggiando tutti i veicoli della serie con il sistema elettronico di stabilità ESP® e il sistema di assistenza automatica alla frenata BAS di serie. Inoltre, viene adottato un assetto molle/ammortizzatori più solido, completato da un abbassamento della carrozzeria e da pneumatici della misura 195/50 R 15 invece della dimensione originale 175/65 R 15. Tutti i 18.000 veicoli già consegnati vengono convertiti gratuitamente per i clienti. Con l'ESP®, il BAS, gli airbag e gli airbag laterali nelle porte anteriori, i pretensionatori e i limitatori di forza delle cinture di sicurezza, la Classe A è meglio equipaggiata di qualsiasi altro veicolo del segmento e apre la strada a una diffusione su scala industriale di questi sistemi di sicurezza attiva, soprattutto nei veicoli più piccoli.</span></p><p><span><strong>Un concept di spazio variabile</strong></span></p><p><span>Grazie al doppio pavimento, gli occupanti della Classe A siedono relativamente in alto, ciò facilita l’accesso a bordo. A questo si aggiunge la spaziosità di una station wagon di medie dimensioni a cinque porte. Il sedile posteriore può essere spostato o rimosso. Come optional, il sedile del passeggero può essere rimosso in pochi semplici passi. In totale sono possibili 72 diverse disposizioni dei posti a sedere. Il pavimento piatto del vano di carico e l'ampio portellone posteriore, combinato con una soglia di carico bassa, facilitano il carico e lo scarico di questa Classe A con un carattere da monovolume. Un optional particolarmente apprezzato fu il tetto scorrevole a lamelle insolitamente grande. Per la prima volta in una grande serie Mercedes-Benz, i parafanghi anteriori sono in plastica, così come il portellone posteriore. Il peso del veicolo è di soli 1.000 chilogrammi. La Classe A presentata a Ginevra nel 2001 offre ancora più spazio interno con un passo allungato di 170 millimetri. Questo miracolo di spazio con l'abitabilità di una berlina di lusso è apprezzato anche da numerose compagnie di taxi.</span></p><p><span><strong>Nuovi motori a benzina e diesel da zero</strong></span></p><p><span>Il principio del sandwich richiede la progettazione di una generazione di nuovi motori a quattro cilindri. Inizialmente, i due motori a benzina della serie M 166 saranno offerti nei modelli A 140 e A 160. I motori diesel della serie OM 668 seguirono già nel 1998. Con un consumo di carburante di 4,5 e 4,9 litri rispettivamente (consumo totale NEDC), i modelli diesel A 160 CDI e A 170 CDI sono particolarmente efficienti. Questi motori turbodiesel sono tra i primi a disporre della tecnologia common-rail sviluppata da Mercedes-Benz insieme a Bosch. L'istituto "Öko-Trend" di Wuppertal assegna alla A 160 CDI il titolo di "auto più ecologica della Germania".</span></p><p><span>Lo spettro di potenza dei quattro motori varia inizialmente da 44 kW (60 CV) a 75 kW (102 CV). Nel 1999, la A 190 con 82 kW (125 CV) divenne la Classe A più potente, prima che la A 210 EVOLUTION con 103 kW (140 CV) ed elementi AMG prendesse il primo posto nella serie di modelli nel 2002. Raggiunge una velocità massima di 203 km/h, scattando da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi. Ci fu anche una versione elettrica della Classe A con batterie al sodio cloruro di nichel alloggiate nel pavimento a sandwich non destinata alla produzione in serie.</span></p><p><span>Nel 2001 arriva un aggiornamento completo del modello. Ingegneri e designer adattano 980 componenti e dotano la Classe A, tra l'altro, di un ESP® di quarta generazione e di un assistente alla frenata idraulico ancora più potente.</span></p><p><span>Il pubblico ha accolto con rande entusiasmo la Mercedes-Benz Classe A. Dal 1997 fino all'aggiornamento del modello del 2001, vengono vendute 550.000 unità della prima generazione. La serie di 168 modelli ha superato la soglia del milione nel 2003. Viene costruita negli stabilimenti di Rastatt e - fino al 2005 - di Juiz de Fora. Un totale di 1.159.321 veicoli vengono costruiti fino all’arrivo dalla seconda generazione (serie 169) che viene presentata nel 2004. Anch’essa basata su un pianale a sandwich conquista un successo milionario.</span></p><p><span><strong>2012: con un concept completamente nuovo arriva la nuova Classe A (serie 176)</strong></span></p><p><span>La terza generazione della serie 176 appare nel 2012. È completamente ridisegnata e segue una filosofia diversa, più sportiva, con un baricentro del veicolo più basso. Con questo e anche con il suo design dinamico, conquista in breve tempo nuovi gruppi di acquirenti più giovani. Viene costruita fino al 2018. Poi Mercedes-Benz presenta la serie 177, che da allora è in produzione e a sua volta stabilisce degli standard, ad esempio con la prima mondiale del sistema multimediale MBUX, e raggiunge anche dei record di vendita. Perché è questo che accomuna tutte e quattro le generazioni della Classe A: il successo di Mercedes-Benz nella classe delle compatte.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Mercedes-Benz Classic,Classe A]]></category>
            <pubDate>Thu, 24 Mar 2022 17:57:20 +0100</pubDate>
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                        <title>70 anni di sport, lusso e lifestyle: Mercedes-Benz SL</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/70-anni-di-sport-lusso-e-lifestyle-mercedes-benz-sl/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/70-anni-di-sport-lusso-e-lifestyle-mercedes-benz-sl/</guid><pp:caseid>499225</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel 1952, la 300 SL da corsa fu la capostipite di una tradizione unica e ininterrotta</span></p><p><span>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L'ultima generazione dell'icona: la nuova Mercedes-AMG SL (R 232)</span></p><p><span>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La nuova ambasciatrice del Performance Luxury offre un'emozionante esperienza di guida</span></p><p><span>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La mostra: "Il fascino della SL - un'auto da sogno per 70 anni", con dieci sport car SL, al Museo Mercedes-Benz fino al 9 ottobre 2022</span></p>]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Le due lettere SL sono il segno distintivo di fama mondiale di una tradizione unica delle auto sportive Mercedes-Benz: da 70 anni la sigla sta per "superleggera" e quindi per automobilismo sportivo - dalla 300 SL da corsa (W 194) del 1952 fino all'ultima SL della serie 232 del marchio high performance Mercedes-AMG. La capostipite, la W 194, rimane riservata al mondo del motorsport e in questo modo trasmette un importante valore del marchio Mercedes-Benz: il più antico produttore di auto di lusso al mondo è stato, infatti, un importante protagonista del motorsport nel corso di diverse epoche, ottenendo grandi successi. Dalla 300 SL Coupé (W 198) in poi, sportività, lusso e lifestyle sono i valori identificativi di ogni SL.</span></p><p><span>Ogni generazione di questa illustre stirpe scrive il proprio capitolo in un’ininterrotta storia di successo. Il Museo Mercedes-Benz racconta questa storia unica con la mostra "Fascination SL - Un'auto da sogno per 70 anni": www.mercedes-benz.com/sl-special-exhibition. La mostra può essere visitata fino al 9 ottobre 2022 nella Sala delle collezioni 5 e comprende dieci SL sportive di sette decenni, dalla più antica 300 SL da corsa conservata (W 194) alla nuova Mercedes-AMG SL della serie 232.</span></p><p><span>Sportività nei geni</span></p><p><span>Il 12 marzo 1952, la Mercedes-Benz presentò la 300 SL (W 194), un'auto da corsa pura con cui il marchio vinse quattro delle cinque gare della stagione: a Berna (tripla vittoria), al Nürburgring (quadrupla vittoria), la 24 Ore di Le Mans (doppia vittoria) e la III Carrera Panamericana in Messico (doppia vittoria). Alla Mille Miglia, che era la prima gara dell'epoca, finì seconda e quarta. Per la stagione 1953 fu costruito il prototipo di auto sportiva da corsa W 194/11. Non fu più utilizzato a causa dei preparativi per l'ingresso in Formula Uno, ma rappresentò un importante passo tecnico sulla strada delle auto da corsa (W 196 R) e delle auto sportive da corsa (W 196 S) nel 1954 e 1955.</span></p><p><span>Le richieste di una versione di serie di questa talentuosa auto da corsa si fecero presto insistenti. Mercedes-Benz rispose e presentò già nel 1954 la 300 SL Coupé (W 198), la leggendaria auto sportiva "Gullwing". Furono costruiti solo 1.400 esemplari di questo modello con le caratteristiche porte incernierate sul tetto a causa del roll cage. Oggi, questi classici raggiungono prezzi ben oltre il milione di euro.</span></p><p><span>Nel 1954, contemporaneamente alla "Gullwing", il marchio presentò la Mercedes-Benz 190 SL, concepita come un'elegante auto sportiva a cielo aperto. Accanto alla supersportiva 300 SL, la Roadster, che aveva anche un aspetto molto sportivo all'esterno, era un veicolo che offriva un comfort completo anche per lunghi viaggi a velocità di crociera elevate.</span></p><p><span>Nel 1957, la 300 SL Roadster (W 198) seguì il Coupé "Gullwing". Come il suo predecessore, questa vettura fu creata su iniziativa di Maximilian E. Hoffmann. In termini tecnici, la Roadster corrisponde in gran parte alla Coupé. Tuttavia, modificando le parti laterali del roll cage, l'altezza di ingresso poteva essere ridotta a tal punto che si potevano realizzare porte normali con cerniera anteriore.</span></p><p><span>Nel 1963, la 230 SL (W 113) sostituì sia la 300 SL Roadster che la 190 SL. Colpì per la sportività, il comfort e la sicurezza e da allora è stata un precursore della tradizione SL. L'hardtop opzionale con i suoi finestrini alti e il tetto a forma concava sostenuto da stretti pilastri ricordava gli edifici dei templi asiatici, il che fece guadagnare rapidamente alla W 113 il soprannome di "Pagoda".</span></p><p><span>I modelli SL della serie R 107 fecero il loro debutto nella primavera del 1971. Per la prima volta nella storia della Mercedes-Benz SL, sui modelli 350 SL e 450 SL furono utilizzati motori a otto cilindri. Nel 1974, la 280 SL seguì con un motore a sei cilindri, offrendo per la prima volta tre motori nella gamma che trametteva al primo sguardo eleganza e solidità. Le misure di sicurezza in caso di incidente di questa biposto aperta erano in anticipo sui tempi. Tra la progettazione e messa in produzione della R 107 passarono 18 anni - un record.</span></p><p><span>Sette decenni di SL - Una storia altrettanto completa della tecnologia</span></p><p><span>Al Salone di Ginevra del 1989, Mercedes-Benz ha presentato la generazione successiva, la SL della serie R 129. Il roll bar automatico, che fuoriesce in soli 0,3 secondi anche con l'hardtop chiuso, era un elemento unico nel settore. Con questo veicolo, il marchio conquistò subito il cuore degli appassionati: la capacità di produzione fu presto saturata. Alcuni clienti accettarono periodi di consegna di diversi anni. I modelli top di gamma a dodici cilindri, la 600 SL/SL 600 (290 kW/394 CV) e la SL 73 AMG con un motore V12 da 7,3 litri e 386 kW (525 CV), sono oggi leggendari.</span></p><p><span>Nel 2001, con il codice interno R 230, fece il suo debutto la successiva generazione SL. La sua innovazione più sorprendente era il tetto Vario pieghevole in acciaio: per la prima volta nella storia della Mercedes-Benz SL, permetteva di avere sia un'auto aperta che un coupé in uno. Il design della serie R 230 combinava tradizione e futuro con dettagli sorprendenti. La quota AMG crebbe significativamente in questa generazione SL: quasi un terzo di tutte le R 230 aveva motori AMG. Il top della gamma era la SL 65 AMG Black Series da 493 kW (670 CV).</span></p><p><span>Nel gennaio 2012, in occasione del 60° compleanno della SL, la serie di modelli R 231 è stata presentata al North American International Auto Show (NAIAS) di Detroit. Uno dei punti focali del nuovo design era la riduzione del peso della vettura sportiva attraverso numerose misure. Disponibile su richiesta: MAGIC SKY CONTROL, il tetto in vetro con tonalità e trasparenza regolabili.</span></p><p><span>La nuova Mercedes-AMG SL (R 232) è l'ultima riedizione di un'icona. Il marchio di Affalterbach l'ha presentata nel 2021. Con una classica capote e un carattere sportivo, si inserisce perfettamente nella storia di questa icona. Allo stesso tempo, questa esclusiva Roadster 2+2 posti è particolarmente adatta all'uso quotidiano e mette per la prima volta la sua potenza sulla strada con la trazione integrale. L'ampio equipaggiamento tecnologico comprende highlights come le sospensioni AMG ACTIVE RIDE CONTROL con stabilizzazione attiva del rollio, l’asse posteriore sterzante, l'impianto frenante ceramico ad alte prestazioni AMG o il DIGITAL LIGHT con funzione di proiezione. Mercedes-AMG ha sviluppato la SL in modo completamente indipendente come modello Performance Luxury coerente.</span></p><p><span>La storia completa di SL dal 1952 al 2022 e un vasto materiale fotografico si possono trovare qui: </span><a href="https://group-media.mercedes-benz.com/marsMediaSite/ko/en/50113405"><span>https:</span></a><span>//group-media.mercedes-benz.com/marsMediaSite/ko/en/50113405.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Classe SL,sl,Mercedes-AMG]]></category>
            <pubDate>Thu, 17 Mar 2022 16:00:27 +0100</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/slhistory3.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[SL History (3)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Meet Mercedes Summer &amp;bdquo;Mythos SL&amp;ldquo;, Juni 2021. Fahrzeuge von Mercedes-Benz Classic. Von rechts vorn nach links hinten: Mercedes-Benz 300 SL Rennsportwagen (W 194) von 1952, Mercedes-Benz 300 SL Rennsportprototyp (W 194/11) f&amp;uuml;r die Saison 1953 , Mercedes-Benz 300 SL Coup&amp;eacute; (W 198) von 1957, Mercedes-Benz 190 SL (W 121) von 1961, Mercedes-Benz 300 SL Roadster (W 198) von 1960, Mercedes-Benz 280 SL (W 113) &amp;bdquo;Pagode&amp;ldquo; von 1970, Mercedes-Benz 350 SL (R 107) von 1971, Mercedes-Benz SL 600 (R 129) von 1995, Mercedes-Benz SL 55 AMG (R 230) von 2005, Mercedes-Benz SL 500 (R 231) Special Edition &amp;bdquo;Mille Miglia 417&amp;ldquo; von 2015. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Classic Archive: D732181)    Meet Mercedes Summer &amp;ldquo;Legend SL&amp;rdquo;. Cars from Mercedes-Benz Classic. From front right to rear left: Mercedes-Benz 300 SL racing sports car from 1952 (W 194), Mercedes-Benz 300 SL prototype racing sports car (W 194/11) for the 1953 season, Mercedes-Benz 300 SL Coup&amp;eacute; from 1957 (W 198), Mercedes-Benz 190 SL from 1961 (W 121), Mercedes-Benz 300 SL Roadster from 1960 (W 198), Mercedes-Benz 280 SL Pagoda from 1970 (W 113), Mercedes-Benz 350 SL from 1971 (R 107), Mercedes-Benz SL 600 from 1995 (R 129), Mercedes-Benz SL 55 AMG from 2005 (R 230), Mercedes-Benz SL 500 Special Edition &amp;ldquo;Mille Miglia 417&amp;rdquo; from 2015 (R 231). (Photo signature in the Mercedes-Benz Classic archives: D732181) ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Ad Auto e Moto d’Epoca i 25 anni della Mercedes-Benz SLK</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/ad-auto-e-moto-depoca-i-25-anni-della-mercedes-benz-slk/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/ad-auto-e-moto-depoca-i-25-anni-della-mercedes-benz-slk/</guid><pp:caseid>478573</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p class="02Flietextbold">&bull; Sportiva, leggera, corta e sicura: nel 1996 questa roadster compatta stabilisce nuovi standard</p>

<p class="02Flietextbold">&bull; Trendsetter ed espressione di massima tecnologia</p>

<p class="02Flietextbold">&bull; Oggi, una ricercata yougtimer</p>

<p class="02Flietextbold">&bull; Una SLK prima serie festegger&agrave; ad Auto e Moto d&rsquo;Epoca i 25 anni della leggendaria roadster della Stella, con un &lsquo;fuorisalone&rsquo; davanti all&rsquo;Hotel NH Padova, a pochi metri dai padiglioni della Fiera</p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p class="01Flietext"><span>Venticinque anni fa, con il suo concept rivoluzionario la prima generazione di SLK dest&ograve; grande sorpresa e non solo tra gli appassionati di roadster: grazie al suo tetto ripiegabile in metallo, in 25 secondi, la SLK (serie di modelli R 170) riusciva a trasformarsi da scoperta a coup&eacute;, con un tetto fisso in acciaio insonorizzato. E si distinse anche per i punteggi sorprendenti, ad esempio nel campo della sicurezza, grazie ad una serie di ulteriori innovazioni. La SLK si dimostr&ograve; eccellente in tutti i crash test rilevanti, incluso il rollover test. Il concept di costruzione leggera con magnesio, tra gli altri materiali, ha ridotto il peso della versione base della SLK 200 a soli 1.270 chilogrammi. Nel 2004, nello stabilimento di Brema erano state costruite 311.222 SLK della serie R 170. Attraverso tre generazioni, che coprono le serie di modelli R 170, R 171 e R 172, ne sono state vendute pi&ugrave; di 710.000 unit&agrave;, dal 2016 come SLC. Oggi, la prima generazione &egrave; una ricercata youngtimer e, di conseguenza, &egrave; gi&agrave; nella sua seconda fase di vita. La rivista specializzata &lsquo;Motor Klassik&rsquo; ha commentato nell'aprile 2019: "La prima serie di modelli SLK (R 170) &egrave; stata un bestseller che aveva gi&agrave; le caratteristiche di un classico".</span></p><p class="01Flietext"><span>La roadster ha preso il nome durante la fase di progettazione, quando gli ingegneri la chiamavano "SL kurz" (compatta) in omaggio alla Mercedes-Benz SL. In effetti, la serie di modelli R 170, con una lunghezza della carrozzeria di 3.995 millimetri, era di circa 500 millimetri pi&ugrave; corta delle SL Roadster dell'allora attuale serie di modelli R 129.</span></p><p class="01Flietext"><span><span>Anteprima mondiale a Torino</span></span></p><p class="01Flietext"><span>La versione di serie della SLK fu presentata al Salone Internazionale dell'Automobile di Torino il 22 aprile 1996. Questa vettura sportiva si adattava perfettamente all'epoca: le due posti scoperte vivevano, infatti, una forte fase di rinascimento. In Europa occidentale, il numero annuo di immatricolazioni di auto in questo segmento di mercato &egrave; passato da 11.300 nel 1992 a 98.500 nel 1995. La SLK ha contribuito al boom delle vetture scoperte degli anni '90 e 2000. Per un certo periodo &egrave; stata l'auto con tetto ripiegabile in metallo pi&ugrave; venduta in Germania. La SLK era di grande importanza per il marchio perch&eacute; si rivolgeva a un gruppo di acquirenti pi&ugrave; giovani e orientati al lifestyle. J&uuml;rgen Hubbert, all'epoca membro del consiglio di amministrazione di Mercedes-Benz, ha dichiarato: "I modelli SLK, CLK e la Classe M hanno contribuito molto a una nuova immagine di Mercedes-Benz".</span></p><p class="01Flietext"><span>Uno studio presentato a Torino nell'aprile 1994 dest&ograve; grande attenzione da parte del pubblico nei confronti di questa roadster. Si basava sul lavoro del designer Michael Mauer e si avvicinava molto al modello di produzione successivo. Il modello di Mauer con sbalzi corti nella parte anteriore e posteriore in combinazione con un passo relativamente lungo ha evidenziato molti dettagli di design, dal cofano con le sue cupole elettriche a un sorprendente bordo di fuga del flusso d'aria nella parte posteriore. Una seconda concept car, presentata a Parigi nell'autunno 1994, mostrava non solo il tetto vario, ma anche un design interno unico. Dal 1996 in poi, la versione di serie ha attirato molta attenzione grazie anche ai suoi interni sorprendentemente colorati e vari, combinati con colori esterni di grande impatto.</span></p><p class="01Flietext"><span><span>Infrangere le regole: il tetto ripiegabile in metallo</span></span></p><p class="01Flietext"><span>Il tetto ripiegabile in acciaio della SLK, in alternativa alla classica capote in tessuto, &egrave; stato un risultato tecnico eccezionale e molto ammirato di questa roadster. L'idea non era del tutto nuova per l'industria automobilistica, ma i pochi progetti precedenti prevedevano l'abbassamento dell'intero tetto nel bagagliaio, che occupava molto spazio. Gli ingegneri Mercedes-Benz hanno rivoluzionato il concetto con un processo noto internamente come il &lsquo;trick with the kink&rsquo;: il tetto in acciaio e pannelli di vetro ripiegati sotto il cofano del bagagliaio, che si apriva nella direzione di marcia. Ci&ograve; significava che la parte posteriore della carrozzeria poteva essere mantenuta corta e, anche quando il tetto era aperto, c'era ancora spazio per i bagagli nel bagagliaio.</span></p><p class="01Flietext"><span>Un sistema elettroidraulico ha assolto il processo di apertura e chiusura con l'ausilio di cinque cilindri idraulici. Prima dell'inizio della produzione in serie, 30 prototipi hanno dovuto simulare il processo di apertura e chiusura 20.000 volte ciascuno. Una simulazione nell'arco di dieci anni che corrispondeva all'apertura e alla chiusura del tetto sei volte al giorno. Il funzionamento era semplice: premendo un interruttore sulla console centrale, la SLK da coup&eacute; diventava roadster, o viceversa, in 25 secondi.</span></p><p class="01Flietext"><span>La filosofia di sicurezza della SLK, che all'epoca fissava gli standard nella sua classe, era degna di nota speciale. Una caratteristica sorprendente erano i due robusti roll bar per proteggere gli occupanti in caso di ribaltamento. I montanti A rinforzati con tubi hanno fornito un ulteriore contributo alla protezione degli occupanti. Inoltre, la SLK era dotata di serie di airbag, pretensionatori e limitatori di forza della cintura. La paratia ellissoidale di nuova concezione che faceva parte della struttura anteriore aumentava l'area di deformazione anteriore in caso di collisione frontale, riducendo cos&igrave; il rischio di restringimento del vano piedi. Nei crash test, la SLK ha soddisfatto gli standard di Mercedes-Benz, superando cos&igrave; tutti requisiti obbligatori previsti.</span></p><p class="01Flietext"><span><span>Motori a quattro e sei cilindri della serie di modelli R 170</span></span></p><p class="01Flietext"><span>Inizialmente, la roadster era disponibile nella versione SLK 200 (100 kW/136 CV) e come versione sovralimentata SLK 230 (142 kW/193 CV). Dopo un restyling nel 2000, il sei cilindri SLK 320 (160 kW/218 CV) e SLK 32 AMG (260 kW/354 CV) hanno completato la gamma. La prima SLK ha dato il via a una piccola, ma prestigiosa linea di tradizione: nel gennaio 2004, Mercedes-Benz ha presentato la SLK della serie di modelli R 171. Una particolarit&agrave; di quel modello era l'AIRSCARF opzionale. Questa soluzione convogliava per la prima volta aria calda tra lo schienale del sedile e il poggiatesta nella zona del collo degli occupanti e, in combinazione con il dispositivo antivento di serie, consentiva la guida a cielo aperto anche a basse temperature esterne. La terza generazione SLK (R 172) &egrave; stata presentata nel 2010. Nel 2016 &egrave; stata ribattezzata SLC e prodotta fino al 2020.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Classe SLK,Heritage,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Tue, 19 Oct 2021 14:48:32 +0200</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Italia alla Mille Miglia 2021</title>
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                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-italia-alla-mille-miglia-2021/</guid><pp:caseid>459964</pp:caseid><pp:subtitle>Dalla 300 SLR ‘722’  Stirling Moss alla 300 SL Gullwing: le icone della Stella sulle strade della ‘Corsa più bella del mondo’</pp:subtitle><pp:summary><![CDATA[<p><span><b>In occasione della prossima edizione della Mille Miglia, Mercedes-Benz Classic rende omaggio ad uno degli uomini pi&ugrave; rappresentativi nella storia del Motorsport, Sir Stirling Moss, il cui nome e leggenda sono legati in maniera indissolubile alla Casa di Stoccarda. A salutare i partecipanti sulla linea di partenza ci sar&agrave;, infatti, la 300 SLR &lsquo;722&rsquo; originale con cui il team Moss/Jenkinson vinse la Mille Miglia del &rsquo;55 con un record rimasto nella storia della competizione. Prima della sua passerella sulla linea di partenza della &lsquo;Corsa pi&ugrave; bella del mondo&rsquo;, la &lsquo;722&rsquo; sar&agrave; esposta al Museo Mille Miglia da sabato 12 a mercoled&igrave; 16 giugno. In gara con i colori ufficiali della Stella ci sar&agrave;, invece, l&rsquo;affascinante 300 SL &lsquo;Ali di Gabbiano&rsquo;, guidata dal Presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia.</b></span></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Alla Mille Miglia 2021 Mercedes-Benz Classic ricorda uno dei pi&ugrave; grandi piloti di tutti i tempi, Sir Stirling Moss. Una vera e propria icona del motorsport cui parte della propria fama &egrave; strettamente legata alla storica competizione italiana. Nel 1955, infatti, a bordo di una 300 SLR con il numero di partenza 722, il team Moss/Jenkinson vince la Mille Miglia con un record mai eguagliato. La coppia copre, infatti, le 1.000 miglia della gara storica, da Brescia a Roma e ritorno, in sole 10 ore, 7 minuti e 48 secondi, con una velocit&agrave; media di 157,65 km/. Un&rsquo;impresa che rimarr&agrave; scritta per sempre nella storia del motorsport frutto di una coppia di piloti straordinari e un&rsquo;automobile sorprendente, alimentata da un motore Grand Prix a otto cilindri, tre litri ulteriormente migliorato in grado di erogare 228 kW (310 CV), con una velocit&agrave; massima di oltre 300 km/h.</span></p><p><span>La 300 SLR &lsquo;722&rsquo; originale sar&agrave; esposta al Museo Mille Miglia da sabato 12 a mercoled&igrave; 16 giugno e sfiler&agrave; per il pubblico della Mille Miglia a Brescia in occasione della partenza.</span></p><p><span>Nato a Londra il 17 settembre del 1929, nel 2000 Stirling Moss e viene nominato Sir per i suoi meriti nel motorsport britannico. Sir Moss &egrave; scomparso il 12 aprile dello scorso anno, all&rsquo;et&agrave; di 90 anni, lasciandosi alle spalle una lunga scia di successi con i colori della Casa di Stoccarda.</span></p><p><span>Nel 1955 disputa come pilota ufficiale di Mercedes-Benz sia il Campionato del mondo Sport-Prototipi sia il Campionato del Mondo di Formula 1 al volante della 300&nbsp;SLR e della W&nbsp;196&nbsp;R. Nelle sei gare del Campionato del mondo Sport-Prototipi, Moss vince non solo la Mille Miglia, ma anche la RAC Tourist Trophy nell&rsquo;Irlanda del Nord insieme a John Fitch e la Targa Florio in Sicilia con Peter Collins. Queste vittorie messe a segno da Moss danno un contributo decisivo e consentono a Mercedes-Benz di aggiudicarsi il campionato di poco davanti a Ferrari. Nel Campionato del Mondo di Formula 1, il beniamino locale celebra la prima delle sue 16 vittorie in GP il 16 luglio 1955 proprio in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna disputatosi ad Aintree. Arriva invece secondo nei Gran Premi del Belgio e dei Paesi Bassi.</span></p><p><span>Anche se non si laureer&agrave; mai Campione del Mondo di Formula 1, Moss &egrave; sicuramente un pilota straordinario e di successo. Nel 1955, 1956, 1957 e 1958 &egrave; vice-campione di Formula 1 e conquista il terzo posto negli anni dal 1959 al 1961. La sua carriera termina il 30 aprile del 1962 a seguito di un incidente avvenuto mentre era alla guida di una Lotus durante la &lsquo;100 Miglia di Goodwood&rsquo;. In realt&agrave; il pilota si riprende ampiamente dalle gravi lesioni subite alla testa, ma non recuperer&agrave; mai del tutto la reattivit&agrave; che possedeva prima dell&rsquo;incidente. Per tale motivo Moss, all&rsquo;et&agrave; di 32 anni decide di terminare la sua carriera di pilota di auto da corsa. Diventa brand ambassador di Mercedes-Benz e guida fino in et&agrave; avanzata le &lsquo;sue&rsquo; vetture della collezione Mercedes-Benz Classic in occasione di numerose manifestazioni storiche dedicate al motorsport. La frase che amava ripetere spesso era: &ldquo;Sono sempre stato orgoglioso di appartenere alla famiglia Mercedes-Benz.&rdquo;</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Events &amp; Sponsorships]]></category>
            <pubDate>Tue, 01 Jun 2021 17:03:00 +0200</pubDate>
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                        <title>100 anni dopo - Perchè Mercedes-Maybach è l&#039;espressione più alta del lusso e dell’empowerment creativo</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/100-anni-dopo---perche-mercedes-maybach-e-lespressione-piu-alta-del-lusso-e-del-empowerment-creativo/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/100-anni-dopo---perche-mercedes-maybach-e-lespressione-piu-alta-del-lusso-e-del-empowerment-creativo/</guid><pp:caseid>447691</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>&ldquo;Presentare il meglio del meglio&rdquo;: era questa l'ambizione espressa da Karl Maybach e da suo padre Wilhelm quando presentarono per la prima volta, un secolo fa, la Maybach 22/70 HP W 3, preparando il terreno per quello che sarebbe diventato negli anni uno dei marchi automobilistici pi&ugrave; esclusivi, Mercedes-Maybach.&nbsp;<span><span><span>La filosofia espressa quel giorno al salone dell'automobile di Berlino &egrave; rimasta sin da allora l&rsquo;essenza del marchio. Nel corso degli anni, mentre membri di famiglie reali, leader mondiali, star del cinema e campioni sportivi hanno viaggiato a bordo di vetture Mercedes-Maybach, il logo della doppia M &egrave; diventato emblema di innovazione tecnica e lusso raffinato, sinonimo di passione e empowerment creativo. Oggi le parole di Maybach descrivono non solo i prodotti &ldquo;migliori&rdquo;, ma anche il &ldquo;meglio&rdquo; della societ&agrave;.</span></span></span></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Nel settembre 1921, quando fu presentata la W 3, la prima vettura di serie prodotta da Maybach Motorenbau GmbH, nacque una leggenda. Dall'impianto frenante sulle quattro ruote (mai visto prima di allora su una vettura tedesca) al riduttore epicicloidale con motore a sei cilindri (che permetteva di gestire tutte le velocit&agrave; con una marcia sola), fino ai lussuosi interni in legno e pelle, il design era rivoluzionario. L'auto, un'opera d'arte su ruote, entusiasm&ograve; il pubblico. Tuttavia, per durare nel tempo occorre evolversi continuamente.</p><p>Daimler rilev&ograve; Maybach Motorenbau GmbH nel 1961 e, nel 2002, port&ograve; il marchio in una nuova era con il modello Maybach 62. In occasione del centenario, Mercedes-Maybach ha presentato due nuovi modelli: Classe S, che oggi pi&ugrave; che mai rappresenta il lusso automobilistico grazie alle innumerevoli innovazioni digitali e raffinatezze tecnologiche, e GLS SUV, che fissa i pi&ugrave; alti standard di modernizzazione nel segmento dei SUV. Nella progettazione di ciascuna vettura niente &egrave; lasciato al caso, e Mercedes-Maybach &egrave; ora impegnata in una nuova sfida con la creazione del suo primo modello completamente elettrico - i dettagli saranno svelati nei prossimi mesi.</p><p>&laquo;Mercedes-Maybach rappresenta l'eccellenza automobilistica di Mercedes-Benz&raquo;, ha affermato Britta Seeger, membro del Consiglio direttivo di Daimler AG e responsabile Marketing e Sales di Mercedes-Benz AG.</p><p>&laquo;Mentre celebriamo i 100 anni dell'heritage unico di Maybach in prima linea nell'esperienza del lusso, desideriamo portare il ​​marchio nel futuro stabilendo i pi&ugrave; alti standard di stile, comfort e maestria artigianale. La clientela Maybach cerca qualcosa di speciale e la nostra aspirazione &egrave; quella di superare queste aspettative. Combinando il nostro esclusivo programma di customer care, con la perfezione e la tecnologia avanguardistica di Mercedes-Benz e l'esclusivit&agrave; di Maybach, invitiamo la nostra clientela ad un'esperienza di lusso sofisticata e unica nel suo genere.&raquo; Tuttavia, il lusso non &egrave; sempre tangibile. Mercedes-Maybach &egrave; un marchio creativo per natura e instaura continui colloqui culturali che ne stimolano ulteriormente la creativit&agrave;. Nel 2021, in occasione del centenario della prima Maybach, si celebrer&agrave; questo spirito del marchio con tante iniziative diverse.</p><p>Mercedes-Maybach &egrave; in prima linea insieme a Mercedes-Benz nell'inaugurare un nuovo corso strategico, basandosi sui successi conseguiti nel segmento delle vetture d'alta gamma, nella trazione elettrica e nello sviluppo di software per il settore.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Maybach,Heritage]]></category>
            <pubDate>Tue, 13 Apr 2021 15:15:00 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/maybach1.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Maybach (1)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[100 Jahre Maybach Automobile 1921-2021; Mercedes-Maybach S-Klasse // 100 years of Maybach Automobiles 1921-2021; Mercedes-Maybach S-Class]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>50 anni fa, nell&#039;aprile 1971, la première della Mercedes-Benz SL serie R 107</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/50-anni-fa-nellaprile-1971-la-premiere-della-mercedes-benz-sl-serie-r-107/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/50-anni-fa-nellaprile-1971-la-premiere-della-mercedes-benz-sl-serie-r-107/</guid><pp:caseid>447203</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li><strong>Per la prima volta motori a otto cilindri nella SL di serie</strong></li>
<li><strong>Durante i 18 anni di produzione, sono stati costruiti pi&ugrave; di 237.000 Roadster di questa serie</strong></li>
<li><strong>La SL scoperta &egrave; stata la base per la coup&eacute; SLC della serie C 107</strong></li>
<li><strong>Espansione continua della gamma di modelli con motori a sei e otto cilindri</strong></li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Cinquant'anni fa, nell'aprile 1971, Mercedes-Benz inaugur&ograve; un nuovo capitolo nell'affascinante storia della vettura sportiva SL: la 350 SL fu la prima SL del marchio con motore V8 e il primo modello della serie R 107 a portare per la prima volta nella sua sigla identificativa l&rsquo;abbreviazione &lsquo;R&rsquo; di &lsquo;roadster&rsquo;. Lo sviluppo completamente nuovo, come una due posti aperta con tettuccio in tessuto completamente retrattile e tettuccio rigido rimovibile, era un veicolo di grande personalit&agrave;, sportivo e lussuoso allo stesso tempo, e combinava perfettamente prestazioni e comfort di marcia. Nello stesso anno, dalla serie R 107, Mercedes-Benz ha derivato le versioni coup&eacute; della serie C 107.</span></p><p><span>La R 107 fa parte della prestigiosa famiglia SL insieme all'auto sportiva da corsa per eccellenza, la 300 SL (W 194) del 1952, alle auto sportive di serie 300 SL (W 198, come coup&eacute; dal 1954 al 1957 e come roadster dal 1957 al 1963), la 190 SL (W 121, dal 1955 al 1963) e la &ldquo;Pagoda&rdquo; SL della serie W 113 (dal 1963 al 1971). Nel 2021, la tradizione della sportive SL continua con la Mercedes-AMG SL della serie R 232.</span></p><p><span><b>Un modello di successo con 18 anni di produzione in serie</b></span></p><p><span>La R 107 &egrave; stata prodotta dal 1971 al 1989, periodo durante il quale &egrave; stata aggiornata con regolari revisioni e nuovi motori. Ad eccezione della Classe G, nessun'altra Mercedes-Benz &egrave; stata prodotta pi&ugrave; a lungo. Tecnicamente parlando, la Mercedes-Benz 350 SL lanciata 50 anni fa aveva poco a che fare con il suo diretto predecessore, la W 113 &lsquo;Pagoda&rsquo; SL. Invece, i progettisti hanno forgiato legami molto pi&ugrave; stretti con l'attuale gamma di autovetture del marchio dell'epoca: i sistemi di sospensione anteriore e posteriore, ad esempio, erano basati sui modelli &lsquo;Stroke / 8&rsquo; dei segmenti medio-alti. Il motore V8 da 147 kW (200 CV) con una cilindrata di 3.499 cc era un&rsquo;eredit&agrave; della Mercedes-Benz 280 SE 3.5 serie W 111 (coup&eacute; e cabriolet) e della serie W 108/109 (berlina).</span></p><p><span>Le innovazioni tecniche trovate nell'auto in questa sportiva scoperta includevano lo sviluppo della carrozzeria di sicurezza migliorata con un'unit&agrave; telaio-pianale indipendente fatta di fogli di diversi spessori per fornire un comportamento di deformazione controllato, il serbatoio del carburante installato sopra l'asse posteriore per proteggerlo in caso di un collisione, acciai ad alta resistenza nei montanti anteriori e nel telaio del parabrezza con il vetro incollato, nonch&eacute; gli interni con un nuovo volante di sicurezza a quattro razze, superfici imbottite ed elementi deformabili come contributo alla sicurezza passiva. Dal marzo 1980, questa SL &egrave; stata dotata del sistema frenante antibloccaggio ABS e, dal gennaio 1982, di un airbag per il guidatore e dei pretensionatori delle cinture come sistema di ritenuta supplementare: questi articoli erano disponibili come optional.</span></p><p><span><b><span><span><span>Ampia gamma di motorizzazioni</span></span></span></b></span></p><p><span><span><span><span>Dopo la 350 SL, Mercedes-Benz ha continuato ad espandere la gamma di questo modello. Nel 1973 debutta sui mercati europei la 450 SL da 165 kW (225 CV), anch'essa con motore a otto cilindri, inizialmente riservata all'esportazione in Nord America, dall'autunno 1971. Nel 1974 segu&igrave; la versione a sei cilindri 280 SL (136 kW / 185 CV). Per la prima volta nella sua storia, la SL &egrave; disponibile con una scelta di tre diversi motori.</span></span></span></span></p><p><span><span><span><span>Come risultato del restyling del 1980, la 380 SL (160 kW / 218 CV) sostituisce la 350 SL e la 500 SL (177 kW / 240 CV) si posiziona come modello di punta al posto della 450 SL. Nell'ambito di un&rsquo;importante rivisitazione del modello, gli interni sono stati allineati con l&rsquo;esclusivit&agrave; dell&rsquo;ammiraglia Classe S della serie 126. Inoltre, gli ingegneri hanno aggiornato numerose componenti come la trasmissione. Esternamente, il restyling &egrave; stato limitato ad alcuni discreti miglioramenti, tra cui il cofano in lega leggera e uno spoiler anteriore. La 500 SL &egrave; stata, inoltre, dotata del cofano del bagagliaio in lega leggera con uno spoiler posteriore in plastica nera derivato dalla SLC Coup&eacute; con motore V8 da 5 litri.</span></span></span></span></p><p><span><span><span><span>Nel 1985, Mercedes-Benz presenta la gamma completamente rivista della serie R 107. Oltre a lievi modifiche all'esterno con ruote da 15 pollici, uno spoiler anteriore uniforme per tutti i modelli e sospensioni anteriori migliorate con raggio di sterzata zero, l'obiettivo principale era un&rsquo;offerta aggiornata di motori. Un punto culminante per tutti i fan delle auto sportive con la stella &egrave; stata la 300 SL con un motore a sei cilindri da 3 litri, perch&eacute; questa vettura sportiva da 138 kW (188 CV) ha fatto rivivere la designazione del modello con cui la storia della SL era iniziata a marzo 1952. La 420 SL (160 kW / 218 CV) fu un'aggiunta completamente nuova, mentre la 500 SL (180 kW / 245 CV) fu dotata di un motore ridisegnato con un sistema di accensione elettronica e iniezione di carburante meccanica a controllo elettronico Bosch KE-Jetronic sistema. Il modello di punta della serie R 107 era la 560 SL con uno spettacolare motore V8 da 5,6 litri, che per&ograve; era riservato all'esportazione in Nord America, Giappone e Australia. Tutti i modelli sono ora offerti con un convertitore catalitico a tre vie a circuito chiuso.</span></span></span></span></p><p><span><span><span><span>La produzione della serie di modelli R 107 &egrave; terminata nell'agosto 1989, dopo pi&ugrave; di 18 anni. Allora, lo stabilimento di Sindelfingen aveva prodotto un totale di 237.287 vetture. Oggi, queste due posti scoperti sono dei classici ricercati: il connubio tra lusso e sportivit&agrave; affascina ancora oggi gli appassionati di tutto il mondo.</span></span></span></span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Classic,Heritage,Classe SL]]></category>
            <pubDate>Thu, 08 Apr 2021 14:53:59 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/sl12.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[SL (12)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz 350 SL (R 107, Produktionszeitraum 1971 bis 1989). Zeitgen&amp;ouml;ssisches Genrefoto von rechts. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Classic Archive: 1998DIG86)    Mercedes-Benz 350 SL (R 107, production period 1971 to 1989). Contemporary genre photo from right. (Photo signature in the Mercedes-Benz Classic archive: 1998DIG86) ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Mercedes-AMG, oltre 50 anni di storia alle spalle e un futuro E PERFORMANCE</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-amg-oltre-50-anni-di-storia-alle-spalle-e-un-futuro-e-performance/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-amg-oltre-50-anni-di-storia-alle-spalle-e-un-futuro-e-performance/</guid><pp:caseid>445283</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<h2><sup><sub><span><span><span><span><span>AMG: tre lettere che in tutto il mondo sono sinonimo di massime prestazioni, esclusivit&agrave;, efficienza ed elevato dinamismo. L'azienda fondata nel 1967 da Hans-Werner Aufrecht ed Erhard Melcher a Gro&szlig;aspach ha oggi alle spalle una storia di oltre 50 anni e davanti a s&eacute; un futuro con una strategia che punta ad una forte elettrificazione del Marchio, anche attraverso la collaborazione sempre pi&ugrave; stretta esperti di Formula 1 di Mercedes-AMG High Performance Powertrains (HPP) e del team di F1 Mercedes-AMG Petronas. Da pochi giorni, il team di Affalterbach ha presentato il nuovo badge E PERFORMANCE, nato per identificare la sua futura gamma di modelli plug-in. Ma per comprendere il futuro di un&rsquo;azienda bisogna conoscerne la storia e per questo, attraverso un cortometraggio che far&agrave; la gioia degli appassionati, siamo andati a frugare negli archivi del Marchio, ripercorrendo l&rsquo;hall of fame della Casa di Affalterbach. Ad accompagnarci &egrave; Michael Clauss, Head of Archive & Classics Mercedes-AMG, da oltre 40 anni memoria storica del Marchio &lsquo;One man, one engine&rsquo;.</span></span></span></span></span></sub></sup></h2>

<h2>&nbsp;</h2>

<h2>&nbsp;</h2>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<h2><span><span><span><span><span>La pietre miliari di Mercedes-AMG</span></span></span></span></span></h2><p><span>&bull; Nel 1967 a Burgstall Hans-Werner Aufrecht ed Erhard Melcher fondano l'&ldquo;Ingenieurb&uuml;ro - Konstruktion und Versuch zur Entwicklung von Rennmotoren&rdquo; (studio di ingegneria - progettazione e collaudo per lo sviluppo di motori da gara), antesignano di AMG. AMG &egrave; l'acronimo di Aufrecht, Melcher e Gro&szlig;aspach, il luogo di nascita di Aufrecht.</span></p><p><span>&bull; Nel 1971 AMG si fa subito conoscere: la rossa AMG 300 SEL 6.8 conquista agilmente la vittoria di categoria nella 24 Ore di Spa-Francorchamps e si piazza seconda in classifica generale.</span></p><p><span>&bull; Nel 1976 l'azienda viene trasferita ad Affalterbach, dove acquisisce la denominazione odierna. In un padiglione di nuova costruzione l'officina di motori da gara si ingrandisce fino a diventare un costruttore di modelli berlina e coup&eacute; sportivi.</span></p><p><span>&bull; Nel 1984 Erhard Melcher sviluppa in completa autonomia una testata cilindri con moderna tecnica delle quattro valvole. Il gruppo innovativo viene montato come V8 da 5,0 litri sulla Mercedes-Benz 500 SEC.</span></p><p><span>&Egrave; da allora che vige il principio &ldquo;One Man, One Engine&rdquo;.</span></p><p><span>&bull; La nuova testata cilindri trova impiego dal 1986 non solo nella versione AMG della Classe S, ma anche nella berlina e, dal 1987, nel coup&eacute; della classe media (W124). Con una potenza di 265 kW (360 CV) viene battezzata dalla stampa specializzata statunitense &ldquo;The Hammer&rdquo;.</span></p><p><span>&bull; Dal 1988 AMG non costruisce solo le Mercedes-Benz 190 E da corsa, ma si dedica anche al DTM, il Campionato Tedesco Turismo.</span></p><p><span>&bull; La collaborazione con Mercedes-Benz ha inizio nel 1990. Dal 1991 AMG sviluppa e produce vetture di taratura sportiva firmate Mercedes-Benz.</span></p><p><span>&bull; Con la C 36 AMG nel 1993 viene lanciata la prima vettura sviluppata con Daimler-Benz sulla base di un contratto di collaborazione. Con 5.000 esemplari venduti fino al 1997 diventa il primo successo di vendite.</span></p><p><span>&bull; Dal 1999 Mercedes-AMG &egrave; per il 51% di propriet&agrave; DaimlerChrysler.</span></p><p><span>&bull; Nel 2001 il cambio automatico a 5 marce di nuovo sviluppo viene abbinato nella C 32 AMG al V6 Kompressor di 3,2 litri. L'innovativa funzione &ldquo;one-touch&rdquo; permette di selezionare le marce manualmente.</span></p><p><span>&bull; Nel 2005 Mercedes-AMG diventa una consociata al 100% di Daimler AG.</span></p><p><span>&bull; La Mercedes-Benz SLS AMG presentata nel 2009 &egrave; la prima vettura sviluppata interamente da Mercedes-AMG. Tutto il mondo subisce il fascino delle sonorit&agrave;, della dinamica di marcia senza compromessi e delle leggendarie porte ad ali di gabbiano.</span></p><p><span>&bull; Con la SLS AMG GT3 nel 2011 AMG tende l'arco verso il mondo delle gare. La SLS GT3 rappresenta allo stesso tempo l'ingresso di Mercedes-Benz nel customer sport esclusivo.</span></p><p><span>&bull; La Mercedes-AMG GT, presentata nel 2014, &egrave; la seconda vettura sportiva sviluppata in completa autonomia ad Affalterbach da Mercedes-AMG.</span></p><p><span>&bull; Con l'ingresso nel segmento dei modelli compatti e con i modelli 43, AMG amplia la sua gamma e si apre a nuovi target.</span></p><p><span>&bull; Dal 2016 la Mercedes-AMG GT3 continua a essere protagonista della storia del customer sport. Nella 24 Ore ADAC Zurich del N&uuml;rburgring nel 2016 le squadre al volante della Mercedes-AMG GT3 si aggiudicano i primi quattro posti.</span></p><p><span>&bull; Con quasi 100.000 esemplari venduti, Mercedes-AMG affronta il 2017, suo cinquantenario, con un nuovo record di vendite al suo attivo.</span></p><p><span>&bull; Nel settembre del 2017, in occasione del Salone Internazionale dell'Automobile (IAA) di Francoforte, debutta in anteprima mondiale la Mercedes-AMG Project ONE: una due posti supersportiva da 1.000 cavalli di potenza che adotta la moderna ed efficientissima tecnologia ibrida di Formula 1, trasferendola per la prima volta dalla pista alla strada quasi in rapporto 1:1.</span></p><p><span>&bull; Nel 2018, al Salone di Detroit, Mercedes-AMG presenta le motorizzazioni 53 di Classe E e CLS. Elemento centrale dei modelli &egrave; un inedito motore elettrificato da 3,0 litri con sovralimentazione doppia mediante turbocompressore a gas di scarico e compressore elettrico supplementare.</span></p><p><span>&bull; Nel 2020, malgrado le grandi difficolt&agrave; della pandemia, Mercedes-AMG ha venduto 125.129 unit&agrave; in tutto il mondo.</span></p><p><span>A marzo di quest&rsquo;anno Mercedes-AMG ha svelato la strategia che nei prossimi anni vedr&agrave; una forte elettrificazione del Marchio, anche attraverso la collaborazione sempre pi&ugrave; stretta esperti di Formula 1 di Mercedes-AMG High Performance Powertrains (HPP) e del team di F1 Mercedes-AMG Petronas. Per identificare i modelli plug-in la Casa di Affalterbach presenta il badge E PERFORMANCE.</span></p><p><span>&bull; Oggi, con 24 modelli e oltre 50 varianti, Mercedes-AMG vanta oggi la gamma pi&ugrave; ricca e diversificata del segmento premium: compact car, berline, station wagon, coup&eacute;, SUV, cabrio e roadster.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-AMG,Heritage]]></category>
            <pubDate>Tue, 30 Mar 2021 12:54:22 +0200</pubDate>
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                        <title>C’era una volta il Geneva Motor Show: il palcoscenico di molte, importanti première della Stella</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/cera-una-volta-il-geneva-motor-show-il-palcoscenico-di-tante-importanti-premiere-della-stella/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/cera-una-volta-il-geneva-motor-show-il-palcoscenico-di-tante-importanti-premiere-della-stella/</guid><pp:caseid>443487</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li>1961: 60 anni fa la 220&nbsp;SE Coup&eacute; conquist&ograve; il pubblico grazie alla sua eleganza senza tempo</li>
<li>1991: 30 anni fa la premi&egrave;re della Classe S serie 140</li>
<li>1996: 25 anni fa festeggia il suo debutto la prima Classe C Station Wagon</li>
<li>1996: debutta la Classe E Station Wagon (serie&nbsp;210) senza rivali in termini di spazio</li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>In passato, il Salone di Ginevra &egrave; sempre stato il palcoscenico di anteprime assolute per Mercedes-Benz. Uno sguardo al passato riporta alla mente ricordi molto speciali: 60 anni fa l'eleganza discreta della 220 SE Coup&eacute; (W 111) ha entusiasmato il pubblico. Sono passati 30 anni da quando la Classe S serie 140 ha attirato l'attenzione del pubblico a Ginevra. In maniera meno spettacolare, ma comunque di alto profilo per il forte valore in termini di versatilit&agrave;, 25 anni fa due modelli station wagon suscitarono grande attenzione: nel 1996 Mercedes-Benz aggiunse per la prima volta una variante station wagon sportiva (S 202) alla Classe C. E la Classe E station wagon (S 210), presentata nello stesso momento, offriva una disponibilit&agrave; di spazio senza rivali.</span></p><p><span><b>Mercedes-Benz 220 SE Coup&eacute; (W 111)</b>: nel 1961, una delle coup&eacute; pi&ugrave; eleganti della storia del Marchio fu esposta sul Lago di Ginevra. Questo esclusivo e lussuoso modello a due porte - insieme alla versione presentata nell'autunno dello stesso anno - &egrave; stato poi costruito per undici anni, e proposto in una gamma di diverse varianti di motore e trasmissione. Tecnicamente, la 220 SE Coup&eacute; era basata sulla berlina &lsquo;tail fin&rsquo; e, come quest'ultima, era stata assegnata la sigla W 111. L'assemblaggio del pavimento invariato offriva molto spazio per quattro posti e un grande bagagliaio. Tuttavia, il corpo della coup&eacute; era di 80 millimetri pi&ugrave; basso di quello della berlina, quindi solo la griglia del radiatore e i gruppi ottici anteriori potevano essere trasferiti. Il motore a sei cilindri sviluppa 88 kW (120 CV) da una cilindrata di 2,2 litri. Coup&eacute; e Cabriolet sono ancora oggi modelli ambiti: le versioni successive con motori V8, in particolare, sono tra i classici Mercedes-Benz pi&ugrave; ricercati.</span></p><p><span><span>Classe S nella serie 140:</span> introdotta nel 1991, questa prestigiosa berlina di lusso vantava numerose innovazioni, dalla sicurezza e comfort alla sostenibilit&agrave;. Il comfort di marcia, per esempio, era stato notevolmente migliorato rispetto alla precedente serie 126. Con la 600 SE e la 600 SEL, il primo dodici cilindri della Stella su una vettura di serie ha segnato un picco nelle prestazioni con ben 300 kW (408 CV). Con il restyling del 1995, la serie 140 &egrave; stata la prima vettura a presentare il programma elettronico di stabilit&agrave; ESP&reg; e, nel 1996, il sistema di assistenza alla frenata (BAS). La berlina &egrave; stata prodotta fino al settembre 1998 e, oggi, &egrave; una youngtimer molto apprezzata. A partire dal 2021, in Germania, primi esemplari di questo modello sono classificati come beni di rilevanza storica e hanno diritto all'ambita targa &lsquo;H&rsquo;, dove la &lsquo;H&rsquo; sta per &lsquo;veicolo storico&rsquo;.</span></p><p><span><b>La Station Wagon compatta:</b> 25 anni fa, al Salone di Ginevra del 1996, Mercedes-Benz presenta la prima Classe C Station Wagon. Tre anni dopo l'introduzione della Berlina (W 202) nel 1993, la gamma di modelli &egrave; stata ampliata per includere una versione &lsquo;da lavoro&rsquo; sportiva e compatta (S 202). Il volume del bagagliaio compreso tra 465 e 1.510 litri era il pi&ugrave; grande disponibile in questa classe di veicoli. Come per le berline, la station wagon era disponibile nelle versioni CLASSIC, ELEGANCE, ESPRIT e SPORT, in tre motorizzazioni a benzina e due Diesel. Nel corso dei facelift, Mercedes-Benz ha aggiornato pi&ugrave; volte l'aspetto della berlina e della station wagon. Sono state, inoltre, aggiunte nuove varianti di motore, con la C 43 AMG (dal 1997) e la C 55 AMG (dal 1998) come modelli di punta. La Formula 1 ha utilizzato la C 43 AMG Estate come Official Medical Car.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Saloni,Heritage,Classe E,Classe C,Classe S]]></category>
            <pubDate>Tue, 16 Mar 2021 15:30:30 +0100</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/ginevrahistory7.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Ginevra history (7)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz C-Klasse T-Modell (Baureihe 202). Das erste T-Modell der C-Klasse zeigt die Marke erstmals auf dem Auto-Salon Genf 1996. Das Foto zeigt ein C 250 Turbodiesel T-Modell. Aufnahme aus dem Jahr 1996. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Archive: 00173641a)   Mercedes-Benz C-Class Estate (model series 202). The company presented the C-Class Estate for the first time at the 1996 Geneva Motor Show. The photo shows a C 250 Turbodiesel Estate. Photograph from 1996. (Photo signature in the Mercedes-Benz archive: 00173641a) ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Nuova Mercedes-Benz SL: la leggenda è tornata</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/nuova-mercedes-benz-sl-la-leggenda-e-tornata/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/nuova-mercedes-benz-sl-la-leggenda-e-tornata/</guid><pp:caseid>443434</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><span><span><span><span><span>Il 12 marzo 1952, la Stella presenta ai media la sensazionale 300 SL Sport-Prototipo, scegliendo un&rsquo;autostrada come scenario. A partire dal 1954, ha inizio la gloriosa storia della Mercedes-Benz SL, la vettura sportiva derivata da questa auto da corsa di grande successo. C</span></span></span><span><span><span>irca 69 anni dopo, l'ottava generazione di SL sta per entrare nella fase pi&ugrave; intensa del suo sviluppo. Proseguono, infatti le sessioni di test sia su strade aperte al pubblico, che su percorsi speciali chiusi, sulle nevi svedesi.</span></span></span></span></span></span></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span><span><span><span><span><span>Anche se gran parte del lavoro di sviluppo sulla futura SL Roadster, configurata come una 2 posti + 2, &egrave; avvenuta in forma digitale, la parte di prove su strada rimane comunque essenziale. La messa a punto finale del sistema di trazione integrale completamente variabile 4MATIC +, ad esempio, offerto per la prima volta anche nella SL, viene svolta nelle regioni invernali. Anche il tetto in tessuto, completamente ridisegnato, deve dare prova di s&eacute; nelle dure condizioni climatiche nei pressi del Circolo Polare Artico. La dinamica di guida di questa iconica Roadster, che debutter&agrave; entro la fine dell'anno, sar&agrave; presto sottoposta a un perfezionamento finale, tra gli altri, sul tracciato nord del N&uuml;rburgring. Sul circuito da corsa pi&ugrave; impegnativo del mondo, gli specialisti di Mercedes-AMG si assicureranno, infatti, che l&rsquo;ultima interpretazione della SL attinga pi&ugrave; che mai alle sue radici sportive.</span></span></span></span></span></span></p><p><span><span><span><span><span><span>Nel frattempo la nuova SL, di cui in futuro saranno disponibili diverse varianti esclusivamente firmate Mercedes-AMG, rimane fedele anche a virt&ugrave; diverse dalla sua lunga storia: con il suo design unico e i suoi livelli eccezionali di qualit&agrave; e lusso, la nuova generazione di questo leggendario modello continua una storia di successo iniziata nel 1952, anche in termini di esclusivit&agrave;.</span></span></span></span></span></span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Classe SL,Mercedes-Benz Cars,Heritage]]></category>
            <pubDate>Tue, 16 Mar 2021 11:37:48 +0100</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/nuovamercedes-benzsl5.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Nuova Mercedes-Benz SL (5)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Entwicklungsfahrzeuge des neuen Mercedes-AMG SL (Baureihe 232) bei der abschlie&amp;szlig;enden Wintererprobung in Schweden.   Development vehicles of the new  Mercedes-AMG SL (Model 232) at the final winter test in Sweden. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>La storia di Mercedes-Benz Classe C</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/la-storia-di-mercedes-benz-classe-c/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/la-storia-di-mercedes-benz-classe-c/</guid><pp:caseid>438164</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><span><span><span><span>L&rsquo;esordio della classe compatta Mercedes-Benz nel 1982 d&agrave; il via a un futuro doppiamente brillante: &egrave; l'inizio della tradizione della Classe C. &Egrave; anche il segnale di avvio dell&rsquo;offensiva dei modelli del marchio. Questa strategia trasforma Mercedes-Benz da un produttore di alta gamma tradizionale in un marchio di lusso moderno e di ampio respiro. La storia che precede questa evoluzione, per&ograve;, inizia gi&agrave; agli albori dell'automobile. Un assoluto bestseller della Stella che prosegue oggi con la nuova generazione. La &lsquo;Baby Benz&rsquo; &egrave; diventata adulta e ribadisce la propria leadership di ammiraglia del segmento attraverso importanti innovazioni e una gamma completamente elettrificata e declinata in sei versioni: Business, Sport, Premium, Sport Plus, Premium Plus e Premium Pro.</span></span></span></span></span></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span><span><span><span><span><span>Con la berlina, la station wagon, la coup&eacute; e la cabriolet, Mercedes-Benz Classe C &egrave; oggi tanto versatile quanto di successo, ed &egrave; completata da EQC completamente elettrico, da GLC e da GLC Coup&eacute;. La solida storia di questa famiglia di modelli, inizialmente introdotta sul mercato quasi 40 anni fa come classe compatta, inizia con una piccola rivoluzione: i modelli 190 e 190 E della serie W 201 completano le serie gi&agrave; consolidate del segmento superiore e di lusso (Classe S) e della classe media superiore (in seguito Classe E) con una berlina pi&ugrave; compatta e intelligente.</span></span></span></span></span></span></p><p><span><span><span><span><span><span>Veicoli con dimensioni compatte e tecnologia all&rsquo;avanguardia esistono gi&agrave; nella storia di Mercedes-Benz, ben prima della serie W 201. La tradizione di questi progetti e veicoli di serie risale infatti ai primi tempi della storia dell'automobile. Con questi modelli, ingegneri, sviluppatori e designer trasferiscono con successo le loro competenze anche in segmenti inferiori alla classe media superiore, superiore e al segmento di lusso. Alcuni esempi illustrano chiaramente la versatilit&agrave; di questo sviluppo.</span></span></span></span></span></span></p><p><span><span><span><span><span><span>Le automobili compatte di Benz & Cie. e Daimler-Motoren-Gesellschaft</span></span></span></span></span></span></p><p><span><span><span><span><span><span>A soli otto anni dall'invenzione dell'automobile, Carl Benz progetta il modello Velo, lanciato sul mercato nel 1894. Colpisce per la struttura leggera e le misure compatte e diventa il primo veicolo di produzione su larga scala nella storia automobilistica. Nel 1911, in una competizione interna per la realizzazione di un veicolo compatto, Benz&nbsp;& Cie. crea la Benz 8/18 PS. Nello stesso anno, l'allora Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) presenta la sua Mercedes da 8/18 PS. Negli anni &lsquo;20, DMG risponde alla crescente domanda di auto a basso prezzo con l'innovativa autovettura a compressore da 6/25 CV.</span></span></span></span></span></span></p><p><span><span><span><span><span><span>Nuovi sviluppi in Mercedes-Benz</span></span></span></span></span></span></p><p><span><span><span>In Daimler-Benz AG, nata nel 1926 dalla fusione con il nuovo marchio Mercedes-Benz, proseguono i lavori su automobili innovative e compatte. Tra i risultati annoveriamo la Mercedes-Benz 170 (W 15, 1931), i modelli con motore posteriore 130 (W 23, 1934) e 170 H (W 28, 1936) e la Mercedes-Benz 170 V, di grandissimo successo (W 136, 1936). Dopo la seconda guerra mondiale nascono importanti progetti per autovetture compatte, in particolare la serie W 122 negli anni '50 e le serie W 118 e W 119 negli anni '60. Negli anni &lsquo;70, viene infine presa la decisione di sviluppare la classe compatta. Nasce cos&igrave; la serie W 201, lanciata nel 1982.</span></span></span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Classe C]]></category>
            <pubDate>Mon, 01 Mar 2021 09:24:58 +0100</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/c-classhistory12.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[C-Class History (12)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz Kompaktklasse Limousinen der Baureihe 201 (Produktionszeitraum 1982 bis 1993). Von links nach rechts: 190, 190 E, 190 D und 190 E 2.3-16. (Fotosignatur der Mercedes-Benz Classic Archive: 83F183)    Mercedes-Benz compact model Saloons of the 201 model series (production period 1982 to 1993). From left to right: 190, 190 E, 190 D and 190 E 2.3-16. (Photo signature in the Mercedes-Benz Classic archives: 83F183)  ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Mercedes-Benz 500 E: high-performance e understatement per l’uso quotidiano</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-500-e-high-performance-e-understatement-per-luso-quotidiano/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-500-e-high-performance-e-understatement-per-luso-quotidiano/</guid><pp:caseid>418049</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li><strong><span><span><span><span><span>30 anni fa, al Salone dell&rsquo;Automobile di Parigi, Mercedes-Benz presenta la 500 E</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>Modello di punta sportivo della fortunata vettura del segmento E, serie 124</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>Porsche &egrave; partner di progetto per i lavori di sviluppo e montaggio</span></span></span></span></span></strong></li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>500 E: &egrave; sufficiente pronunciare il nome di questo modello per far brillare gli occhi agli appassionati. Su un totale di oltre due milioni di vetture della serie 124 prodotte, il numero di unit&agrave; attribuibile alla sola 500 E (compresa la E 500 e la E 60 AMG), appare piuttosto contenuto: solo 10.479 esemplari, ma fascino esercitato da questo modello e unico e si comprende al primo sguardo osservando i dati tecnici: motore otto cilindri a V, cinque litri di cilindrata, potenza <b>240&nbsp;kW</b> (326 CV), velocit&agrave; massima limitata elettronicamente a 250&nbsp;km/h. Forte di tali valori, nel momento della sua presentazione avvenuta al Salone dell&rsquo;Automobile di Parigi del 1990, questa berlina si inserisce a pieno titolo nel panorama delle auto sportive pi&ugrave; veloci.</span></p>

<p><span>A distinguere nettamente la 500&nbsp;E rispetto alle sue dirette concorrenti fin da subito &egrave; per&ograve; il suo aspetto: una berlina quattro porte nata sotto il segno di sobriet&agrave; e minimalismo. Solo i veri intenditori sono in grado di distinguerla immediatamente dalle sue sorelle meno potenti. Una peculiarit&agrave; che incontra il gusto di appassionati alla ricerca di prestazioni di livello superiore, ma senza ostentazioni. Tanto meglio poi se questo si traduce nel lasciarsi negli specchietti, senza particolare impegno, blasonate auto sportive. Fin dagli esordi, la vettura appare votata ad entrare nell&rsquo;olimpo delle &lsquo;classiche&rsquo;: gi&agrave; poco dopo la fine della produzione, la 500 E diventa un esemplare da collezione molto ambito.</span></p>

<p><span>La serie costruttiva 124 &egrave; sul mercato gi&agrave; da sei anni quando, al Salone dell&rsquo;Automobile di Parigi dal 4 al 14 ottobre del 1990, Mercedes-Benz 500 E viene presentata in livrea argento brillante. &Egrave; una Stella discreta e la sua immagine non suscita quindi grande clamore, almeno a prima vista. Osservandola pi&ugrave; attentamente per&ograve;, si colgono highlight quali i parafanghi anteriori e posteriori che sporgono maggiormente verso l&rsquo;esterno per fare spazio a pneumatici 225/55 R 16. Anche l&rsquo;assetto ribassato di 23 mm e la grembialatura anteriore modificata, con fendinebbia integrati, si lasciano apprezzare come discrete caratteristiche distintive del modello al vertice della gamma. Tanto pi&ugrave; sorprendenti sono quindi per i visitatori del Salone le prestazioni: con il cambio automatico di serie, la vettura raggiunge i 100 km/h in soli 5,9 secondi. Non si fa menzione della velocit&agrave; massima effettivamente raggiungibile &ndash; che viene autolimitata elettronicamente a 250 km/h.</span></p>

<p><span>La 500&nbsp;E deve la sua straordinaria forza di trazione ad un gruppo motore ampiamente collaudato che, nei suoi tratti fondamentali, &egrave; stato mutuato dalla 500&nbsp;SL della serie R&nbsp;129. Il motore V8 (internamente noto come M 119 &egrave; dotato di quattro valvole per cilindro per 4.973 cm<sup>3</sup> di cilindrata) si differenzia da quello della 500 SL per un&rsquo;iniezione di benzina nel condotto d&rsquo;aspirazione a regolazione elettronica &lsquo;Bosch LH-Jetronic&rsquo;, con misurazione della massa d&rsquo;aria a filo caldo, che debutta con Mercedes-Benz. Inoltre il blocco motore &egrave; leggermente pi&ugrave; basso e ora presenta la stessa altezza della versione dell&rsquo;M 119 da 4,2 litri. Per far fronte a velocit&agrave; tanto elevate anche l&rsquo;impianto frenante &egrave; stato derivato dalla serie costruttiva R&nbsp;129. La regolazione antislittamento ASR impedisce il pattinamento delle ruote motrici in caso di scarsa aderenza su fondo sdrucciolevole. Tra le soluzioni di dettaglio adottate su 500 E figura anche lo spostamento della batteria nel bagagliaio che consente di ottimizzare la ripartizione dei pesi.</span></p>

<p><span>Per Mercedes-Benz l&rsquo;impiego di un potente motore in una classe di vetture della categoria immediatamente inferiore non rappresenta una novit&agrave; assoluta. Il miglior esempio in tal senso &egrave; offerto dall&rsquo;adozione dell&rsquo;otto cilindri M 100 (6,3 litri di cilindrata), mutuato dalla berlina di rappresentanza tipo 600 (W 100), nella serie della categoria superiore W 109 degli anni 1966/1967. L&rsquo;ingegnere collaudatore Erich Waxenberger spiana cos&igrave; la strada alla berlina 300 SEL 6.3 (W 109), una vettura giudicata ancora oggi semplicemente strepitosa. Intorno al 1980, gi&agrave; le prime bozze di progettazione della W 124 prendevano seriamente in considerazione il possibile montaggio di un otto cilindri.</span></p>

<p><span>Quando l&rsquo;idea viene ripresa alla fine degli anni &rsquo;80, appare chiara tuttavia la necessit&agrave; di apportare alcune modifiche all&rsquo;avancorpo e di riconsiderare il convogliamento dell&rsquo;aria di raffreddamento. Tuttavia in quegli anni le energie disponibili per i lavori di sviluppo della Casa di Stoccarda vengono assorbite in ampia misura dalla SL della serie 129 e dalla Classe S della serie W 140. Conseguentemente, nel dicembre del 1987 Porsche viene incaricata della progettazione e del collaudo tecnico per la produzione in serie della berlina base W 124 con il motore otto cilindri M 119. Si tratta dello stesso M 119 che, montato sulla Sauber-Mercedes C9 (qui con due turbocompressori) consente a Mercedes-Benz di vincere nell&rsquo;anno 1989 il Campionato del mondo sport prototipi e la 24 Ore di Le Mans.</span></p>

<p><span>Porsche provvede anche al montaggio della 500 E e riceve a tal fine i componenti della carrozzeria dallo stabilimento di Sindelfingen. La carrozzeria viene quindi assemblata da Porsche, quindi verniciata a Sindelfingen e successivamente viene riportata di nuovo a Zuffenhausen. Il montaggio finale con la catena cinematica fornita interamente da Mercedes-Benz &egrave; affidato a Porsche, mentre lo stabilimento Mercedes-Benz di Sindelfingen provvede alla consegna ai Clienti e ai partner della distribuzione.</span></p>

<p><span>Fino all&rsquo;aprile del 1995 lasciano le linee 10.479 esemplari di questa berlina high-performance. Nelle statistiche di produzione, la 500 E viene conteggiata insieme alla E 500 (come viene chiamato a partire da giugno del 1993 il modello top di gamma della serie 124, ormai ribattezzata Classe E), oltre che insieme alla E 60 AMG presentata nel 1993. Su quest&rsquo;ultimo modello, uscito di produzione nel 1995, il motore M 119 vanta 6 litri di cilindrata, grazie alla quale eroga ben <b>280 kW</b> (381 CV) di pura potenza. Nel 1991, con la 400&nbsp;E si unisce alla famiglia W&nbsp;124 un altro modello otto cilindri, <b>205 kW</b> (279 CV) di potenza. Sebbene susciti un interesse mediatico non paragonabile a quello destato dalla 500 E, in termini di vendite la 400 E/E 420 &egrave; nettamente in vantaggio sui modelli pi&ugrave; potenti della serie: 22.802 esemplari.</span></p>

<p><span><span><span>La 500 E costa inizialmente 134.510&nbsp;DM, pi&ugrave; del doppio della 300&nbsp;E, con una dotazione meno ricca e appena <b>132&nbsp;kW</b> (180&nbsp;CV) di potenza con catalizzatore. Al Salone dell&rsquo;Automobile di Ginevra del marzo 1994, Mercedes-Benz presenta un modello speciale limitato a 500 vetture, la E 500 Limited: una versione dall&rsquo;allestimento particolarmente esclusivo, la cui livrea splende nelle verniciature speciali nero zaffiro o argento brillante. Il 1995, anno in cui termina la produzione delle berline della serie 124, &egrave; anche l&rsquo;anno dell&rsquo;addio alla E 500. La tradizione delle berline sportive, che sanno coniugare i pi&ugrave; alti standard di potenza e superiore comfort di viaggio, da quel momento in poi verr&agrave; portata avanti dai modelli AMG di Mercedes-Benz.</span></span></span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Classe E]]></category>
            <pubDate>Thu, 08 Oct 2020 14:50:36 +0200</pubDate>
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                        <title>Ad Auto e Moto d’Epoca 2020 l’anteprima della nuova Classe S</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/ad-auto-e-moto-depoca-2020-lanteprima-della-nuova-classe-s/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/ad-auto-e-moto-depoca-2020-lanteprima-della-nuova-classe-s/</guid><pp:caseid>416417</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><b>Dal 22 al 25 ottobre Mercedes-Benz torna a parlare al cuore degli appassionati in occasione di Auto e Moto d&rsquo;Epoca, tradizionale appuntamento dedicato al mondo dell&rsquo;heritage, che ogni anno apre le porte a visitatori provenienti da tutta Europa. Un nuovo viaggio tra tradizione e innovazione che quest&rsquo;anno vede protagonista la Classe S, da sempre punto di riferimento delle ammiraglie premium, che dedica al Salone di Padova la sua anteprima assoluta per il pubblico europeo, dopo la show premi&egrave;re al Salone di Pechino, lo scorso settembre. Un&rsquo;anteprima che offre l&rsquo;opportunit&agrave; di ripercorrere la storia del modello pi&ugrave; rappresentativo della Casa di Stoccarda, anche attraverso un&rsquo;esclusiva esposizione di &lsquo;oldtimer&rsquo;, selezionate insieme al Mercedes-Benz Registro Italia, il punto di riferimento per gli appassionati del Classic nel nostro Paese.</b></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Mercedes-Benz porta ad Auto e Moto d&rsquo;Epoca 2020, in programma alla Fiera di Padova dal 22 al 25 ottobre, il fascino delle ammiraglie, da sempre ambasciatrici delle grandi innovazioni che hanno rivoluzionato il mondo dell&rsquo;automobile. Un testimone che oggi raccoglie la nuova generazione di Classe S, che far&agrave; la sua premi&egrave;re italiana proprio in occasione del Salone di Padova, accompagnata da alcuni dei modelli rappresentativi della lunga storia dell&rsquo;ammiraglia della Stella.</p>

<p>&ldquo;La Classe S &egrave; stata definita la migliore automobile al mondo, un riconoscimento importante, ma anche una grande responsabilit&agrave;&rdquo;, ha dichiarato Mirco Scarchilli, Responsabile Marketing Communication Experience Mercedes-Benz Italia. &ldquo;A Padova vogliamo raccontare quei valori che, generazione dopo generazione, hanno confermato la nostra ammiraglia come il punto di riferimento dell&rsquo;industria automobilistica in termini di innovazione, da tutti i punti di vista.&rdquo;</p>

<p>Per ripercorrere alcune delle grandi rivoluzioni introdotte da questo modello, le cui origini risalgono al 1951 con il debutto della 220 (W 187), a Padova saranno esposti alcuni tra i modelli pi&ugrave; significativi della Storia di Classe S. Una preziosa selezione di &lsquo;oldtimer&rsquo; curata dal Mercedes-Benz Registro Italia, la &lsquo;casa&rsquo; degli appassionati del Classic nel nostro Paese.</p>

<p>&ldquo;Non &egrave; stato semplice selezionare quattro modelli che potessero raccontare la storia di Classe S. Un heritage unico, costruito attraverso tantissime icone, ognuna con la propria importanza&rdquo;, ha dichiarato Francesco Martella, Presidente del Mercedes-Benz Registro Italia. &ldquo;Cos&igrave; abbiamo scelto quattro valori identificativi di questa ammiraglia e li abbiamo fatti rappresentare da altrettanti modelli: esclusivit&agrave;, innovazione, performance e stile.&rdquo;</p>]]></description><category><![CDATA[Heritage,Ultimissime,Events &amp; Sponsorships]]></category>
            <pubDate>Mon, 28 Sep 2020 17:17:56 +0200</pubDate>
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                        <title>35 anni fa debutta il Modello T della Serie 124</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/35-anni-fa-debutta-il-modello-t-della-serie-124/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/35-anni-fa-debutta-il-modello-t-della-serie-124/</guid><pp:caseid>416354</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li><strong><span><span><span><span><span>Oggi &egrave; una &lsquo;youngtimer&rsquo; particolarmente apprezzata per la sua versatilit&agrave; e per il suo elevato potenziale come &lsquo;cult car&rsquo;</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>A partire dal 1993, &egrave; il primo Modello T della Stella a fregiarsi del nome Classe E</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>Presentazione al Salone Internazionale dell&rsquo;Automobile del 1985</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>Oggi &egrave; una &lsquo;youngtimer&rsquo; particolarmente apprezzata per la sua versatilit&agrave; e per il suo elevato potenziale come &lsquo;cult car&rsquo;</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>A partire dal 1993, &egrave; il primo Modello T della Stella a fregiarsi del nome Classe E</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>Presentazione al Salone Internazionale dell&rsquo;Automobile del 1985</span></span></span></span></span></strong></li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>35 anni fa Mercedes-Benz scriveva un nuovo capitolo di una storia di successo: il Modello T della Serie 124 debutta al Salone Internazionale dell&rsquo;Automobile (IAA) di Francoforte, nel settembre 1985. &Egrave; in assoluto la prima &lsquo;familiare&rsquo; del Marchio a essere chiamata Classe E e la seconda station wagon nella storia della Classe E. Il Modello T &ndash; dove &lsquo;T&rsquo; sta per &lsquo;turismo e trasporto&rsquo; &ndash; &egrave; strettamente legato alla berlina presentata nel dicembre 1984. In un secondo momento, le versioni coup&eacute; (1987) e cabriolet (1991) sono state aggiunte alla Serie 124 come tipo di carrozzeria a s&eacute; stante. Senza dimenticare le berline a passo lungo e gli autotelai per allestimenti speciali a passo corto e lungo. Fino al 1996, nello stabilimento Mercedes-Benz di Brema vengono prodotti complessivamente 340.503 esemplari di questa station wagon che rispecchia uno stile di vita. La S 124 &ndash; questa la denominazione interna &ndash; si &egrave; affermata ormai da tempo come un&rsquo;apprezzata &lsquo;youngtimer&rsquo; in virt&ugrave; della sua versatilit&agrave; e del suo elevato potenziale come &lsquo;cult car&rsquo;.</p>

<p>Il Modello T &egrave; un altro pezzo di bravura del Centro Stile, realizzato sotto la guida di Bruno Sacco. A prima vista, il frontale e la parte centrale della berlina e della station wagon appaiono identici. In realt&agrave;, ci sono sottili differenze. Per esempio, il tetto del Modello T &egrave; leggermente pi&ugrave; alto rispetto a quello della berlina. I progettisti e gli ingegneri riescono a implementare questa differenza secondo un&rsquo;estetica armoniosa, sagomando la superficie di lamiera tra la piega sopra le porte ed i listelli di copertura verso il centro del tetto con un profilo leggermente pi&ugrave; discendente. La parte posteriore, caratterizzata da un volume di spazio maggiore, modifica le doti aerodinamiche: il Modello T ha un valore C<sub>x</sub>&nbsp;pari a&nbsp;0,340, mentre quello della berlina si attesta su&nbsp;0,300.</p>

<p>Il pianale viene modificato nella zona posteriore per creare una superficie di carico piatta. Poich&eacute; il serbatoio carburante della berlina, posizionato dietro lo schienale del sedile posteriore, risulterebbe d&rsquo;ingombro, per la station wagon si decide di installarlo sotto il pianale della vettura nella parte posteriore. Il particolare design del lato superiore del serbatoio e del pianale della vettura con superfici di contatto inclinate contribuisce a migliorare la sicurezza passiva: in caso di tamponamento con deformazione dei longheroni longitudinali, infatti, il serbatoio carburante viene spinto verso il basso e trattenuto da funi di ritegno.</p>

<p><b>Turbodiesel in esclusiva per il Modello T</b></p>

<p>La gamma di modelli della station wagon comprende inizialmente motorizzazioni con una fascia di potenza che spazia dai <b>53 kW</b> (72 CV) della 200 TD fino ai <b>138 kW</b> (182 CV) della 300 TE. La gamma di modelli si differenzia in dettaglio dalle berline come segue: per quanto riguarda la Serie 124, per esempio, il modello 300 TD TURBO, equipaggiato con il sei cilindri turbodiesel OM 603 D 30 A da 3,0 litri con <b>105 kW</b> (143 CV) di potenza, &egrave; disponibile esclusivamente nella versione station wagon. Il propulsore &egrave; inoltre montato sulla 300 SDL, ossia il modello di esportazione della Classe S destinato al Nord America. Anche la 300 TD TURBO &egrave; stata in un primo tempo prodotta per l&rsquo;esportazione, ma dal 1987 diventa disponibile anche in Germania. Tutti i modelli station wagon con motore a benzina, inizialmente ad eccezione della 200 T, sono dotati, a richiesta, di un sistema di depurazione dei gas di scarico con catalizzatore regolato a tre vie. In alternativa, &egrave; disponibile la cosiddetta &lsquo;versione R&Uuml;F&rsquo;: priva di catalizzatore e sonda lambda, ma con il sistema multifunzionale di preparazione della miscela e di accensione. Per le versioni R&Uuml;F, il montaggio a posteriori con catalizzatore regolato pu&ograve; essere realizzato con estrema facilit&agrave;. Da settembre 1986, il catalizzatore &egrave; compreso nella dotazione di serie di tutti i modelli station wagon con motore a benzina.</p>

<p>Per quanto riguarda il telaio, l&rsquo;assale anteriore con ammortizzatori monotubo della station wagon &egrave; lo stesso della berlina. Le sospensioni posteriori multilink sono fornite di serie con la regolazione del livello idropneumatica. Inoltre, a differenza del predecessore, i modelli station wagon della Serie 124 presentano rapporti di trasmissione al ponte pi&ugrave; corti rispetto alle berline.</p>

<p><b>Evoluzione di successo</b></p>

<p>Fin dal principio, la station wagon Serie 124 ha riscosso grande successo e non ha mai smesso di essere apprezzata dai suoi Clienti anche dopo due restyling e per tutto il periodo di produzione di oltre dieci anni. Questo risultato &egrave; anche frutto di un&rsquo;attivit&agrave; di sviluppo e perfezionamento continua. Gi&agrave; in occasione della IAA del 1985, per esempio, il sistema 4MATIC, ossia il nuovo concept di trazione integrale per autovetture, viene presentato sulla 300 TE e sulla 300 TD TURBO. Da aprile 1987, ha inizio la produzione in serie della 300 TE 4MATIC, a cui segue la 300 TD TURBO 4MATIC dall&rsquo;agosto dello stesso anno. La complessa trazione integrale ha un sovrapprezzo di 12.000 DM.</p>

<p>Nel settembre 1989, Mercedes-Benz sottopone i modelli station wagon Serie 124 a un profondo restyling. Le caratteristiche esterne comprendono, tra l&rsquo;altro, porte e sottoporta rivestiti in plastica, retrovisori esterni verniciati e numerosi listelli cromati. I cristalli laterali pi&ugrave; robusti riducono il livello di rumorosit&agrave; all&rsquo;interno dell&rsquo;abitacolo, mentre i sedili ridisegnati accrescono il comfort. Il nuovo pacchetto sportivo, disponibile a richiesta per tutti i modelli a due ruote motrici, comprende assetto ribassato, ruote pi&ugrave; larghe e sedili anteriori con un migliore sostegno laterale, volante in pelle e leva del cambio rivestita in pelle.</p>

<p>Gi&agrave; nel settembre 1988, la 200 TE va ad arricchire la gamma come modello entry-level equipaggiato con motore ad iniezione. Nel 1988 e nel 1989, i motori diesel vengono dotati di una precamera con iniezione obliqua per ridurre le emissioni di particolato e di sostanze inquinanti. Nell&rsquo;ambito del restyling, il motore a sei cilindri M 104 a quattro valvole per cilindro viene adottato sulla nuova 300 TE-24 <b>(162 kW/</b>220 CV). Da giugno 1990, la 250 TD Turbo viene prodotta esclusivamente per l&rsquo;esportazione in Italia. Nel settembre 1992, i motori a quattro cilindri a quattro valvole della Serie M 111 prendono il posto dei predecessori della Serie M 102 sulla 200 TE e sulla 220 TE. Il precedente motore M 104 da tre litri della 300 TE viene ulteriormente sviluppato in due versioni con cilindrata di 3,2 e 2,8 litri per la 320 TE e la 280 TE. Sempre dal 1992, airbag, chiusura centralizzata e retrovisori esterni regolabili elettricamente entrano a far parte della dotazione di serie delle station wagon Serie 124.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 28 Sep 2020 11:32:57 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/modelt3.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Model T (3)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz T-Modell der Baureihe 124, Exterieur. Foto aus dem Jahr 1985.   Mercedes-Benz 124 model series estate, exterior. Photograph from 1985. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>120 anni fa nasceva il radiatore con celle a nido d’ape</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/120-anni-fa-nasceva-il-radiatore-con-celle-a-nido-dape/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/120-anni-fa-nasceva-il-radiatore-con-celle-a-nido-dape/</guid><pp:caseid>415456</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li><span><span><span><span><span>Raffreddamento efficace: il presupposto per motori ad alte prestazioni</span></span></span></span></span></li>
<li><span><span><span><span><span>Wilhelm Maybach introduce il radiatore con celle a nido d&rsquo;ape per la prima volta sulla Mercedes 35 PS</span></span></span></span></span></li>
<li><span><span><span><span><span>Grintose mascherine del radiatore diventano il segno distintivo del design Mercedes-Benz</span></span></span></span></span></li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span><span><span><span><span>Un sistema di raffreddamento efficace del motore a combustione &egrave; un presupposto fondamentale per avere motori ad alte prestazioni. Il progettista Wilhelm Maybach &egrave; stato il primo a dimostrarlo, gi&agrave; 120 anni fa. Il 20 settembre 1900 fece richiesta di brevetto per il cosiddetto radiatore a nido d&rsquo;ape. Con la vettura in movimento, tanti tubi uno accanto all&rsquo;altro &ndash; che visti frontalmente ricordano la forma di un nido d&rsquo;ape &ndash; vengono attraversati dal vento di marcia e raffreddano in modo efficace il liquido di raffreddamento riscaldato dalla combustione del motore, che viene fatto poi passare attraverso il radiatore. Il sistema fu progettato come radiatore verticale sporgente e debutt&ograve; nel 1900 su una Mercedes 35 PS. La forma in funzione dell&rsquo;utilizzo: il raffreddatore ad alte prestazioni &egrave; cos&igrave; diventato un tratto distintivo delle auto moderne. Non solo: nel corso dei decenni, lo scambiatore di calore pronunciato sul frontale &egrave; diventato per la Casa di Stoccarda un elemento di design caratteristico, e la griglia frontale rimane tale ancora oggi.</span></span></span></span></span></p>

<p><span><span><span><b><span><span>L&rsquo;antefatto</span></span></b> <span><span>Le prime vetture dopo l&rsquo;invenzione dell&rsquo;automobile di Carl Benz, nel 1886, non avevano ancora un circuito di raffreddamento chiuso. Il liquido di raffreddamento riscaldato dal calore emanato dal motore evaporava. Il rabbocco faceva parte dell&rsquo;esperienza di guida. Con le potenze sempre pi&ugrave; elevate dei motori di oggi tutto questo non sarebbe possibile.</span></span></span></span></span></p>

<p><span><span><span><b><span><span>Accettare la sfida</span></span></b> <span><span>Wilhelm Maybach (1846 &ndash; 1929) &egrave; stato il primo progettista di automobili a trovare una soluzione in tempi rapidi. Nel 1897 questo geniale ingegnere, insieme a Gottlieb Daimler, present&ograve; il radiatore tubolare. Lo stesso Maybach lo descriveva come &ldquo;un apparecchio per raffreddare l&rsquo;acqua che scorre intorno ai cilindri dei motori a scoppio, composto da un recipiente piatto attraversato da tanti tubi, per cui un flusso d&rsquo;aria generato da un adeguato dispositivo di ventilazione estrae il calore dal liquido di raffreddamento&rdquo;. I tubi sono in ottone, poich&eacute; questa lega di rame e zinco ha un&rsquo;ottima conducibilit&agrave; termica. Il debutto del nuovo sistema di raffreddamento &egrave; avvenuto nel settembre del 1898 sul primo veicolo stradale al mondo con motore a quattro cilindri: si tratta del motore della Ph&ouml;nix-Wagen con una cilindrata da 2,1 litri e una potenza di circa <b>5,8 kW</b> (8 cavalli).</span></span></span></span></span></p>

<p><span><span><span><b><span><span>La svolta</span></span></b> <span><span>Il 20 settembre 1900 Maybach fece richiesta di brevetto per il radiatore a nido d&rsquo;ape come &ldquo;dispositivo per il raffreddamento e la condensazione con il principio del flusso trasversale&rdquo;. L&rsquo;8 agosto 1901 l&rsquo;Ufficio Federale Brevetti tedesco assegn&ograve; all&rsquo;invenzione il numero 122.766. Si tratta di un ulteriore sviluppo del radiatore tubolare: Wilhelm Maybach fece saldare un innovativo radiatore composto da 8.070 tubi a sezione quadra e con diametro di 6X6 millimetri. Le ampie superfici interne di questi tubi, insieme ai piccoli spazi tra un tubo e l&rsquo;altro, miglioravano notevolmente l&rsquo;efficacia del raffreddamento rispetto ai tubi rotondi e permettevano di aumentare in modo significativo la potenza del motore.</span></span></span></span></span></p>

<p><span><span><span><b><span><span>Alta efficienza</span></span></b> <span><span>Rispetto alla Ph&ouml;nix-Wagen del 1898, con il nuovo e potente gruppo motore Mercedes da <b>26 Kw</b> (35 CV) del 1900, la richiesta di acqua era dimezzata, passando da 18 a 9 litri ogni 100 chilometri. In altre parole: per ogni CV su questa distanza non erano pi&ugrave; necessari 2,25 litri di acqua per il raffreddamento, ne servivano infatti solo 0,26 litri. Un piccolo ventilatore nascosto dietro al radiatore migliorava inoltre la potenza di raffreddamento nei percorsi pi&ugrave; lunghi. Il nuovo radiatore ad alte prestazioni risolveva cos&igrave; i problemi di raffreddamento delle vetture: ad oggi i radiatori delle auto funzionano ancora secondo questo principio.</span></span></span></span></span></p>

<p><span><span><span><b><span><span>Debutto</span></span></b> <span><span>Il radiatore a nido d&rsquo;ape venne usato per la prima volta in condizioni d&rsquo;impiego reali sulla Mercedes 35 PS, la nuova vettura ad alte prestazioni della Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG). Un&rsquo;auto che fece la storia. Dopo le prime carrozze a motore, sar&agrave; la comparsa di questa vettura, la prima auto moderna della storia, a dettare la tendenza, innescando una vera rivoluzione in termini costruttivi. Silhouette sinuosa, elevata potenza del motore, radiatore a nido d&rsquo;ape, cofano motore in posizione ribassata, passo lungo, cambio a settori, sterzo inclinato, ruote della stessa dimensione su entrambi gli assi e peso ridotto: ecco i tratti distintivi che hanno segnato un deciso cambio di rotta.</span></span> </span></span></span></p>

<p><span><span><span><b><span><span>Icona di stile da decenni</span></span></b> <span><span>Il design della Mercedes 35&nbsp;PS &egrave; definito in larga misura dal radiatore esposto al flusso d&rsquo;aria, imitato da molti costruttori. L&rsquo;Allgemeine Automobil-Zeitung, numero 51-52/1902, scrive cos&igrave; a proposito della Mercedes-Simplex al Salone dell&rsquo;Automobile di Parigi: &ldquo;Nonostante fosse una soluzione praticamente sconosciuta nell&rsquo;ultimo &lsquo;Salon&rsquo;, il radiatore a nido d&rsquo;ape, che influenza in parte anche le linee complessive dell&rsquo;auto, &egrave; diventato un modello ispiratore per la maggior parte dei costruttori francesi&rdquo;. Proprio come il radiatore a punte verticale, che per decenni &egrave; stato un elemento di design distintivo. A partire dalla Mercedes-Benz 170 (W 15) del 1931 viene nascosto un radiatore piatto dietro una griglia, integrata nel cofano motore e che, con la sua forma a freccia, riproduce il radiatore a punte. La griglia cromata &egrave; diventata un elemento di riconoscimento centrale per il Marchio. Ora pi&ugrave; piatta, pi&ugrave; allungata e riprogettata pi&ugrave; volte, &egrave; ancora oggi una peculiarit&agrave; della Casa di Stoccarda.</span></span></span></span></span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 21 Sep 2020 09:59:29 +0200</pubDate>
            <enclosure url="https://content.presspage.com/uploads/1887/500_radiatore1.jpg?10000" length="0" type="image/jpg" />
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/radiatore1.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Radiatore (1)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Darstellung des von Wilhelm Maybach entwickelten Bienenwabenk&amp;uuml;hlers, der zum ersten Mal im Mercedes 35 PS zum Einsatz kommt. Die Leistungssteigerung gegen&amp;uuml;ber den Vorg&amp;auml;ngertypen wird zum Teil erst durch den besonders effizienten Bienenwabenk&amp;uuml;hler erm&amp;ouml;glicht. Die hier abgebildete oben abgerundete K&amp;uuml;hlerform entspricht der ab 1903 verwendeten Ausf&amp;uuml;hrung.   Illustration showing the honeycomb radiator developed by Wilhelm Maybach, which was used for the first time on the Mercedes 35 HP. The improved performance compared to the preceding models was attributable in part to the particularly efficient honeycomb radiator. The radiator design shown here with a rounded top corresponds to the variant which was used as of 1903. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Carlotta e Carlchen sono le mascotte del Mercedes-Benz Museum</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/carlotta-e-carlchen-sono-le-mascotte-del-mercedes-benz-museum/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/carlotta-e-carlchen-sono-le-mascotte-del-mercedes-benz-museum/</guid><pp:caseid>414932</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li><strong><span><span><span><span><span>Le due nuove mascotte daranno il benvenuto ai visitatori di tutte le et&agrave;</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>Carlotta rappresenter&agrave; l&rsquo;immagine del museo e Carlchen un'automobile dai tratti umani e l'inconfondibile stella Mercedes sul radiatore</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>L&rsquo;anteprima di Carlotta &egrave; in programma il 3 ottobre 2020 con tre spettacoli</span></span></span></span></span></strong></li>
<li><strong><span><span><span><span><span>La prevendita dei biglietti online &nbsp;<a href="file:///C:/Users/VODINZO/AppData/Local/Packages/Microsoft.MicrosoftEdge_8wekyb3d8bbwe/TempState/Downloads/all’indirizzo:%20https:/museum-ticket.mercedes-benz.com/">all&rsquo;indirizzo: https://museum-ticket.mercedes-benz.com/</a></span></span></span></span></span></strong></li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<h3><span><span><span><span><span><span>Il Mercedes-Benz Museum di Stoccarda sar&agrave; rappresentato da due mascotte: Carlotta e Carlchen. Entrambi appariranno come una coppia su materiali adatti ai bambini e come figure caratterizzanti per articoli di merchandising. Carlotta avr&agrave; anche la sua parte da solista: &egrave; stata, infatti, pensata per rappresentare il museo sia in forma digitale che fisica, con un ruolo da protagonista in molti eventi come figura identificativa del museo. Carlotta far&agrave; la sua prima apparizione ad un evento in pubblico il prossimo 3 ottobre.</span></span></span></span></span></span></h3>

<h3><span><span><span><span><span><span>Il direttore del Mercedes-Benz Museum Monja B&uuml;dke ha dichiarato: "La nostra idea era di creare personaggi riconoscibili con cui i bambini e gli adulti si identifichino. Sono mamma di due bambini, so quanto sia positivo l'effetto dei personaggi animati. Il risultato &egrave; un duo simpatico: Carlotta come immagine del museo e il suo compagno Carlchen come un'auto, ovviamente portando la stella sul cofano."</span></span></span></span></span></span></h3>

<p><span><span><span><b><span>Il debutto di Carlotta con molti amici da Stoccarda e dintorni</span></b></span></span></span></p>

<h3><span><span><span><span><span><span>Pi&ugrave; di 20 mascotte, provenienti da enti e istituzioni di Stoccarda e della Regione faranno la loro apparizione alla prima di Carlotta al Mercedes-Benz Museum il 3 ottobre 2020, tra cui Hirsch e Greif, due figure araldiche associate allo stato tedesco del</span> <span>Baden-W&uuml;rttemberg, i classici personaggi della Svevia, &Auml;ffle e Pferdl, la mascotte del football club VfB Stugarttt, Fritzle e tanti altri. Il 3 ottobre 2020, Carlotta e le mascotte in visita porteranno in scena tre spettacoli nella Sala Grande del Museo Mercedes-Benz (10 a.m., 12.00 e 2.00), organizzati dal gruppo teatrale improvvisato di Stoccarda, Kanonenfutter. I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati online al prezzo di un biglietto d'ingresso standard del museo o al</span> &nbsp;<a href="https://museum-ticket.mercedes-benz.com/">botteghino del museo a https://museum-ticket.mercedes-benz.com/</a> <span>.</span></span></span></span></span></span></h3>

<p><span><span><span><b><span>Design digitale di studiokurbos</span></b></span></span></span></p>

<h3><span><span><span><span><span><span>Lo Studio studiokurbos di Stoccarda ha progettato le due figure - inizialmente come grafica bidimensionale, in seguito come modelli digitali tridimensionali. Il risultato sono due simpatici personaggi: Carlotta, una figura che cattura le linee architettoniche distintive del museo, create dall&rsquo;UNStudio van Berkel & Bos (Amsterdam), e Carlchen, un'automobile dai tratti umani e dall'inconfondibile stella Mercedes sul radiatore. Entrambe le figure rappresentano il museo e il suo contenuto. Questo vale anche per i nomi che nascono da un gioco di parole che incorporano la parola "auto" e "Carl" (per Carl Benz), perfetti per il Mercedes-Benz Museum.</span> </span></span></span></span></span></h3>

<h3><span><span><span><span><span><span>Dennis Moser di studiokurbos ha dichiarato: "La sfida pi&ugrave; grande per noi designer &egrave; stata creare il personaggio di Carlotta, basato su un'icona come il Mercedes-Benz Museum. Ci siamo posti il compito di dare vita all'edificio, rendendo giustizia al Marchio. Non vediamo l'ora di assistere alle reazioni dei visitatori del Mercedes-Benz Museum."</span></span></span></span></span></span></h3>

<p><span><span><span><b>Carlotta come</b> <b><span><span>implementazione scultorea</span></span></b></span></span></span></p>

<h3><span><span><span><span><span><span>La societ&agrave; Steegm&uuml;ller Sculptures ha utilizzato i disegni digitali per dare vita alla figura di Carlotta. L'azienda, con sede a Ostfildern in Germania, &egrave; specializzata nel trasformare i modelli in sculture animate.</span></span></span></span></span></span></h3>

<h3><span><span><span><span><span><span>J&ouml;rg Steegm&uuml;ller ha spiegato: "La sfida particolare nella creazione del costume era quella di mantenere le proporzioni di base dell'architettura del Mercedes-Benz Museum, semplificandola al massimo per adattarsi all'estetica del fumetto. Nella creazione di questa figura, &egrave; stato fondamentale garantire che fosse immediatamente riconoscibile. Allo stesso tempo, era importante avere un viso accattivante, posizionato in modo appropriato con occhi aperti e attraenti. Mi sono subito innamorato del risultato.&rdquo;</span></span></span></span></span></span></h3>

<h3><span><span><span><span><span><b><span>Figura popolare e figura di identificazione in numerosi altri eventi</span></b></span></span></span></span></span></h3>

<h3><span><span><span><span><span><span>In futuro, gli appassionati del Mercedes-Benz Museum potranno incontrare Carlotta in numerose occasioni: dopo il suo debutto all'inizio di ottobre, la mascotte parteciper&agrave; agli eventi e sar&agrave; anche in giro per museo nei fine settimana. Che si tratti del botteghino del museo, dell'area campus per bambini e giovani o delle sale espositive, Carlotta porter&agrave; divertimento e gioia in ogni occasione, invitando i visitatori ad una giocosa e piacevole interazione, sempre disponibile a lasciare ricordi memorabili attraverso una foto o un selfie.</span></span></span></span></span></span></h3>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Wed, 16 Sep 2020 11:29:10 +0200</pubDate>
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                        <title>Al Mercedes-Benz Museum rinasce il drive-in</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/al-mercedes-benz-museum-rinasce-il-drive-in/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/al-mercedes-benz-museum-rinasce-il-drive-in/</guid><pp:caseid>394656</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong><span><span><span>Sono tanti gli effetti della pandemia del Coronavirus, fortunatamente non tutti negativi, ad esempio, sta regalando nuova popolarit&agrave; ai cinema drive-in, dando loro anche nuove interpretazioni. Oggi a bordo della propria vettura &egrave; possibile assistere a proiezioni, letture, spettacoli teatrali e concerti e si possono perfino festeggiare matrimoni. In questi tempi il vantaggio consiste nella possibilit&agrave; di garantire il distanziamento sociale anche in occasione di grandi eventi. &Egrave; possibile applaudire con il clacson o, ad esempio, attraverso uno smartphone dotato di una speciale app per applausi, evitando di disturbare i residenti.</span></span></span></strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span><span><span>Il primo drive-in viene aperto nel 1933 nel New Jersey, USA. In Germania questa stessa &lsquo;prima cinematografica&rsquo; ha luogo nel 1960, quindi 60 anni fa, a Gravenbruch, vicino a Francoforte sul Meno &ndash; una zona nella quale in quegli anni erano di stanza molti soldati americani. In tutto il mondo i drive-in vivono il periodo di massimo splendore negli anni Cinquanta e Sessanta.</span></span></span></p>

<p><span><span><span>La soluzione pi&ugrave; comune &egrave; un parcheggio trasformato in un drive-in, in questo caso snack e bevande si portano da casa. Nei drive-in stabili, i veicoli sono parcheggiati in modo sfalsato per una visione perfetta, mentre un &lsquo;diner&rsquo; assicura il catering nel giusto stile. Naturalmente vanno per la maggiore pop-corn e bibite analcoliche.</span></span></span></p>

<p><span><span><span>Spesso lo schermo &egrave; insolitamente grande ed il proiettore deve essere quindi molto potente. L&rsquo;audio viene trasmesso direttamente nei veicoli, perch&eacute; utilizzando altoparlanti esterni sarebbe necessario un enorme volume. Gli odierni cinema drive-in trasmettono l&rsquo;audio ai sound-system dei veicoli attraverso frequenze FM. &Egrave; sufficiente sintonizzare l&rsquo;autoradio, ad esempio, su 89,0 MHz e l&rsquo;ascolto &egrave; assicurato.</span></span></span></p>

<p><span><span><span>Una volta le cose funzionavano diversamente. Per un ascolto individuale, attraverso il finestrino veniva fatto passare un altoparlante mono (con relativo cavo), che poteva poi essere appeso sul lato interno del cristallo o posizionato in un altro punto all&rsquo;interno dell&rsquo;abitacolo. L&rsquo;altoparlante &lsquo;Klangfilm&rsquo; &egrave; stato prodotto da una societ&agrave; affiliata di Siemens, fondata alla fine degli anni Venti e specializzata in tecnologia del suono per il cinema.</span></span> <span><span>Il</span></span> <span><span>&lsquo;Klangfilm&rsquo; &egrave; integrato in un robusto alloggiamento in getto metallico. Il volume poteva essere regolato a piacere tramite una manopola.</span></span> </span></p>

<p><span><span><span>A partire dagli anni Cinquanta, il fenomeno della motorizzazione di massa e la libert&agrave; assicurata dalla mobilit&agrave; individuale contribuiscono al successo dei drive-in. Si apre cos&igrave; un capitolo molto speciale della cultura automobilistica. Il grande schermo sotto il cielo stellato &egrave; gi&agrave; di per s&eacute; uno splendido cinematografo. A ci&ograve; si aggiunge poi il comfort del proprio veicolo.</span></span></span></p>

<p><span><span><span>Uno spazio privato, ammesso che si guardasse il film. Si mormora infatti con insistenza che non poche coppie godessero anche dell&rsquo;intimit&agrave; ottenuta con improvvisati separ&eacute; portati da casa.</span></span></span></p>

<p><span><span><span>Il cinema drive-in vive oggi un nuovo periodo d&rsquo;oro come forma di moderno intrattenimento al di fuori delle proprie mura domestiche. In molti luoghi del mondo, gli esercenti cinematografici conquistano i propri spettatori in spazi all&rsquo;aperto o parcheggi, offrendo un programma completo.</span></span></span></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Heritage,Events &amp; Sponsorships]]></category>
            <pubDate>Wed, 24 Jun 2020 15:33:00 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/mbdrivein2.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[MB Drive IN (2)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[2011 und 2013 gab es auf dem Au&amp;szlig;engel&amp;auml;nde des Mercedes-Benz Museums ein tempor&amp;auml;res Autokino. Der Clou: Die G&amp;auml;ste nahmen Platz in Klassikern mehrerer Epochen aus der unternehmenseigenen Fahrzeugsammlung. Foto von 2011.   There was a temporary drive-in cinema in the area outside the Mercedes-Benz Museum in 2011 and 2013. The highlight: Guests took their seats in classics from several eras from the company&amp;rsquo;s own vehicle collection. Photo from 2011. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Il volante: da semplice timone a centro di comando</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/il-volante-da-semplice-timone-a-centro-di-comando/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/il-volante-da-semplice-timone-a-centro-di-comando/</guid><pp:caseid>389431</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong><span>Sulla nuova</span> <span>Classe E</span> <span>debutta</span> <span>una nuova generazione di volanti</span> <span>capacitivi completamente digitalizzati. Il bordo contiene una striscia</span> <span>sensore a due zone che rileva se le mani del conducente stanno</span> <span>impugnando il volante</span><span>. Il primo passo verso</span> <span>una concezione moderna di volante risale a</span> <span>ben</span> <span>120 anni fa</span><span>, a</span><span>ll'allora Daimler-Motoren-Gesellschaft</span><span>,</span> <span>passando da una semplice</span> <span>leva</span> <span>o</span> <span>manovella di sterzo ad una pi&ugrave; funzionale ruota sterzante</span><span>. Ci&ograve; ha portato allo sviluppo dell'odierno centro di comando high-tech, che</span> <span>oltre ad una millimetrica</span> <span>precisione di sterzata, consente</span> <span>di gestire</span> <span>in modo</span> <span>semplice</span> <span>i dispositivi</span> <span>di comfort e assistenza.</span></strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Sviluppatori e progettisti lavorano fianco a fianco concentrandosi sul perfezionamento di ogni dettaglio. Ad esempio, ogni millimetro di una scheda elettronica <span>determina lo stile con cui la superficie pu&ograve; essere progettata. &Egrave; tutta una questione di look e, soprattutto, di tecnologia tattile. "Il design del volante &egrave; un mondo a s&eacute; stante e una sfida molto particolare che viene spesso sottovalutata", ha dichiarato Hans-Peter Wunderlich, Creative Director Interior Design di Mercedes-Benz,</span> che progetta volanti da circa 20 anni. "Oltre al sedile, il volante &egrave; l'unico componente del veicolo con cui abbiamo un contatto fisico intenso. La punta delle dita percepisce dettagli che normalmente non notiamo. Se un'irregolarit&agrave; &egrave; fastidiosa o il volante non si adatta perfettamente nelle nostre mani, non ci piace. Questa sensazione tattile viene inviata al cervello come feedback e determina un elemento di giudizio dell&rsquo;auto." La connessione emotiva con un'auto si crea cos&igrave; attraverso il senso del tatto.</p>

<p><strong>Tutte senza volante - le prime auto</strong></p>

<p>La prima automobile al mondo, brevettata di Carl Benz del 1886, era senza. Proprio come la &lsquo;Stahlradwagen&rsquo; progettata da Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach nel 1889, entrambe non avevano un volante. Erano dotate solo di una semplice leva di sterzo o manovella di sterzo perch&eacute; al momento, i conducenti di carrozze erano abituati a tirare le redini a destra o sinistra per dirigere i cavalli nella direzione desiderata.</p>

<p><strong>Il primo volante debutta nel 1894, nella prima gara automobilistica al mondo</strong></p>

<p>L'ingegnere francese Alfred Vacheron &egrave; considerato l'inventore del volante. In occasione della prima gara automobilistica al mondo &ndash; da Parigi a Rouen nel luglio 1894 &ndash; aveva installato un volante al posto della solita leva dello sterzo nella sua Panhard & Levassor, alimentata da un motore Daimler. Ha raggiunto il suo obiettivo &ndash; un migliore controllo &ndash; perch&eacute; il movimento dello sterzo delle ruote anteriori poteva essere distribuito su pi&ugrave; giri del piantone, da una posizione centrale neutra fino a quando non si fermava. Ci&ograve; ha permesso una sterzata pi&ugrave; precisa e quindi velocit&agrave; pi&ugrave; elevate. Anche se il francese a fine gara si piazzo solo undicesimo, il volante fece una grande differenza.</p>

<p><strong>La Mercedes Simplex con piantone inclinato e comandi di funzione del motore</strong></p>

<p>Nel 1900, Daimler-Motoren-Gesellschaft equipaggi&ograve; anche la sua auto da corsa Phoenix con un volante. In questo caso il piantone &egrave; stata inclinata, il che ne ha reso molto pi&ugrave; facile la manovrabilit&agrave;. Tuttavia, ogni movimento di sterzata richiedeva un grande sforzo. Nei modelli Mercedes Simplex introdotti nel 1902, sul volante c'erano delle leve supplementari, utilizzate per regolare le funzioni essenziali del motore, come la tempistica di accensione e la miscela aria/carburante.</p>

<p><strong>Dal 1920 al 40: un volante imponente con horn ring</strong></p>

<p>Mentre le leve per la regolazione manuale della miscela di combustibile e l'accensione sono diventate gradualmente superflue grazie all'ulteriore sviluppo dei motori, una funzione aggiuntiva &egrave; rimasta dai primi giorni della vettura fino ad oggi: l&rsquo;horn ring. La forma pi&ugrave; semplice di quella che &egrave; oggi la comunicazione car-to-x &egrave; iniziata con un campanello a bulbo montato sul bordo del volante, seguito dal pulsante sul mozzo del volante.</p>

<p>Il clacson sulle razze del volante ha fatto il suo debutto nel 1920. Di serie fino al 1970, divenne sempre pi&ugrave; raffinato. Nel 1949, l'horn ring ha anche assunto la funzione di azionare i segnali di svolta o gli indicatori che erano comuni fino alla met&agrave; degli anni '50. Per &lsquo;mettere la freccia&rsquo; bastava semplicemente azionare la leva di destra o di sinistra. Poi un braccio indicatore lungo circa 20 centimetri esteso lateralmente fuori dalla vettura indicava la direzione che si stava per prendere. Questi indicatori di direzione, che sembrano bizzarri dal punto di vista odierno, sono stati sostituiti da luci lampeggianti giallo-arancio attivate ruotando l'anello tramite un'unit&agrave; di controllo centrale.</p>

<p><strong>Gli anni '50: il debutto di cambio e servosterzo</strong></p>

<p>Negli anni '50, il volante &egrave; diventato ancora pi&ugrave; un'interfaccia centrale tra auto e conducente - come centro di controllo per nuove funzioni di comfort e maggiore sicurezza. Nel 1951, Mercedes-Benz introdusse un cambio di marcia sul piantone nella 300 &lsquo;Adenauer-Mercedes&rsquo; (W 186) e nella 220 (W 187): un grande beneficio in termini di comfort per conducente e passeggero anteriore. Questo perch&eacute; a quel tempo, i sedili anteriori di solito consistevano in una panca continua che poteva ospitare fino a due passeggeri. Fino agli anni '70, la leva del cambio sullo sterzo fu la soluzione maggiormente adottata. Nel 2005 con il DIRECT SELECT Mercedes-Benz &egrave; tornato alla leva del selettore automatico, che ha liberato la consolle centrale per altri scopi. Un'altra funzione del volante &egrave; stata aggiunta nel 1955 con una leva per il lampeggio dei fari. Lo stesso sterzo, tuttavia, era spesso estenuante, nonostante il grande rapporto di sterzo e il diametro del volante sporgente. Per questo motivo, Mercedes-Benz, nel 1958, introdusse il servosterzo sulla 300 berlina.</p>

<p><strong>Gli anni '60: riduzione del rischio di lesioni grazie al volante di sicurezza</strong></p>

<p>Nel 1959, Mercedes-Benz ha rivoluzionato l'ingegneria automobilistica, in particolare in termini di protezione dagli incidenti, con la W 111 &lsquo;Heckflosse&rsquo;. Questa berlina &egrave; stato il primo veicolo al mondo ad essere dotato di un concetto di sicurezza integrato costituito da una cella passeggeri stabile, zone di assorbimento, un nuovo volante di sicurezza con una grande piastra di deflettore deformabile che ha ridotto il rischio di lesioni in caso di collisione e un piantone diviso che &egrave; stato compensato alla parte posteriore. Ci&ograve; ha permesso di evitare il cosiddetto effetto lancia. Nei veicoli precedenti con una rigida colonna di sterzo, si sono verificati ripetutamente gravi infortuni perch&eacute; il piantone dello sterzo si &egrave; spinta verso il conducente in un impatto frontale. Per aumentare ulteriormente la sicurezza, Mercedes-Benz ha introdotto un sistema di sterzo di sicurezza brevettato con piantone telescopico e un assorbitore d'impatto, che &egrave; diventato di serie sull'intera gamma di autovetture nel 1967. Inoltre, la prima leva combinata ha fatto il suo debutto nel 1959 sui modelli &lsquo;Heckflosse&rsquo; e &lsquo;Ponton&rsquo;. Seguendo il motto &lsquo;due per uno&rsquo;, includeva l'indicatore e le funzioni di lampeggio degli abbaglianti. Nel 1963, la leva fu estesa per includere i tergicristalli e le funzioni del sistema di lavari a parabrezza. Precedentemente, il tergicristallo del parabrezza si attivava con un interruttore posto sulla parte superiore del quadro strumenti.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Classe E,Heritage]]></category>
            <pubDate>Wed, 06 May 2020 16:03:00 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/120annidivolanti9.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[120 anni di volanti (9)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz E-Klasse Limousine, 2020, Studio; Interieur: Leder Nappa nussbraun/schwarz, Zierteile Metallstruktur   Mercedes-Benz E-Class Sedan, 2020, studio; interior: Nappa leather nut brown/black, metal-weave trim parts ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Dalla C 111-II alla Vision AVTR: il futuro secondo Mercedes, dalle tele di Andy Warhol alle visioni di Avatar</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/dalla-c-111-ii-alla-vision-avtr-il-futuro-secondo-mercedes-dalle-tele-di-andy-warhol-alle-visioni-di-avatar/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/dalla-c-111-ii-alla-vision-avtr-il-futuro-secondo-mercedes-dalle-tele-di-andy-warhol-alle-visioni-di-avatar/</guid><pp:caseid>383415</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p>Affascinante icona tra le supersportive e beniamina dei mass-media, laboratorio mobile per lo sviluppo del motore Wankel e di altre nuove tecnologie e, non da ultimo, leggendaria auto da record: questo e molto altro ancora &egrave; la Mercedes-Benz C&nbsp;111. Il suo secondo stadio di sviluppo denominato C&nbsp;111-II, dotato del motore rotativo in versione a quattro rotori M&nbsp;950&nbsp;F da <strong>257&nbsp;kW</strong> (350&nbsp;CV) (volume della camera pari a 602 centimetri cubi moltiplicati per quattro) festeggia quest&rsquo;anno un compleanno a cifra tonda. Oggi, a cinquant&rsquo;anni di distanza dal debutto della C 111-II, il futuro ha altre forme e nuove suggestioni: entra in simbiosi con la natura e prende le forme della VISION AVTR, una suggestiva showcar ispirata ad Avatar, il kolossal Hollywoodiano di James Cameron.</p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Affascinante icona tra le supersportive e beniamina dei mass-media, laboratorio mobile per lo sviluppo del motore Wankel e di altre nuove tecnologie e, non da ultimo, leggendaria auto da record: questo e molto altro ancora &egrave; la Mercedes-Benz C&nbsp;111. Il suo secondo stadio di sviluppo denominato C&nbsp;111-II, dotato del motore rotativo in versione a quattro rotori M&nbsp;950&nbsp;F da <strong>257&nbsp;kW</strong> (350&nbsp;CV) (volume della camera pari a 602 centimetri cubi moltiplicati per quattro) festeggia quest&rsquo;anno un compleanno a cifra tonda. Oggi, a cinquant&rsquo;anni di distanza dal debutto della C 111-II, il futuro ha altre forme e nuove suggestioni: entra in simbiosi con la natura e prende le forme della VISION AVTR, una suggestiva showcar ispirata ad Avatar, il kolossal Hollywoodiano di James Cameron.</p>

<p><strong>Debutto:</strong> la vettura supersportiva &egrave; stata presentata 50 anni fa, nel marzo del 1970 al 40&deg; Salone dell&rsquo;automobile di Ginevra. Alta appena 1.120 millimetri, la nuova Ali di gabbiano con passo di 2.620 millimetri &egrave; dotata di una carrozzeria in materiale sintetico rinforzato con fibre di vetro, che &egrave; avvitata al gruppo pianale in lamiera di acciaio. La velocit&agrave; massima raggiunge i 300&nbsp;km/h. &Egrave; tutt&rsquo;oggi una vettura che desta entusiasmo in chiunque la osservi: una Mercedes-Benz C&nbsp;111-II verniciata nel caratteristico colore &lsquo;Wei&szlig;herbst&rsquo; (dal nome di una nota qualit&agrave; di vino rosato tedesco) pu&ograve; essere ammirata nel museo Mercedes-Benz, nell&rsquo;area espositiva &lsquo;Il fascino della tecnica&rsquo;. La VISION AVTR, acronimo di ADVANCED VEHICLE TRANSFORMATION avrebbe dovuto fare il suo debutto europeo proprio in occasione del Salone di Ginevra, dopo la premi&egrave;re internazionale al CES 2020, il miglior palcoscenico per svelare la visione di designer, ingegneri e trend setter Mercedes-Benz della mobilit&agrave; del futuro, frutto di una partnership globale senza precedenti tra uno dei marchi pi&ugrave; innovativi nel settore dell'intrattenimento e Mercedes-Benz, l'ottavo marchio pi&ugrave; conosciuto al mondo. Ispirata al mondo di Pandora, la VISION AVTR mostra una interazione completamente nuova tra uomo, macchina e natura.</p>

<p><strong>Ulteriore sviluppo:</strong> la C&nbsp;111-II nasce sulla base della C&nbsp;111, presentata nell&rsquo;autunno del 1969. Dal punto di vista tecnico, questa vettura si segnala soprattutto per il motore Wankel a quattro rotori, un autentico propulsore da competizione. Lo sviluppo del design &egrave; iniziato nell&rsquo;estate del 1969 sotto la direzione di Bruno Sacco e Josef Gallitzend&ouml;rfer. Rispetto al modello precedente &egrave; stata migliorata, tra l&rsquo;altro, la visuale del conducente grazie a modifiche a parafanghi, tetto e cofano posteriore. &Egrave; stata ottimizzata anche l&rsquo;aerodinamica: le misurazioni effettuate nella galleria del vento mostrano che la resistenza aerodinamica si &egrave; ridotta dell&rsquo;otto per cento rispetto alla versione C&nbsp;111. Gli interni della C&nbsp;111-II si distinguono per la loro estetica moderna. Questa vettura da sogno esprime la sua adattabilit&agrave; all&rsquo;impiego quotidiano, ad esempio, grazie alla grande disponibilit&agrave; di spazio, che le consente di alloggiare una valigia grande e due valigie piccole del set di valigie Mercedes-Benz. La VISION AVTR non ha precedenti e introduce un concetto olistico che combina le discipline di interior design, design degli esterni e UX su una scala mai sperimentata prima, con un&rsquo;interazione completamente nuova tra uomo, macchina e natura.</p>

<p><strong>Dream car:</strong> la C&nbsp;111 si presenta fin dal primo istante come un vero highlight. Nasce cos&igrave; il piano del Consiglio di amministrazione dell&rsquo;allora Daimler-Benz AG: il 20 maggio del 1969 l&rsquo;Azienda delibera che la C&nbsp;111 venga presentata come &lsquo;dream car&rsquo; al Salone Internazionale dell&rsquo;Automobile (IAA) di Francoforte, dall&rsquo;11 al 21 settembre del 1969. Dopo questo sensazionale debutto, la C&nbsp;111 &egrave; ospite di numerose altre fiere ed esposizioni: il Salone dell&rsquo;automobile di Parigi, il London Motor Show (ottobre 1969), il Salone dell&rsquo;automobile di Torino (ottobre/novembre 1969), il Jochen Rindt Show di Vienna (novembre 1969) ed Essen (dicembre 1969), il Salone dell&rsquo;automobile di Bruxelles (gennaio 1970) ed il Chicago Auto Show (febbraio 1970). A marzo del 1970 debutta poi a Ginevra la versione ulteriormente migliorata, la C&nbsp;111-II. Dream car &egrave; il termine che meglio definisce la VISION AVTR. Ispirata direttamente al mondo di AVATAR, questa sorprendente showcar &egrave; un cosmo pieno di nuove forme e colori, e tali ispirazioni sono intrinsecamente ispiratrici per i progettisti. Basti pensare a tutti gli ambienti straordinari, alle forme di vita e anche alla cultura degli indigeni Na'vi. Il mondo di Pandora &egrave; strettamente legato alla nostra filosofia progettuale di purezza sensuale e al bipolarismo dei nostri marchi di intelligenza ed emozione. I Na'vi come esseri viventi altamente intelligenti hanno sviluppato forme affascinanti, anche per il trasporto. AVATAR &egrave; anche un film in cui mobilit&agrave; e dimensioni giocano un ruolo centrale e la connessione degli esseri umani con la natura &egrave; stata ovviamente una grande ispirazione per noi.</p>

<p><strong>Assegni in bianco:</strong> molti facoltosi appassionati di auto sportive sono disposti a pagare somme elevate per una C&nbsp;111. Gi&agrave; nel 1969, a Londra, un appassionato di automobili offre fino a mezzo milione di marchi tedeschi. Nei mesi successivi a Stoccarda arrivano perfino assegni in bianco. Il Marchio tuttavia sottolinea che la vettura sperimentale non &egrave; in vendita. Nella primissima fase della sua carriera, per&ograve;, l&rsquo;antesignana della C&nbsp;111 (che Mercedes-Benz denomina internamente C 101) era destinata a un gruppo target completamente diverso: gi&agrave; nel 1963 si pensava ad un motore Wankel da utilizzare per una &ldquo;piccola auto sportiva dal prezzo contenuto&rdquo;, che si sarebbe collocata al disotto della SL &lsquo;Pagoda&rsquo; (W 113). Alla fine del 1968, questo orientamento si concretizza in una &ldquo;piccola vettura sportiva&rdquo;, priva di marcate qualit&agrave; sul versante del comfort, adatta anche ai rally e che doveva rivolgersi &ldquo;ai giovani&rdquo;. Ne fu conquistato anche l&rsquo;artista americano Andy Warhol, che la scelse come icona ispiratrice di alcune delle sue opere. Anche la VISION AVTR &egrave; destinata ad essere solo un sogno per gli appassionati di automobili: realizzata in un unico esemplare entrer&agrave; a far parte dell&rsquo;hall of fame delle pietre miliari nella storia delle concept car della Stella.</p>

<p><strong>Esperienza di guida:</strong> 50 anni fa, a Ginevra, la C&nbsp;111-II non era solo un highlight da ammirare dal punto di vista estetico, ma anche un&rsquo;esperienza da vivere in tutta la sua concretezza. Perch&eacute; al Salone dell&rsquo;automobile, Mercedes-Benz porta due delle complessive cinque vetture sperimentali della seconda serie che erano state programmate. Contrassegnata dal numero interno 31, la vettura di prova &egrave; la prima C&nbsp;111-II e, nell&rsquo;ambito della presentazione alla stampa del 10 ed 11 marzo del 1970, pu&ograve; essere osservata in azione sul Circuit de Monthoux, vicino a Ginevra, mentre effettua giri dimostrativi. Quattro motori elettrici ad alte prestazioni posizionati sulle singole ruote, tanti quanti le turbine rotative del Wankel che equipaggiava la C 111-II: la VISION AVTR incarna un'implementazione particolarmente agile della visione di una berlina di lusso dinamica.</p>

<p><strong>Digitale:</strong> la C&nbsp;111 &egrave; futuristica non solo nelle sue forme. Si tratta infatti della prima automobile al mondo progettata al computer fin dalle sue basi. Gli ingegneri utilizzano a tal fine il metodo ESEM (Elastostatic Element Method), una variante del Finite Element Method (FEM) sviluppata da Mercedes-Benz. La tecnologia digitale permette perfino il calcolo dei carichi dinamici. Mercedes-Benz stima che in tal modo sia possibile accorciare di circa quattro mesi il periodo di sviluppo. Il film documentario prodotto internamente &lsquo;L&rsquo;auto nata al computer&rsquo; presenta l&rsquo;innovazione. Nata nell&rsquo;era della digitalizzazione, la VISION AVTR, il concetto materiale dell'intero veicolo mira a una fusione del mondo analogico e digitale e si concentra su un nucleo elementare: Sostenibilit&agrave;. La VISION AVTR combina tecnologia futuristica con ecologia e alta attrattiva e mostra come potrebbe essere un interno naturale del futuro. Al posto di un volante convenzionale, l'elemento di controllo multifunzionale nella consolle centrale consente all'uomo e alla macchina di fondersi. Posizionando la mano sull'unit&agrave; di controllo, l'interno prende vita e il veicolo riconosce il conducente dal proprio battito cardiaco e dalla respirazione. Semplicemente sollevando la mano, una selezione di menu viene proiettata sul palmo dove il passeggero pu&ograve; scegliere intuitivamente tra diverse funzionalit&agrave;. Ad esempio, la grafica 3D in tempo reale pu&ograve; essere utilizzata per esplorare il mondo immaginario di Pandora da diverse prospettive. Il modulo di visualizzazione curvo crea la connessione visiva tra i passeggeri e il mondo esterno.</p>

<p><strong>V8 anzich&eacute; Wankel:</strong> nel dicembre del 1970, su una C&nbsp;111-II viene montato, anzich&eacute; il motore Wankel, un motore V8 a pistoni con moto alternativo da 3,5 litri Mercedes-Benz. In occasione delle manifestazioni dedicate alle auto d&rsquo;epoca, questa vettura di Mercedes-Benz Classic consente di vivere ancora oggi tutto il dinamismo della C&nbsp;111 e non smette di destare entusiasmo. Un altro esemplare unico della collezione dell&rsquo;Azienda &egrave; una C&nbsp;111-II del 1975: il suo gruppo pavimento &egrave; costituito da una struttura a sandwich, composta da due gusci di resina sintetica rinforzata con fibra di vetro dello spessore di pochi millimetri, che vengono saldati insieme con una schiuma in poliuretano, fino a formare un cuore in materiale composito. Con una potenza del motore combinata di oltre 350 kW, VISION AVTR stabilisce un nuovo punto di riferimento per EQ Power. Grazie alla distribuzione intelligente e completamente variabile della coppia, la potenza dei quattro motori completamente controllabili individualmente &egrave; gestita solo nel miglior modo possibile in termini di dinamica di guida, ma soprattutto in modo altamente efficiente. L'innovativa trazione integrale con torque vectoring consente mobilit&agrave; completamente nuove e garantisce dinamiche di guida ai massimi livelli, fornendo allo stesso tempo la migliore sicurezza attiva possibile. Ci&ograve; significa che ogni ruota pu&ograve; essere guidata separatamente e a seconda della situazione di guida. Grazie alla possibilit&agrave; di gestire asse anteriore e posteriore contemporaneamente o in modi opposti, VISION AVTR pu&ograve; muoversi lateralmente di circa 30 gradi, a differenza dei veicoli convenzionali. Il cosiddetto "movimento del granchio" conferisce al concept vehicle un aspetto simile a un rettile anche nel suo movimento. Per la prima volta, la VISION AVTR utilizza una rivoluzionaria tecnologia a batteria basata sulla chimica delle celle organiche a base di grafene, completamente priva di materiali preziosi e metalli. I materiali della batteria sono compostabili e quindi completamente riciclabili. In questo modo, la mobilit&agrave; elettrica diventa indipendente dalle risorse fossili. Di conseguenza, Mercedes-Benz sottolinea l'elevata rilevanza di una futura economia circolare nel settore delle materie prime.</p>

<p><strong>Burro e sci:</strong> la C&nbsp;111-II si distingue dal modello precedente per alcuni confortevoli dettagli. Si tratta di miglioramenti dovuti soprattutto all&rsquo;impegno di Rudolf Uhlenhaut, responsabile Sviluppo autovetture di Mercedes-Benz. Oltre al normale bagagliaio, la vettura offre la possibilit&agrave; di trasportare sci ed una valigia supplementare sistemata sul portellone posteriore mediante cinghie di fissaggio. Uhlenhaut sottopone la C&nbsp;111-II anche ad un singolare test pratico, denominato &lsquo;prova del burro&rsquo;: si tratta di verificare se, durante un impiego sportivo della vettura, un panetto di burro riposto nel bagagliaio si sciolga &ndash; nonostante l&rsquo;isolamento contro il calore sviluppato dal motore a combustione. A bordo della VISION AVTR si sviluppa una nuova dimensione del comfort. Grandi aree come il guscio posteriore della seduta e il cielo sono decorate con un tessuto che cambia colore ispirato al mondo dei colori del mare. A seconda della luce, il tessuto cambia colore dal blu scuro a un sottile azzurro. Questi sedili sono raffinati dalla &reg; in pelle veganaDINAMICA. DINAMICA&reg; &egrave; la prima e unica microfibra che garantisce la sostenibilit&agrave; ambientale durante l'intero ciclo produttivo. &Egrave; materiale riciclato fatto da vecchi vestiti, bandiere e bottiglie di plastica PET. Durante la produzione, si presta attenzione alle basse emissioni inquinanti e al basso consumo energetico. Grazie alla sua versatilit&agrave;, alle massime prestazioni e all'alta qualit&agrave;, DINAMICA &egrave;&reg; adatta per l'uso in lussuosi interni per auto. Garantisce anche la resistenza allo slittamento per i passeggeri sui sedili. La morbidezza del materiale d&agrave; agli occupanti una sensazione di "bentornato a casa". Sul cristallo bianco DINAMICA&reg; viene stampata una grafica foglia astratta con un gradiente sottile. Rafforza visivamente la connessione con la natura ancora una volta. Il pavimento &egrave; decorato con un legno innovativo chiamato Karuun&reg;. Il materiale dona al calore interno e irradia naturalezza. La combinazione di materiali tecnici e naturali crea un piacevole clima interno.</p>

<p><strong>Tributo al colore:</strong> oggi, nell&rsquo;immaginario collettivo, la C&nbsp;111-II e la sua versione precedente sono inequivocabilmente associate alla tonalit&agrave; cromatica arancio metallizzato denominata &lsquo;Wei&szlig;herbst&rsquo;. In una prima fase, tuttavia, alla fine degli anni &rsquo;60, viene presa in considerazione anche una verniciatura in &lsquo;rosso cinabro&rsquo; con strisce da rally a decorare la livrea. Nel 1969 la C&nbsp;111 si presenta inizialmente con una vernice a effetto bianco ed in arancione brillante. Ma al momento del debutto della C&nbsp;111-II, avvenuto 50 anni fa a Ginevra, si &egrave; gi&agrave; affermata come tipica di questa vettura la verniciatura &lsquo;Wei&szlig;herbst&rsquo;. La VISION AVTR impressiona con una superficie d'argento dall'aspetto fluente, cos&igrave; come gli accenti luminosi bluastri, come nella maschera frontale tipica dell'EQ. Al contrario, c'&egrave; il caldo oro rosa dei bracci cerchio espressivi, che &egrave; anche caratteristico del linguaggio di design del prodotto e marchio tecnologico EQ. L'impressione di un oggetto animato &egrave; rafforzata all'esterno da accontorie luminose. Le fibre ottiche pulsanti penetrano nella parte anteriore, laterale e a poppa come percorsi nervosi, collegano l'esterno con l'interno e rendono visibili anche i flussi di energia e informazione nelle ruote. Inoltre, la loro estetica ricorda la bioluminescenza della natura notturna su Pandora, dove molti esseri viventi e piante possono brillare di notte. I gusci delle porte trasparenti sottolineano l'impressione di leggerezza ed efficienza della carrozzeria del veicolo dall'aspetto bionico. Allo stesso tempo, aprono la vista degli interni e sottolineano cos&igrave; l'approccio olistico progettuale: la fusione di esterni, interni e UX. Tutte le superfici trasparenti sono incorniciate con la massima precisione da una serigrafia ornamentale. La spettacolare apertura e chiusura delle porte si ispira alle ali di una banshee o ikran, le cavalcature volanti dei Na'vi di AVATAR.</p>

<p><strong>Auto da record:</strong> dopo la C&nbsp;111-II e la sua omologa con gruppo pianale in materiale sintetico, Mercedes-Benz non prosegue lo sviluppo della supersportiva con motore Wankel. Tuttavia, la stella di queste vetture sperimentali continua a brillare. Perch&eacute; sulla loro base nascono auto da record di enorme successo, precisamente: la C&nbsp;111-II D (1976), la C&nbsp;111-III (1977) e la C&nbsp;111-IV (1979). La Vision AVTR il suo record lo eredita direttamente dal blockbuster da cui ha tratto ispirazione: uno dei film pi&ugrave; visti e con il maggiore incasso nella storia del cinema.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Concept,Heritage]]></category>
            <pubDate>Wed, 25 Mar 2020 11:23:02 +0100</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/c1111.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[C111 (1)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz Experimentalfahr zeug C 111-II, Studioaufnahmen.    Mercedes-Benz C 111-II experimental vehicle, studio images. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Mercedes-Benz ad Auto e Moto d’Epoca 2019 : l&#039;’evoluzione della Station Wagon: dal Modello T alla Shooting Brake</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-ad-auto-e-moto-depoca-2019--levoluzione-della-station-wagon-dal-modello-t-alla-shooting-brake/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-ad-auto-e-moto-depoca-2019--levoluzione-della-station-wagon-dal-modello-t-alla-shooting-brake/</guid><pp:caseid>363786</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong><span>Dal 24 al 27 ottobre Mercedes-Benz torna ad Auto e Moto d&rsquo;Epoca, il pi&ugrave; grande Salone di auto e ricambi d&rsquo;epoca d&rsquo;Europa. Quest&rsquo;anno, a rappresentare la Casa di Stoccarda sar&agrave; il Mercedes-Benz Registro Italia, il punto di riferimento per gli appassionati del Classic nel nostro Paese. L&rsquo;occasione per ripercorrere insieme alcune tra le tappe pi&ugrave; significative nella Storia della Casa di Stoccarda e raccontare genesi ed evoluzione della station wagon della Stella. Ambasciatrici di questo importante capitolo, sia dal punto di vista stilistico che culturale, sono il Modello T, la prima station wagon di concezione moderna realizzata dalla Stella e la CLA Shooting Brake, che oggi rappresenta l&rsquo;immagine pi&ugrave; sportiva e di carattere delle Station Wagon firmate Mercedes-Benz.</span></strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Nel 1977, tenuto a battesimo con la sigla costruttiva S123, fa il suo debutto il Modello T, la prima station wagon di moderna concezione sviluppata ed ufficialmente prodotta dalla Casa di Stoccarda. Un pietra miliare del Marchio che segna un punto di rottura con il passato. Una nuova interpretazione del concetto delle grandi auto con il portellone e le spiccate doti funzionali. Non pi&ugrave; come auto da lavoro come venivano considerate in Italia o come seconda auto di famiglia per portare i Baby Boomer, come erano considerate in America. Ma un vero status symbol, lo specchio di uno stile di vita dinamico e ricercato. Un trend setter che ha inaugurato una nuova stagione delle Station Wagon, che hanno dominato il mercato fino ai tempi odierni. Con la nuova CLA Shooting Brake Mercedes-Benz compie un&rsquo;altra provocazione, contaminando i valori stilistici delle Station Wagon con gli elementi estetici tipici dei coup&eacute; della Stella. Un capitolo importante nella storia della Casa di Stoccarda, che Mercedes-Benz Italia, insieme al Mercedes-Benz Registro Italia hanno voluto raccontare in occasione dell&rsquo;annuale edizione di Auto e Moto d&rsquo;Epoca.</p>

<p>&ldquo;Siamo orgogliosi di poter rappresentare la Stella in un contesto cos&igrave; importante per gli appassionati dell&rsquo;heritage, ma anche per chi si affaccia per la prima volta al mondo delle youngtimer&rdquo;, sottolinea Francesco Martella, Segretario del Mercedes-Benz Registro Italia. &ldquo;Il concept espositivo di quest&rsquo;anno ha proprio lo scopo di mostrare come il fascino e il valore di un&rsquo;automobile non &egrave; legato necessariamente ad una data di nascita, ma spesso anche alla capacit&agrave; di raccontare una storia: nel design, nell&rsquo;innovazione, nei successi sportivi o nel cambiare la percezione di un bodytype.&rdquo;</p>

<p>Oltre a ripercorrere la storia della station wagon, l&rsquo;area espositiva del Mercedes-Benz Registro Italia al Salone di Padova sar&agrave; anche il palcoscenico per ammirare esemplari unici come l&rsquo;affascinante 300S Cabriolet disegnata da Pininfarina e la 300 SL &lsquo;Cubana&rsquo;, una &lsquo;barn find&rsquo;, recuperata da un appassionato nei sobborghi dell&rsquo;Avana e riportata all&rsquo;originario splendore dopo una lunga e complessa operazione di rimpatrio in Italia.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Events &amp; Sponsorships,Heritage,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Mon, 21 Oct 2019 12:14:12 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/s123t4-330603.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[S123 T (4)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz T-Modell der Baureihe 123]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Il 26 giugno 1896 nasce il primo taxi motorizzato al mondo: dalla carrozza a motore a FREE NOW</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/il-26-giugno-1896-nasce-il-primo-taxi-motorizzato-al-mondo-dalla-carrozza-a-motore-a-free-now/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/il-26-giugno-1896-nasce-il-primo-taxi-motorizzato-al-mondo-dalla-carrozza-a-motore-a-free-now/</guid><pp:caseid>342449</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<ul>
<li>
<p><strong>Il 26 giugno 1896 Friedrich Greiner ordina alla Daimler una macchina con trasmissione a cinghia con allestimento taxi, per sostituire le tradizionali carrozze trainate da cavalli</strong></p>
</li>
<li>
<p><strong>Da allora il mondo dei taxi ha stretto un legame sempre pi&ugrave; forte con la casa di Stoccarda</strong></p>
</li>
<li>
<p><strong>Un storia che, dopo 123 anni, continua oggi con FREE NOW</strong></p>
</li>
</ul>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Il 26 giugno 1896, l'autotrasportatore di Stoccarda Friedrich Greiner commissiona alla Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) di Cannstatt un'automobile molto speciale: una carrozza motorizzata Daimler e equipaggiata con un tassametro, in modo da utilizzare la versione Landaulet della Victoria come un taxi a motore. L'auto, fornita al Cliente nel maggio 1897, portava il numero d&rsquo;ordine 1.329.</p>

<p>La compagnia di carrozze a cavalli e di autotrasporto di Greiner, presto ribattezzata Daimler Motorized Cab Company, divenne cos&igrave; la prima compagnia di taxi motorizzata al mondo. L&rsquo;automobile era stata inventata solo dieci anni prima, e nessuno l&rsquo;aveva mai utilizzata prima come taxi, anche se, proprio nel 1896, Daimler aveva suggerito una carrozza a motore con trasmissione a quattro rapporti e motore a due cilindri verticale (belt-driven car) appositamente per questo scopo. All'inizio dell'estate del 1897, il primo taxi motorizzato del mondo percorreva le strade di Stoccarda e a giugno di quell&rsquo;anno veniva abilitato dalle autorit&agrave; per le attivit&agrave; di taxi.</p>

<p>Per la prima volta, inoltre, un sistema di riscaldamento per i passeggeri sui sedili posteriori viene installato su un'autovettura. La caratteristica configurazione &lsquo;Laundolet&rsquo; permetteva di scoprire la sezione finale dell&rsquo;abitacolo e persino rimuovere l'intera sovrastruttura di tetto e porte, per viaggiare competamente a cielo aperto.</p>

<p><strong>70 km al giorno</strong></p>

<p>Greiner ha dovuto investire molto denaro: 5.530 marchi era il prezzo dell'auto con half-top e pneumatici. Oltre a questo, ha dovuto pagare la quota per il tassametro. Ma l'investimento nella nuova tecnologia &egrave; stato ripagato: guidando il suo taxi, Greiner ha percorso circa 70 chilometri al giorno - chiaramente pi&ugrave; di quanto avrebbe potuto fare con una carrozza trainata da cavalli. La soddisfazione dei clienti &egrave; stata rafforzata dal fatto che un taxi a motore costituiva un'esperienza completamente nuova. Il taxi motorizzato era considerato intelligente e veloce e un viaggio a bordo di questa vettura prometteva un pizzico di avventura e un po&rsquo; di brivido. La richiesta dei passeggeri per il taxi a motore ha incoraggiato l'operatore del trasporto a investire in ulteriori veicoli. Entro il 1899, Greiner aveva preso in consegna un totale di sette taxi Daimler.</p>

<p>L&rsquo;idea del taxi a motore impression&ograve; non solo i clienti, ma anche i concorrenti. Un tale signor Dietz, un operatore di taxi trainati da cavalli di Stoccarda, ha ordinato due taxi motorizzati da Benz & Cie a Mannheim. La loro presentazione si &egrave; rivelata un evento spettacolare in quanto Dietz riusc&igrave; a convincere il capo della polizia di Stoccarda a registrare di persona le vetture. Prima di allora, le vetture avevano dimostrato la loro affidabilit&agrave; trasportando, sei passeggeri dalla valle di Stoccarda, lungo la ripida strada Weinsteige, fino al sobborgo di Degerloch.</p>

<p><strong>Da Stoccarda al mondo intero</strong></p>

<p>Da Stoccarda, il taxi motorizzato ha iniziato a diffondersi rapidamente in tutto il mondo e dopo il 1899, le flotte di taxi Daimler fecero la loro comparsa nelle grandi citt&agrave; europee. A Berlino, i passeggeri accolsero positivamente questo moderno mezzo di trasporto in Friedrichstra&szlig;e e ad Amburgo i primi taxi motorizzati erano in fila lungo la Jungfernstieg. Le compagnie di taxi a motore sono state fondate a Parigi, Londra, Vienna e altre metropoli.</p>

<p>I media commentarono il nuovo mezzo con curiosit&agrave; e attenzione. Mentre alcuni espressero grande entusiasmo per la nuova soluzione di mobilit&agrave;, altri furono, invece, abbastanza critici, poich&eacute; i taxi motorizzati causavano incidenti e intimorivano i cavalli. In risposta, vennero offerte lezioni di guida ai tassisti, e molti ex cocchieri di carrozze trainate da cavalli tornarono a scuola per riqualificarsi come autisti del nuovo veicolo motorizzato.</p>

<p>Durante i primi anni del XX secolo, il numero di taxi motorizzati nelle grandi citt&agrave; aument&ograve; rapidamente. Accanto ai taxi a benzina, ce n&rsquo;erano numerosi con trazione elettrica o ibrida. Quest'ultimi includevano le vetture Mercedes Mixte prodotte nello stabilimento Daimler del sobborgo viennese di Neustadt, in Austria. Sia DMG che Benz & Cie hanno riconosciuto fin dall&rsquo;inizio il grande potenziale dei tassisti come target di clienti. Le pietre miliari nello sviluppo dei taxi di Stoccarda furono, ad esempio, la Mercedes-Benz da 8/38 CV del 1927 e la Mercedes-Benz 260 D del 1936, la prima autovettura con motore diesel.</p>

<p><strong>Dal primo taxi a FREE NOW</strong></p>

<p>Mercedes-Benz continua ancora oggi ad essere a fianco dei tassisti di tutto il mondo. Un impegno che si concretizza non solo attraverso i prodotti e allestimenti dedicati, ma anche grazie a nuove soluzioni di mobilit&agrave; che hanno rivoluzionato il mondo dei taxi. Nel giugno del 2009 nasce, infatti, mytaxi, la prima app di taxi al mondo a stabilire un collegamento diretto tra passeggeri e tassisti. Con oltre 14 milioni di passeggeri e 100.000 tassisti, mytaxi &egrave; la principale app di e-hailing (chiamata taxi tramite applicazione) in Europa. Dal febbraio 2019, mytaxi fa parte del gruppo FREE NOW, la joint venture di BMW e Daimler dedicata al ride-hailing. Entro l&rsquo;estate mytaxi cambier&agrave; brand e diventer&agrave; definitivamente FREE NOW. mytaxi oggi lavora con 700 dipendenti in 26 uffici ed &egrave; disponibile in circa 100 citt&agrave; europee.</p>]]></description><category><![CDATA[Brands &amp; Products,mytaxi,freenow,Corporate,Heritage,Ultimissime]]></category>
            <pubDate>Wed, 26 Jun 2019 10:22:22 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/49760-682755.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[49760]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Daimler Riemenwagen Typ Victoria. Erster Motor-Taxameter, 1896.   Daimler Riemenwagen Typ Victoria. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>La Mercedes C112 festeggia i 40 anni di Auto&amp;Design</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/la-mercedes-c112-festeggia-i-40-anni-di-autodesign/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/la-mercedes-c112-festeggia-i-40-anni-di-autodesign/</guid><pp:caseid>341564</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Per festeggiare i suoi primi quarant&rsquo;anni, Auto&Design, un punto di riferimento per professionisti e appassionati del design automobilistico, inaugura al MAUTO, Museo Nazionale dell&rsquo;Automobile di Torino, la mostra &lsquo;Auto&Design - Il Progetto Raccontato&rsquo;, aperta al pubblico dal 19 giugno al 10 novembre 2019. Un viaggio nel tempo per ripercorrere la storia e il patrimonio editoriale della rivista, che ha sempre riservato un posto di riguardo al design della Casa di Stoccarda. Protagonista della Stella all&rsquo;interno di questa affascinate esposizione, la Mercedes C112, icona di sportivit&agrave; e perfetta sintesi di forma e funzione. Per l&rsquo;intera durata della mostra, gli appassionati potranno ammirare dal vivo questa emozionante concept car, accompagnata da un pannello che ne ricorda la genesi, attraverso la riproduzione dei disegni originali e del servizio che le fu dedicato da Auto&Design.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Nel novembre 1979 esce a Torino il primo numero di Auto&Design, rivista di respiro internazionale dedicata interamente all&rsquo;affascinante mondo del car design. Ancora oggi, quarant&rsquo;anni dopo, Auto&Design continua a raccontare le tappe pi&ugrave; importanti del design automobilistico attraverso modelli, concept car, e interviste ai pi&ugrave; famosi designer internazionali. Un patrimonio editoriale ripercorso oggi attraverso la mostra &lsquo;Auto&Design - Il Progetto Raccontato&rsquo;, in scena al MAUTO, Museo Nazionale dell&rsquo;Automobile di Torino, dal 19 giugno al 10 novembre 2019.</p>

<p>Ospiti d&rsquo;onore di questa affascinante esposizione alcune tra le showcar che hanno ridisegnato il concetto stesso di stile, tra cui la Mercedes C112 del 1991, prestata per l&rsquo;occasione dal Mercedes-Benz Museum di Stoccarda. La C112 coniuga alla perfezione forma e funzione e incarna la massima espressione del design ad alte prestazioni degli anni &rsquo;90. Un concept stilistico sottolineato anche dalle iconiche portiere ad ali di gabbiano, che richiamano la leggendaria 300 SL.</p>

<p>Oltre a rappresentare una pietra miliare nella hall of fame delle sportive della Stella, la C 122 costituisce un importantissimo banco di test per lo sviluppo di sistemi per il controllo dinamico delle future generazioni di vetture. Nasce, infatti, con l&rsquo;obiettivo di trasferire alla produzione di serie parte del knowhow tecnologico acquisito dalla Sauber Mercedes impegnata nel campionato di Formula 1. Equipaggiata con un propulsore V12 di 6 litri e 300 kW (408 CV), &egrave; la prima vettura ad adottare il sistema di sospensioni intelligenti Active Body Control (ABC), conciliando alte prestazioni con i pi&ugrave; elevati livelli di sicurezza e comfort. Il link con il reparto corse della Stella &egrave; immediatamente percepibile anche dalle appendici aerodinamiche attive che permettono il setup dello spoiler frontale e dell&rsquo;ala posteriore, assicurando il massimo equilibrio tra minima resistenza aerodinamica e massima deportanza. Anche il meccanismo di apertura delle portiere ad ala di gabbiano &egrave; stato modificato per creare un punto di frattura preordinato che garantisce, in caso di ribaltamento, un&rsquo;agevole uscita dall&rsquo;auto.</p>

<p>Gli appassionati avranno la possibilit&agrave; di conoscere la &lsquo;design story&rsquo; di questa concept car, raccontata attraverso le pagine di Auto&Design&rsquo; ed approfondire tutte le caratteristiche della vettura, grazie ad un pannello che ne riproduce i disegni originali e, tramite un apposito QR Code, permette ai visitatori di scaricare il pdf dell&rsquo;articolo che le fu dedicato da Auto&Design. Un souvenir speciale per tutti gli appassionati della Stella e, pi&ugrave; in generale, del design automobilistico che potranno cos&igrave; portarsi a casa anche un pezzo della storia di Auto&Design.</p>

<p>Ulteriori informazioni su <strong>media.daimler.com</strong>.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Events &amp; Sponsorships,Mercedes-Benz Classic]]></category>
            <pubDate>Tue, 18 Jun 2019 13:25:52 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/mercedes-benzc1129-763931.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Mercedes-Benz C112 (9)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz Experimentalfahrzeug C 112]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>#1000MigliaPOP: Van Orton Design e il ‘pop-heritage’ della Stella</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/1000migliapop-van-orton-design-e-il-pop-heritage-della-stella/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/1000migliapop-van-orton-design-e-il-pop-heritage-della-stella/</guid><pp:caseid>335445</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Dal 15 al 18 maggio, le icone della Stella tornano sulle strade della &lsquo;Corsa pi&ugrave; bella del mondo&rsquo;: un mondo di passione in cui si incrociano tradizione e innovazione, unite da un fascino senza tempo, che coinvolge e riesce ad entusiasmare vecchie e nuove generazioni. Mercedes-Benz Italia ha scelto ancora una volta di raccontare la 1000 Miglia in modo innovativo e fuori dagli schemi, affidando al talento dello studio creativo Van Orton Design il compito di lasciare un segno in questa nuova edizione della gara e alla grande community di Instagram quello di raccontarla, immortalando nei propri scatti le Stelle della Casa di Stoccarda, accompagnati dall&rsquo;hashtag #1000MigliaPOP. Ambasciatrice di questa nuova iniziativa lungo le strade della 1000 Miglia, una sorprendente AMG GT Coup&eacute;4, la cui livrea &egrave; stata realizzata per l&rsquo;occasione proprio dallo studio creativo Van Orton Design. La foto migliore diventer&agrave; un&rsquo;opera realizzata dai due eclettici artisti italiani. Le indicazioni per partecipare al contest e far diventare il propri scatto un&rsquo;icona POP sono disponibili su: https://www.mercedes-benz.it/passengercars/the-brand/mercedes-benz-events/eventi/1000miglia-pop.html</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Anche quest&rsquo;anno, il team digital di Mercedes-Benz Italia, porta l&rsquo;innovazione dei canali social sulle strade di una delle gare di auto storiche pi&ugrave; antiche e prestigiose al mondo. Ancora una volta, infatti, la 1000 Miglia offre il suo esclusivo palcoscenico per un nuovo progetto che vede protagonisti lo stile unico dello studio creativo Van Orton Design e la trasformazione delle Stelle dell&rsquo;heritage in nuove icone pop.</p>

<p>&ldquo;Tradizione e innovazione, continua ad essere il&nbsp;leitmotiv che caratterizza la nostra presenza alla 1000 Miglia&rdquo;, ha dichiarato Mirco Scarchilli, Responsabile Marketing Communication Experience Mercedes-Benz Italia. &ldquo;Cos&igrave; come l&rsquo;arte, che trova sempre nuove forme di espressione, facendo tesoro del passato, allo stesso modo, rinnoviamo la passione per l&rsquo;heritage attraverso strumenti e tecnologie innovative ci permettono di parlare al cuore delle nuove generazioni.&rdquo;</p>

<p>La 1000 Miglia diventa cos&igrave; un viaggio nell&rsquo;arte, che passa attraverso la community di Instagram, invitata ad immortalare il passaggio delle Mercedes lungo le strade della 1000 Miglia, affiancando ai propri scatti l&rsquo;hashtag #1000MigliaPOP. Una finestra interattiva sulla 1000 Miglia, in corsa tra reale e digitale, che avr&agrave; come ambasciatrice un un&rsquo;AMG GT Coup&eacute;4, caratterizzata da una livrea unica, realizzata dallo studio creativo Van Orton Design. Al termine della gara, la foto pi&ugrave; significativa, scelta dai gemelli Van Orton sar&agrave; trasformata in una vera opera d&rsquo;arte. Tutte le indicazioni per partecipare e far diventare il proprio scatto un&rsquo;icona POP sono disponibili su: <a href="https://www.mercedes-benz.it/passengercars/the-brand/mercedes-benz-events/eventi/1000miglia-pop.html">https://www.mercedes-benz.it/passengercars/the-brand/mercedes-benz-events/eventi/1000miglia-pop.html</a></p>

<p>Ulteriori informazioni su <strong>media.daimler.com</strong></p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Events &amp; Sponsorships,Mercedes-Benz Classic,Heritage]]></category>
            <pubDate>Tue, 14 May 2019 10:50:57 +0200</pubDate>
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                        <title>Gentlemen drivers tra innovazione e tradizione</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/gentlemen-drivers-tra-innovazione-e-tradizione/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/gentlemen-drivers-tra-innovazione-e-tradizione/</guid><pp:caseid>327555</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Mercedes-Benz e IWC si incontrano alla XI Rievocazione Storica della Coppa Milano-Sanremo, in programma il prossimo 28, 29 e 30 marzo. I due marchi, legati da una partnership nata dalla condivisione di valori quali passione, innovazione e ed eccellenza ingegneristica, sono entrambi main partner della competizione. L&rsquo;occasione per riportare sulle strade della storica gara di regolarit&agrave; tre icone della Casa di Stoccarda: due 300 SL &lsquo;Ali di gabbiano&rsquo; e una 190 SL. Tre pietre miliari nell&rsquo;hall of fame della Stella con affascinanti storie nel proprio passato, come nel caso della &lsquo;cubana&rsquo;, una 300 SL &lsquo;barn find&rsquo;, recuperata da un appassionato nei sobborghi dell&rsquo;Avana e riportata all&rsquo;originario splendore dopo una lunga e complessa operazione di rimpatrio in Italia. Ancora una volta, le strade del Classic offrono l&rsquo;opportunit&agrave; di far correre insieme tradizione e innovazione della Stella, che ha affidato al club NGA il racconto live social della gara. Due team, uno classico e uno contemporaneo che, in anteprima assoluta per il mercato italiano, indosseranno i nuovi modelli IWC Pilot&rsquo;s Watches, segnatempo ufficiali della sfida tra le due squadre, sottolineando i momenti pi&ugrave; avvincenti della gara con l&rsquo;hashtag #racethetime.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p><span>Mercedes-Benz Italia e IWC Schaffhausen, eccellenza della manifattura orologiera, che da diversi anni realizza insieme alla Casa di Stoccarda esclusive &lsquo;limited edition&rsquo; che vestono i polsi di tanti appassionati e collezionisti, si ritrovano sulle strade della Coppa Milano-Sanremo, rievocazione della storica competizione, in programma il prossimo 28, 29 e 30 marzo. I due Marchi, main partner dell&rsquo;evento, parteciperanno alla competizione di regolarit&agrave; con tre equipaggi al via: due 300 SL che gareggeranno con i colori della Stella e una 190 SL, in gara con al polso segnatempo IWC.</span></p>

<p><span>&ldquo;In oltre 130 anni di storia, tradizione e innovazione rappresentano i valori che da sempre identificano il nostro Marchio&rdquo;, ha dichiarato Radek Jelinek, presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia. &ldquo;Il suo futuro &egrave; in parte scritto anche nel suo passato e la partecipazione alla Milano-Sanremo, oltre a sottolineare il valore del nostro heritage con automobili da sogno, ha l&rsquo;obiettivo di far vivere alle nuove generazioni, sempre pi&ugrave; digitali e aperte alle nuove tecnologie, la passione dei propri genitori.&rdquo;</span></p>

<p><span>&ldquo;Tra i leader mondiali nel segmento degli orologi di lusso, IWC produce da olte 150 anni capolavori di alta orologeria che combinano tecnica ingegneristica con un design esclusivo. La Manifattura IWC &egrave; coinvolta nel motorsport da molti anni: oltre ad essere un partner di Mercedes-AMG, supporta anche eventi storici come il Goodwood Members&rsquo; Meeting e con la fondazione dell'IWC Racing Team, stiamo ora estendendo l'universo di storytelling che costruiamo intorno ai nostri orologi meccanici, sottolineando ancora una volta il nostro ruolo di pionieri nel settore dell'orologeria di lusso&rdquo;, ha dichiarato Beppe Ambrosini, Direttore IWC per il mercato italiano.</span></p>

<p><strong>Mercedes-Benz 300 SL &lsquo;Gullwing&rsquo;</strong></p>

<p>Il 6 febbraio 1954, Mercedes-Benz presenta all'International Motor Sports Show di New York la 300&nbsp;SL con le caratteristiche portiere ad ali di gabbiano incanta sia gli esperti che il pubblico. Dettagli tecnici come il telaio tubolare e l'insolita struttura delle porte sono, per l'epoca, un'assoluta novit&agrave;, senza precedenti. La carrozzeria con il cofano basso ed allungato ed i parafanghi dalle linee decise ripropone molti elementi del prototipo W&nbsp;194/11 del 1953, ad esempio la tipica powerdome. Le similitudini si estendono anche al di sotto del cofano. La serie W&nbsp;198&nbsp;I ha infatti ripreso dal prototipo anche l'iniezione diretta di benzina. Il sei cilindri in linea della 300&nbsp;SL sviluppa una potenza nominale di 215&nbsp;CV e una velocit&agrave; massima di 260&nbsp;km/h.</p>

<p><strong>La 300 SL &lsquo;Gullwing&rsquo; cubana</strong></p>

<p>Una storia particolare caratterizza la seconda SL 300 in gara con i colori di Mercedes-Benz Italia, di propriet&agrave; di un collezionista italiano che a met&agrave; degli anni &rsquo;90 si trova in vacanza a Cuba. &Egrave; qui che viene a scoprire che un&rsquo;esemplare la leggendaria &lsquo;Gullwing&rsquo; che nel 1958 aveva gareggiato Gran Premio de Cuba, giace abbandonata all&rsquo;interno di un capannone. Riportarla in Italia non &egrave; proprio un gioco da ragazzi tra le pratiche per il passaggio di propriet&agrave; e, soprattutto, i rigidi controlli della dogana cubana, che ritardano molto le operazioni di esportazione. Per aggirare i blocchi doganali, la vettura viene accuratamente smontata in piccole parti sotto la sapiente regia della tedesca HK Engineering. In questo modo le componenti viaggiano sotto la dicitura &lsquo;parti di vecchie auto da restaurare&rsquo;, all&rsquo;interno di scatoloni spediti separatamente, nell&rsquo;arco di diversi mesi. Una volta riunite la HK Engineering si occupa di ripulire le lamiere con bagni di acido, occupandosi anche degli interni e della meccanica. Terminato il lavoro, la Restyling Cars di Piacenza si &egrave; occupata di risaldare le lamiere, mentre le parti irrecuperabili sono state ricostruite e messe in dima. l&rsquo;Officina Quadrifoglio di Basiglio (MI) ha, invece, ripristinato il motore. Un lavoro lunghissimo che ha richiesto pi&ugrave; di vent&rsquo;anni e un&rsquo;immensa passione per riportare finalmente la &lsquo;cubana&rsquo; al suo antico splendore con l&rsquo;originale livrea sportiva del Gran Premio de Cuba, che la vedr&agrave; protagonista alla Coppa Milano-Sanremo.</p>

<p><strong>Mercedes-Benz 190 SL</strong></p>

<p>La 190 SL (W 121) fa il suo debutto nel 1955. La scoperta biposto coniuga comfort e stile senza compromessi. Karl Wilfert e Walter H&auml;cker ne progettarono la carrozzeria guardando alla supersportiva 300 SL &lsquo;Ali di gabbiano' (W 198). Mentre la carrozzeria della Coup&eacute; Ali di gabbiano si basava su una complessa struttura spaceframe, 190 SL Cabrio vantava il pianale accorciato del modello 180 Berlina (W 120) con scocca portante. 190 SL montava il nuovo M 121, un motore 1.9 quattro cilindri 77 kW (105 CV) con albero a camme in testa. Insieme alla &lsquo;sorella maggiore' (300 SL), ha inaugurato la tradizione dei famosi modelli Mercedes-Benz SL che prosegue oggi con l&rsquo;esclusiva versione Grand Edition, presentata in anteprima mondiale al Salone di Ginevra. SL 400 e SL 500 Grand Edition sono due &lsquo;instant classic&rsquo; che si distinguono per il carattere individuale e il forte livello di personalizzazione: dalla scelta cromatica delle vernici, agli alestimenti per gli interni.</p>

<p>Ulteriori informazioni su <strong>media.daimler.com</strong>.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Mercedes-Benz Classic,Events &amp; Sponsorships,Heritage]]></category>
            <pubDate>Thu, 21 Mar 2019 13:44:22 +0100</pubDate>
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                        <title>Icona digitale: la 300 SL protagonista del concorso MB Classic Garage</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/icona-digitale-la-300-sl-protagonista-del-concorso-mb-classic-garage/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/icona-digitale-la-300-sl-protagonista-del-concorso-mb-classic-garage/</guid><pp:caseid>304944</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>In occasione di Auto e moto d'epoca, in programma a Padova dal 25 al 28 Ottobre 2018, Mercedes-Benz Italia lancia</strong> <strong>MB Classic Garage,</strong> <strong>un nuovo contest che vede protagonista la leggendaria</strong> <strong>Mercedes-Benz 300 SL &lsquo;Gullwing&rsquo;, icona della Casa di Stoccarda. Come in un moderno puzzle digitale, gli utenti dovranno costruire, tessera dopo tessera, la propria &lsquo;Ali di gabbiano&rsquo;, personalizzandone l&rsquo;aspetto e l&rsquo;ambiente circostante. Per entrare nell&rsquo;MB Classic Garage &egrave; sufficiente collegarsi al sito <a href="http://www.mbclassicgarage.it/">www.mbclassicgarage.it</a>, registrarsi e completare una o pi&ugrave; fasi del proprio puzzle entro l&rsquo;11 novembre.</strong> <strong>In palio per tutti i partecipanti un corso AMG Winter Sporting per due persone a bordo delle Stelle High Performance firmate Mercedes-AMG.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Una delle icone pi&ugrave; rappresentative nella storia dell&rsquo;automobile, la 300 SL, invita gli appassionati della Stella ad entrare nell&rsquo;MB Classic Garage, un&rsquo;affasciante officina virtuale, teatro di un concorso che trasporta la tradizione di uno dei modelli pi&ugrave; iconici della Casa di Stoccarda in un inedito contesto digitale.</p>

<p>Fino all&rsquo;11 novembre, collegandosi al sito www.mbclassicgarage.it si potr&agrave; rivivere il fascino della 300 SL in formato 3D, costruendola da zero e personalizzandone look e ambiente circostante. Un modo per far vivere la passione per l&rsquo;heritage della Stella in maniera innovativa e coinvolgente.</p>

<p>&ldquo;L&rsquo;heritage rappresenta un elemento di grande valore per il nostro Marchio, che si rivolge sempre pi&ugrave; ad pubblico giovane&rdquo;, ha dichiarato Mirco Scarchilli, Responsabile Marketing Experience Communication di Mercedes-Benz Italia. &ldquo;Attraverso questo nuovo progetto, cos&igrave; come in tante attivit&agrave; che abbiamo sviluppato nel corso delle passate edizioni della Mille Miglia, vogliamo far vivere alle nuove generazioni, sempre pi&ugrave; digitali e aperte alle nuove tecnologie, la passione dei propri genitori, perch&eacute; il futuro &egrave; la nostra storia.&rdquo;</p>

<p>La costruzione della &lsquo;Ali di gabbiano&rsquo; segue 3 fasi: la prima &egrave; dedicata all&rsquo;assemblaggio di motore, sterzo e trasmissione; nella seconda vengono montate ruote, portiere e la Stella, mentre nella fase finale dove viene inserito il volante, i sedili e il cambio.</p>]]></description><category><![CDATA[Mercedes-Benz Cars,Ultimissime,Events &amp; Sponsorships,Heritage,sl]]></category>
            <pubDate>Wed, 17 Oct 2018 09:55:57 +0200</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Classic at Silvretta Classic Rally Montafon 2018: “Urban Outlaw” Magnus Walker in 300 SL “Gullwing”</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-at-silvretta-classic-rally-montafon-2018-urban-outlaw-magnus-walker-in-300-sl-gullwing/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-at-silvretta-classic-rally-montafon-2018-urban-outlaw-magnus-walker-in-300-sl-gullwing/</guid><pp:caseid>289117</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Mercedes-Benz will be represented at the Silvretta Classic Rally Montafon 2018 from 5 to 7&nbsp;July 2018 by no fewer than four SL sports cars. The line-up will be completed by four further classic cars with the star on their bonnet. Particular attention will no doubt be paid to a red 300&nbsp;SL &ldquo;Gullwing&rdquo; (W&nbsp;198): Magnus Walker will be at the wheel, &ldquo;Urban Outlaw&rdquo;, fashion designer, sports car collector and author. Walker will celebrate his 51st birthday during the rally on dream Alpine roads in Austria, Switzerland and Liechtenstein.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Stuttgart. Sportiness is in the DNA of each generation of the Mercedes-Benz SL. This was demonstrated by the vehicles from the outset with their successes in the world of motor sport. At the Silvretta Classic Rally Montafon, Mercedes-Benz Classic will recall this tradition with four very different sports cars: a 300&nbsp;SL &ldquo;Gullwing&rdquo; (W&nbsp;198), the racing version of the 190&nbsp;SL (W&nbsp;121), a 230&nbsp;SL (W&nbsp;113) in the style of the rally vehicle of Eugen B&ouml;hringer from the early 1960s and a 500&nbsp;SLC Coup&eacute; (C&nbsp;107). The Stuttgart brand will line up with a total of eight classic cars from the company&rsquo;s own collection and from ALL TIME STARS, the vehicle trading platform of Mercedes-Benz Classic.</p>

<p>The birth of the SL tradition from the spirit of racing was marked by the 300&nbsp;SL &ldquo;Gullwing&rdquo; (W&nbsp;198). The coup&eacute; with the characteristic doors made its debut in 1954. Based on the 300&nbsp;SL racing car (W&nbsp;194) from 1952, the production version ranked at the time as a super sports car. The racing triumphs of the &ldquo;Gullwing Coup&eacute;&rdquo; include a class victory in the 1955 1000 Miglia. Fashion designer, sports car collector and author Magnus Walker will contest the Silvretta Classic Rally Montafon 2018 in a black 300&nbsp;SL. This will be a big coup for Mercedes, as &ldquo;Urban Outlaw&rdquo; Walker, who now lives in California, is a famous Porsche fan.</p>

<p>Racing driver and Mercedes-AMG brand ambassador Karl Wendlinger will drive a racing version of the Mercedes-Benz 190&nbsp;SL (W&nbsp;121) at the Silvretta Classic. The vehicle is based on the rare racing version of the 190&nbsp;SL from 1955 with windowless aluminium doors, a smaller windscreen and other modifications.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Mercedes-Benz Cars]]></category>
            <pubDate>Thu, 28 Jun 2018 14:41:08 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/silvrettaclassicrallymontafon-02.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Silvretta Classic Rally Montafon_02]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mercedes-Benz 300 SL &amp;bdquo;Gullwing&amp;ldquo; (W 198), 1000 Miglia 2018, Etappe von Cervia nach Rom am 17. Mai 2018.   Mercedes-Benz 300 SL &amp;ldquo;Gullwing&amp;rdquo; (W 198), 1000 Miglia 2018, stage from Cervia to Rome on 17 May 2018. ]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Mercedes-Benz Classic Center: da 25 anni sinonimo di competenza </title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-center-da-25-anni-sinonimo-di-competenza/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-center-da-25-anni-sinonimo-di-competenza/</guid><pp:caseid>287423</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><span>Il Mercedes-Benz Classic Center celebra un importante anniversario: l'inaugurazione avvenuta a Fellbach 25 anni fa, nel maggio 1993. Nella sua veste di centro di competenza senza eguali rappresenta da allora il punto di riferimento per quanto riguarda il massimo livello di originalit&agrave; ed autenticit&agrave; dei veicoli classici del brand. I servizi che offre comprendono, tra l&rsquo;altro, lavori di restauro eseguiti ufficialmente dalla Casa, fornitura di ricambi originali, assistenza per veicoli da collezione e supporto ai ClassicPartner.</span></span></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>&lsquo;Il non plus ultra dell&rsquo;originalit&agrave;!&rsquo;: all&rsquo;insegna di questo slogan 25 anni fa veniva inaugurato il Mercedes-Benz Classic Center a Fellbach nei pressi di Stoccarda, all&rsquo;epoca denominato ancora &lsquo;Mercedes-Benz Oldtimer Center&rsquo;. In occasione del 25&deg; anniversario del Mercedes-Benz Classic Center, che nel frattempo rappresenta un&rsquo;istituzione di fama mondiale, questo motto ha la stessa valenza del primo giorno. Grazie all&rsquo;ampia offerta di servizi, il Classic Center &egrave;, infatti, il punto di riferimento in materia di preservazione delle auto classiche del Marchio della Stella. Nel giugno 2006 &egrave; stato aperto un altro Classic Center a Irvine, in California.</p>

<p>Le principali attivit&agrave; comprendono un'offerta completa di ricambi originali ed il restauro ufficiale di veicoli classici nel pieno rispetto dell&rsquo;autenticit&agrave;. ll Center esegue tali restauri sia per conto di clienti privati sia per il canale di vendita ALL TIME STARS di Mercedes-Benz Classic.</p>

<p>Gli esperti del Classic Center, inoltre, si occupano dei circa 1.000 veicoli della collezione aziendale, 160 dei quali sono esposti nel Museo Mercedes-Benz ed ogni anno partecipano sia ad iniziative dedicate alla stampa, con i veicoli della collezione, sia a circa 20 importanti manifestazioni inserite nel calendario internazionale relativo alle auto d&rsquo;epoca: in occasione di eventi straordinari, come la &lsquo;1000 Miglia&rsquo; o il Goodwood Festival of Speed. Gli esperti si prendono cura dei veicoli storici, sia che si tratti di modelli di serie sia di auto da corsa, utilizzando un&rsquo;officina mobile.</p>

<p>Il know-how acquisito sortisce un effetto ancora pi&ugrave; sostenibile quando &egrave; condiviso con partner di fiducia. Dal 2015 i proprietari di veicoli classici con la Stella possono beneficiare anche della rete specializzata &lsquo;ClassicPartner&rsquo;, che riceve consulenza e supporto pratico dal Classic Center e si avvale del prezioso know-how fornito dalla sede di Fellbach: <span>25 Concessionari e filiali in Germania mettono a disposizione della Clientela la propria completa competenza in materia di youngtimer ed oldtimer del brand, con vendite, officina ed assistenza in loco.</span></p>]]></description><category><![CDATA[Heritage,Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Brands &amp; Products]]></category>
            <pubDate>Wed, 13 Jun 2018 14:53:22 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/a93f1093.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Mercedes-Benz_Classic_Center_2]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Klassik-Kompetenz von Weltrang: Das Mercedes-Benz Classic Center wird 1993 in Fellbach bei Stuttgart er&amp;ouml;ffnet, damals noch unter dem Namen Oldtimer-Center. Foto aus dem Jahr 1993.   Classic vehicle expertise of worldwide renown: the Mercedes-Benz Classic Center in Fellbach near Stuttgart opened its doors in Fellbach in 1993, though it was then named the Mercedes-Benz Oldtimer Center. Photo from 1993.]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Alla scoperta della 1000 Miglia tra passione e innovazione </title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/alla-scoperta-della-1000-miglia-tra-passione-e-innovazione/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/alla-scoperta-della-1000-miglia-tra-passione-e-innovazione/</guid><pp:caseid>276218</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><span><strong>La 1000 Miglia rappresenta un universo in cui si incrociano tradizione e innovazione. Un binomio di cui da sempre Mercedes-Benz si fa ideale ambasciatrice, portando sulle strade della &lsquo;Corsa pi&ugrave; bella del mondo&rsquo;, icone del Motorsport e nuovi modi di raccontare la passione, innovativi e fuori dagli schemi. Quest&rsquo;anno, sar&agrave; possibile seguire il passaggio delle auto storiche grazie all&rsquo;esclusivo punto di vista allestito &lsquo;al centro&rsquo; della corsa, attraverso le riprese 360&deg; effettuate nel corso delle tappe, il digital driver del concorso &lsquo;1000 Miglia Explorer&rsquo;. Un viaggio tra i protagonisti della 1000 Miglia alla scoperta delle localit&agrave; pi&ugrave; affascinanti del Bel Paese, cercando di indovinare i luoghi delle tappe svelate dalla tecnologia 360&deg;. In palio per il vincitore, che sar&agrave; estratto tra chi avr&agrave; svelato le location, un viaggio nella storia della Stella, al Museo Mercedes-Benz di Stoccarda. Per salire a bordo di &lsquo;1000 Miglia Explorer&rsquo; &egrave; sufficiente collegarsi alla piattaforma 1000migliaexplorer.it.</strong></span></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Dopo oltre 90 anni la 1000 Miglia conserva un fascino senza tempo che coinvolge e riesce ad entusiasmare vecchie e nuove generazioni e che oggi Mercedes-Benz Italia racconta ancora una volta in modo innovativo e fuori dagli schemi.</p>

<p>&ldquo;Con 1000 Miglia Explorer portiamo ancora una volta l&rsquo;innovazione sulle strade della corsa pi&ugrave; longeva nella storia del motorsport&rdquo;, ha dichiarato Cesare Salvini, Direttore marketing di Mercedes-Benz Italia. &ldquo;Un modo per far vivere alle nuove generazioni, sempre pi&ugrave; digitali e aperte alle nuove tecnologie, la passione dei propri genitori&rdquo;.</p>

<p>Dal 16 al 19 maggio, infatti, sar&agrave; possibile fare sosta nelle tappe pi&ugrave; importanti della gara e provare ad indovinare il luogo raccontato attraverso gli occhi a 360&deg; degli obiettivi posizionati a riprendere i passaggi pi&ugrave; iconici e suggestivi della corsa.</p>

<p>Il vincitore avr&agrave; l&rsquo;opportunit&agrave; di ripercorrere l&rsquo;heritage di Mercedes-Benz attraverso una visita al Museo Mercedes-Benz di Stoccarda: dalla prima automobile della storia, ai modelli che hanno segnato le tappe pi&ugrave; importanti della Stella.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Heritage,Events &amp; Sponsorships]]></category>
            <pubDate>Wed, 16 May 2018 09:53:23 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/1000migliaexplorer.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[1000 Miglia Explorer]]></pp:imageTitle></item><item>
                        <title>Mercedes-Benz sulle strade della 1000 Miglia 2018</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-sulle-strade-della-1000-miglia-2018/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-sulle-strade-della-1000-miglia-2018/</guid><pp:caseid>275628</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Anche per l&rsquo;edizione 2018, in programma dal 16 al 19 maggio, Mercedes-Benz si conferma Automotive Sponsor della 1000 Miglia, schierando alla partenza una rappresentanza unica di automobili e piloti. Lo stretto legame tra la gara delle 1000 Miglia, disputata in Italia sin dal 1927, e il marchio con la Stella risale a quasi 90&nbsp;anni fa. Nel corso degli ultimi novant'anni Mercedes-Benz ha raccolto decine di importanti traguardi nella &lsquo;Gara pi&ugrave; bella del mondo&rsquo;, lungo il percorso che si snoda da Brescia a Roma e ritorno.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Tra i principali successi della Stella alla 1000 Miglia spicca la vittoria di Rudolf Caracciola nel 1931, primo pilota non di origine italiana a conquistare la &lsquo;Corsa pi&ugrave; bella del mondo&rsquo;, e il travolgente successo di Stirling Moss e Denis Jenkinson nel 1955, che dominarono la classifica generale e fecero registrare il tempo record di 10&nbsp;ore, 7&nbsp;minuti e 48&nbsp;secondi, tuttora imbattuto.</p>

<p>Forte di questo legame storico, Mercedes-Benz porta avanti la partnership con gli organizzatori della manifestazione in veste di qualit&agrave; di Automotive Sponsor dell&rsquo;evento.</p>

<p>Nel 2018 sar&agrave; possibile ammirare alla partenza di Brescia un potente schieramento di modelli: dalla SSK (W&nbsp;06) alla leggendaria 300&nbsp;SL &ldquo;Ali di gabbiano&rdquo; (W&nbsp;198), passando per la 190&nbsp;SL (W&nbsp;121) e la 220 &ldquo;Ponton&rdquo; (W&nbsp;180). Icone del Marchio guidate, tra gli altri piloti, dagli ambasciatori del marchio Mercedes-Benz Classic, ossia Roland Asch, Ellen Lohr, Bernd Mayl&auml;nder e Bernd Schneider.</p>

<p>L'edizione odierna della 1000 Miglia viene disputata su un percorso che riprende in parte il tragitto originale. Quest'anno la prima tappa (del 16 maggio 2018) si snoda da Brescia a Ceriva-Milano Marittima, per poi raggiungere Roma nella seconda giornata (17 maggio). Il terzo giorno (18 maggio) si raggiunge Parma, per poi tornare a Brescia il quarto giorno (19 maggio). La partecipazione &egrave; riservata ai modelli d'auto che gi&agrave; presero parte alla famosa corsa su strada dal 1927 al 1957.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Brands &amp; Products,Heritage]]></category>
            <pubDate>Wed, 09 May 2018 11:03:02 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/c15134-2.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[1000 Miglia Mercedes - Benz 09]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Mille Miglia 1955: Stirling Moss und Denis Jenkinson auf dem Weg zum Gesamtsieg auf Mercedes-Benz 300 SLR Rennsportwagen (W 196 S) mit der besten je bei der Mille Miglia erzielten Zeit, 1. Mai 1955.   Mille Miglia 1955: Stirling Moss and Denis Jenkinson on the way to overall victory in a Mercedes-Benz 300 SLR racing sports car (W 196 S), with the best time ever achieved in the Mille Miglia, 1 May 1955.]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Anteprima italiana della Mercedes-AMG Project ONE alla 1000 Miglia</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/anteprima-italiana-della-mercedes-amg-project-one-alla-mille-miglia/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/anteprima-italiana-della-mercedes-amg-project-one-alla-mille-miglia/</guid><pp:caseid>275349</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>La Mercedes-AMG Project ONE, la prima hypercar della Stella fa il suo debutto italiano in occasione della 1000 Miglia. Un omaggio alla Corsa pi&ugrave; bella del mondo, che anche quest&rsquo;anno vedr&agrave; alla partenza le vetture pi&ugrave; significative nella storia del Motorsport della Casa di Stoccarda. Un viaggio tra il fascino dell&rsquo;heritage e l&rsquo;emozione di una showcar che porta su strada il knowhow acquisito attraverso la ricerca e sviluppo della Formula 1. Sin dalle origini dell'automobilismo gli ingegneri hanno sempre sognato di applicare le tecnologie delle competizioni sportive all'impiego su strada: la Project One ha esaudito questo desiderio.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Mercedes-AMG dedica agli appassionati del motorsport un&rsquo;esclusiva anteprima italiana, e porta davanti al Teatro Grande di Brescia la Mercedes-AMG Project ONE, massima espressione della sportivit&agrave; della Stella. Una due posti ad alte prestazioni che adotta la moderna ed efficientissima tecnologia ibrida della Formula 1, trasferendola per la prima volta dalla pista alla strada, quasi in rapporto 1:1.</p>

<p>Questa ibrida high performance, limitata a soli 275 esemplari, &egrave; in grado di erogare oltre 1.000 CV e supera i 350 km/h. Una &lsquo;street legal car&rsquo; che combina straordinarie prestazioni da racecar con la tecnologia ibrida di Formula 1, modificata ai fini della fruibilit&agrave; quotidiana, e un'efficienza esemplare.</p>

<p>&ldquo;La Mercedes-AMG Project ONE rappresenta il progetto pi&ugrave; ambizioso che abbiamo mai realizzato&rdquo;, ha dichiarato Tobias Moers, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-AMG GmbH. &ldquo;Costituisce una tappa importantissima dello sviluppo strategico di Merceds-AMG. Questa hypercar porta a un nuovo livello il limite della fattibilit&agrave; tecnica attuale e con la sua combinazione di efficienza e prestazioni rappresenta un benchmark assoluto. Allo stesso tempo fornisce un'anticipazione sull'AMG Driving Performance del futuro.&rdquo;</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage,Mercedes-Benz Cars,Mercedes-AMG,Concept]]></category>
            <pubDate>Mon, 07 May 2018 11:05:57 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/mercedes-amgprojectone8.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[Mercedes-AMG Project ONE (8)]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Showcar Mercedes-AMG Project ONE, zweisitziger Supersportwagen-mit modernster und effizientester Formel 1-Hybrid-Technologie, High Performance Plug-in Hybrid Antriebsstrang mit 1,6-Liter-V6-Turbobenzinmotor und vier Elektromotoren // Showcar Mercedes-AMG Project ONE, two-seater supersports car with the very latest and efficient, fully-fledged Formula 1 hybrid technology, high-performance plug-in hybrid drive system with 1.6 1.6-litre V6 turbocharged petrol engine and four electric motors]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>60 anni fa Daimler-Benz acquisiva la maggioranza di Auto Union  </title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/60-anni-fa-daimler-benz-acquisiva-la-maggioranza-di-auto-union/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/60-anni-fa-daimler-benz-acquisiva-la-maggioranza-di-auto-union/</guid><pp:caseid>273055</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Nell&rsquo;aprile 1958 l&rsquo;allora Daimler-Benz&nbsp;AG rileva la maggioranza di Auto&nbsp;Union GmbH, mentre la restante quota viene acquisita il 31 dicembre 1959. A partire dal 1960, pertanto, Auto Union diventa un&rsquo;affiliata al 100% di Daimler-Benz. Da quella data e fino al 1&deg; gennaio 1965, quando Volkswagen rileva la maggioranza di Auto Union da Daimler-Benz, vengono prese alcune decisioni fondamentali: a partire dal 1961, lo stabilimento di D&uuml;sseldorf, precedentemente di propriet&agrave; di Auto Union, diventa il pi&ugrave; importante sito produttivo Mercedes-Benz. Mercedes-Benz contribuisce in misura significativa anche allo sviluppo dei modelli Audi nel corso degli anni &rsquo;60.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>60 anni fa il Board of Management di Daimler-Benz&nbsp;AG dedica quattro sedute all&rsquo;esame di un&rsquo;iniziativa proposta dall&rsquo;azionista di maggioranza Friedrich Flick, che all&rsquo;inizio del 1958 promuove una fusione tra Daimler-Benz AG ed Auto Union GmbH. L&rsquo;industriale ritiene che le gamme di modelli delle due Case possano integrarsi a vicenda, offrendo cos&igrave; la possibilit&agrave; di beneficiare di interessanti sinergie per sviluppi futuri. A quella data, Flick detiene una quota del 40% circa in entrambe le societ&agrave;. Il 6&nbsp;marzo 1958 la Direzione della Casa di Stoccarda decide di rilevare la maggioranza dell&rsquo;azienda di Ingolstadt, sul cui stemma spiccano i quattro anelli.</p>

<p>Il 1&deg; aprile 1958 il Supervisory Board di Daimler-Benz AG approva l&rsquo;acquisizione di una quota che sfiora l&rsquo;88% del capitale sociale di Auto Union GmbH. La transazione ha valore retroattivo a decorrere dall&rsquo;inizio del 1958. Prima della Seconda Guerra Mondiale, la Auto Union AG di Chemnitz, fondata nel 1932 e comprendente i marchi Audi, DKW, Horch e Wanderer, &egrave; uno dei principali competitor di Mercedes-Benz. La rivalit&agrave; emerge anche nel Motorsport, dove le Frecce d&rsquo;Argento di Stoccarda si confrontano con le monoposto schierate dalla Auto Union. Dopo la costituzione di Auto Union GmbH a Ingolstadt nel 1949, vengono prodotte solo le vetture a due tempi con marchio DKW e, per pochi anni, anche la Auto Union 1000 (dal 1958 all&rsquo;agosto 1963), a sua volta equipaggiata con motore due tempi.</p>

<p>Il 14 aprile 1958 a Stoccarda-Untert&uuml;rkheim si tiene la prima seduta congiunta dei Board of Management di Daimler-Benz&nbsp;AG ed Auto Union GmbH: l&rsquo;ODG comprende importanti questioni inerenti alle direttive tecniche da adottare in futuro. I rappresentanti di Daimler-Benz AG, ad esempio, nutrono dubbi sul fatto che il tricilindrico a due tempi della DKW possa ancora avere per qualche anno una chance sul mercato delle autovetture. La questione sembra ad ogni modo chiara, anche perch&eacute; Auto Union aveva gi&agrave; confermato in precedenza la propria disponibilit&agrave; a dotare l&rsquo;erede dell&rsquo;autovettura DKW 3=6 con un motore quattro cilindri a quattro tempi. La Casa di Ingolstadt, tuttavia, non intende rinunciare da subito al propulsore a due tempi.</p>

<p>Alla fine di aprile 1958 i membri del Board of Management di Daimler-Benz &ndash; il Prof. Fritz Nallinger e Wilhelm K&uuml;nkele &ndash; si recano a D&uuml;sseldorf per iniziare a coordinare la collaborazione. Nell&rsquo;agosto 1958 la direzione del centro di collegamento tra Daimler-Benz ed Auto Union &egrave; affidata ad Hanns-Martin Schleyer ed all&rsquo;ingegnere capo Arthur Mischke, mentre il 21 dicembre 1959 il Gruppo di Stoccarda decide di rilevare al 31 dicembre 1959 la restante quota della societ&agrave; di Ingolstadt. A partire dal 1960, Auto Union diventa pertanto un&rsquo;affiliata al 100% di Daimler-Benz AG.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 16 Apr 2018 16:00:34 +0200</pubDate>
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                        <title>Mercedes-Benz Classic a Techno-Classica 2018</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-a-techno-classica-2018/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-classic-a-techno-classica-2018/</guid><pp:caseid>271117</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Il Salone Techno-Classica di Essen &egrave; uno dei principali appuntamenti riservati al mondo del classic: un&rsquo;occasione unica per vivere la cultura e il fascino delle automobili d&rsquo;epoca. In questa edizione, accanto a Stelle senza tempo, vere e proprie pietre miliari nella storia dell&rsquo;auto, Mercedes Benz Classic indica la strada per chi desidera entrare nel mondo dell&rsquo;heritage della Stella da una porta privilegiata. Da oltre trent&rsquo;anni, infatti, il Mercedes-Benz Classic Center, offre ad appassionati e collezionisti di tutto il mondo un expertise unico nella scelta e nel restauro della propria automobile. Un impegno che da alcuni anni si &egrave; concretizzato anche attraverso il progetto &lsquo;ALL TIME STARS&rsquo;, il &lsquo;brand&rsquo; con cui il Mercedes-Benz Museum commercializza youngtimer ed oldtimer della Stella. Un team di consulenti esperti mette a disposizione le informazioni dettagliate e le descrizioni complete delle vetture, con l&rsquo;obiettivo di garantire massima trasparenza. L&rsquo;offerta completa &lsquo;ALL TIME STARS&rsquo; &egrave; disponibile sul sito internet alltime-stars.com. Il centro &egrave; il vero e proprio custode dell&rsquo;eredit&agrave; della Stella e supervisiona tutte le attivit&agrave; di restauro del Museo di Stoccarda e offre consulenza e supporto ai Mercedes-Benz ClassicPartner sparsi per il mondo.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Da oltre trent&rsquo;anni il Mercedes-Benz Classic Center rappresenta la porta d&rsquo;ingresso al mondo delle oldtimer e youngtimer della Casa di Stoccarda ed ha il proprio quartier generale a Fellbach. Il centro &egrave; il vero e proprio custode dell&rsquo;eredit&agrave; della Stella e supervisiona tutte le attivit&agrave; di restauro del Museo di Stoccarda e offre consulenza e supporto ai Mercedes-Benz ClassicPartner presso alcuni selezionati concessionari Mercedes-Benz, sparsi per il mondo.</p>

<p>Per mettere a frutto un&rsquo;esperienza e un know-how unico e metterli al servizio di collezionisti e appassionati della Stella, nel 2015 &egrave; nato &lsquo;ALL TIME STARS&rsquo; il sigillo di garanzia con il quale il Mercedes-Benz Museum commercializza le vetture youngtimer ed oldtimer della Casa di Stoccarda.</p>

<p>L&rsquo;offerta &lsquo;ALL TIME STARS&rsquo; &egrave; stata concepita per tener fede alla promessa di qualit&agrave; del marchio anche quando si tratta di youngtimer ed oldtimer: vetture classiche che siano nel contempo adatte all&rsquo;uso quotidiano. Gli esperti del Mercedes-Benz Museum esaminano con grande attenzione ogni vettura, utilizzando una check-list composta da 160 punti per assicurare ai clienti la massima trasparenza. Eventuali anomalie o difetti estetici vengono cos&igrave; individuati e documentati dettagliatamente nella descrizione dell&rsquo;offerta. I consulenti tecnici conoscono esattamente cosa &egrave; stato modificato dopo la consegna della vettura al primo Cliente e cosa corrisponde, invece, alle condizioni originali della vettura.</p>

<p>Le &lsquo;ALL TIME STARS&rsquo; rispecchiano la straordinaria variet&agrave; di modelli del Marchio della Stella attraverso tutte le epoche. L&rsquo;offerta abbraccia tutte le automobili di Mercedes-Benz e dei marchi precedenti. Tutte le vetture sono suddivise in tre Edition, sulla base di condizioni e grado di originalit&agrave;:</p>

<p><strong>&lsquo;Concours Edition&rsquo;</strong>: youngtimer ed oldtimer in straordinarie condizioni originali e con pochi chilometri, oltre a vetture che sono state sottoposte dagli esperti di Mercedes-Benz Classic a Fellbach/Stoccarda a complessi interventi di restauro.</p>

<p><strong>&lsquo;Collectors Edition&rsquo;</strong>: una scelta di youngtimer ed oldtimer in buone condizioni dal punto di vista sia tecnico che estetico. Il trascorrere del tempo ha conferito loro un fascino unico.</p>

<p><strong>&lsquo;Drivers Edition&rsquo;</strong>: una selezione dedicata a coloro che desiderano utilizzare la propria youngtimer od oldtimer nel quotidiano ed ottimizzarla personalmente. Queste vetture vantano buone condizioni tecniche, ma presentano ancora un potenziale per lavori di restauro.</p>

<p>Tra le protagoniste della collezione &lsquo;ALL TIME STARS&rsquo; a Techno-Classica 2018, una 280 SL &rdquo;Pagoda&ldquo; (W 113) horizon blue del 1970, una rara 300 SL Roadster (W 198) bicolore black/beige e una 280 SE 3.5 Cabriolet (W 111) con carrozzeria dark red brown. Tra i modelli pi&ugrave; recenti due 300 SL della serie R 107 (1989, in signal red) e R 129 (1992, in smoke silver) una 230 C (C 123) a golden brown del 1980 e una G 500 (W 463) a passo lungo del 1998.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 26 Mar 2018 17:14:08 +0200</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/18c0241-01.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[18C0241_01]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Techno Classica Publikum 2017   Mercedes-Benz Classic at Techno Classica 2017.]]></pp:imageDescription></item><item>
                        <title>Mercedes-Benz alla 1000 Miglia 2018</title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-alla-1000-miglia-2018/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/mercedes-benz-alla-1000-miglia-2018/</guid><pp:caseid>268678</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>La 1000 Miglia &egrave; uno tra i principali eventi nel calendario internazionale delle vetture classiche. Anche quest&rsquo;anno, nella &lsquo;Corsa pi&ugrave; bella del mondo&rsquo;, in programma dal 16&nbsp;al 19&nbsp;maggio 2018, Mercedes-Benz si conferma sponsor automotive. Quasi 90 anni di storia uniscono Mercedes-Benz e la 1000 Miglia e tra i principali successi della Stella spiccano la vittoria di Rudolf Caracciola nel 1931, primo pilota non di origine italiana ad aggiudicarsi la gara, e il record di Stirling Moss, che nel 1955 ha dominato la classifica generale con un tempo tuttora imbattuto di 10&nbsp;ore, 7&nbsp;minuti e 48&nbsp;secondi.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Anche quest&rsquo;anno, in qualit&agrave; di sponsor automotive della 1000 Miglia, Mercedes-Benz promette momenti magici agli appassionati del Motorsport storico, sulle tracce di questa leggendaria competizione. La Stella, infatti, rinnova una partnership di eccellenza all&rsquo;insegna della continuit&agrave; e si conferma tra i protagonisti dell&rsquo;evento. Quattro intense giornate, dal 16 al 19&nbsp;maggio 2018, in un percorso che da Brescia porter&agrave; i partecipanti fino a Roma e ritorno, per un totale di circa 1.600&nbsp;chilometri.</p>

<p>La partecipazione di Mercedes-Benz Classic con vetture esclusive della propria collezione rappresenta da sempre uno degli highlights pi&ugrave; attesi della 1000 Miglia. Nel 2018 sar&agrave; possibile ammirare al nastro di partenza un importante schieramento di modelli: dalla SSK (W&nbsp;06), alla 220 &ldquo;Ponton&rdquo; (W&nbsp;180), passando per la leggendaria 300 SL &lsquo;Ali di gabbiano&rsquo; (W 198) e la 190 SL (W 121). Al volante di queste icone senza tempo ambassador di Mercedes-Benz Classic e grandi appassionati della Stella. L&rsquo;edizione attuale della 1000 Miglia, come rievocazione storica, si svolge su un percorso strettamente ispirato alla corsa originale. La partecipazione &egrave; riservata a modelli d&rsquo;auto che, dal 1927 al 1957, hanno partecipato alla 1000 Miglia dell&rsquo;epoca.</p>

<p>Mercedes-Benz e la 1000 Miglia sono strette da un legame molto forte. Il marchio tedesco ha fatto il suo debutto nella gara del 1930, quindi praticamente fin dalla sua prima edizione. Un esordio che vide Rudolf Caracciola e il copilota Christian Werner sesti al traguardo su una Mercedes-Benz SSK (Super-Sport-Kurz, ovvero supersportiva corta). Solo un anno pi&ugrave; tardi Caracciola vince la 1000 Miglia del 1931, insieme al copilota Wilhelm Sebastian sul modello perfezionato Mercedes-Benz SSKL (Super-Sport-Kurz-Leicht), una supersportiva con passo corto e leggera): &egrave; il primo pilota non italiano a vincere la competizione.</p>

<p>La 1000 Miglia del 1952 porta sulle strade della 1000 Miglia la 300&nbsp;SL (W&nbsp;194), prima vettura da competizione sviluppata dalla Casa di Stoccarda dopo la Seconda Guerra Mondiale. Karl Kling e il copilota Hans Klenk arrivano secondi con la SL nuova di zecca. Nel 1955 Stirling Moss e Denis Jenkinson, a bordo di una 300&nbsp;SLR (W&nbsp;196&nbsp;S) conquistano la vittoria generale davanti al compagno di scuderia Juan Manuel Fangio. Nella stessa gara, le 300&nbsp;SL &lsquo;Ali di gabbiano&rsquo; (W&nbsp;198) conquistano la vittoria nella categoria delle Gran Turismo da oltre 1.300&nbsp;cc di cilindrata, e la 180&nbsp;D (W&nbsp;120) si aggiudicano una tripla vittoria nella categoria delle vetture con motore Diesel. Nell&rsquo;edizione del 1956 anche la 220 &ldquo;Ponton&rdquo; (W 180) e la Mercedes 190&nbsp;SL (W 121) ottengono il proprio successo alla 1000 Miglia.</p>

<p>Il legame tra il marchio e la tradizione di questa gara &egrave; sottolineato anche dal rapporto di collaborazione tra Mercedes-Benz Classic e il Museo 1000 Miglia nello storico complesso monastico di Sant&rsquo;Eufemia della Fonte, alle porte di Brescia.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Heritage]]></category>
            <pubDate>Mon, 05 Mar 2018 17:59:00 +0100</pubDate>
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                        <title>Doppio anniversario per gli airbag della Stella </title>
                        <link>https://media.mercedes-benz.it/doppio-anniversario-per-gli-airbag-della-stella/</link>
                        <guid>https://media.mercedes-benz.it/doppio-anniversario-per-gli-airbag-della-stella/</guid><pp:caseid>261796</pp:caseid><pp:summary><![CDATA[<p><strong>Per Mercedes-Benz la sicurezza e il benessere degli automobilisti sono da sempre un&rsquo;assoluta priorit&agrave; e non finiscono mai di evolversi. Fedele a questa filosofia, la Casa di Stoccarda continua a perfezionare l&rsquo;innovativa tecnologia relativa agli airbag. La prima importante pietra miliare &egrave; rappresentata dall&rsquo;airbag lato guida, introdotto nel 1981. Il passo significativo successivo &egrave; coinciso con il debutto dell&rsquo;airbag lato passeggero 30 anni fa &ndash; nella primavera del 1988 &ndash; sempre a bordo dei modelli della serie 126. Da allora per incrementare la sicurezza passiva delle vetture sono stati introdotti molti altri airbag protettivi. Tra questi figura il windowbag, adottato 20 anni or sono a bordo della Classe&nbsp;E serie&nbsp;210. Attualmente molteplici airbag rappresentano una componente fondamentale del concetto di sicurezza globale della Stella.</strong></p>
]]></pp:summary><description><![CDATA[<p>Gli airbag integrati nel vano portaoggetti e nell&rsquo;intelaiatura del tetto celebrano i propri anniversari: l&rsquo;airbag lato passeggero ed il windowbag appartengono, rispettivamente da 30 e 20 anni, alla famiglia sempre pi&ugrave; numerosa di componenti in grado di salvaguardare potenzialmente la vita umana a bordo delle vetture della Stella. Attualmente questo sistema di protezione, che costituisce una componente della sicurezza integrata, comprende fino a una dozzina di airbag differenti: dal kneebag al beltbag nel vano posteriore fino al sidebag per torace e bacino.</p>

<p>Lo sviluppo degli airbag in casa Mercedes-Benz ha inizio nel lontano 1966, ed il relativo brevetto (numero di brevetto DE&nbsp;21&nbsp;52&nbsp;902&nbsp;C2) fu depositato dall&rsquo;Azienda nell&rsquo;ottobre del 1971. L&rsquo;airbag lato guida, che &egrave; stato il primo a essere introdotto nella produzione di serie sulla Classe&nbsp;S W126 nel 1981, rappresenta un&rsquo;autentica pietra miliare della sicurezza passiva della Stella. In virt&ugrave; della sua fondamentale importanza, questa innovazione si &egrave; rapidamente estesa a tutto il settore automotive.</p>

<p>Il principio base dei primi airbag &egrave; rimasto sostanzialmente invariato nel tempo: i sensori del dispositivo di innesco registrano la decelerazione particolarmente forte, che si verifica in seguito a un normale incidente, ed attivano il meccanismo dell&rsquo;airbag. All&rsquo;interno del generatore di gas viene, quindi, immediatamente liberata una determinata quantit&agrave; di azoto. Il gas gonfia una struttura tessile a forma di cuscino, composta da un tessuto in poliammide foderato internamente in gomma: l&rsquo;airbag. Questo &lsquo;cuscino&rsquo; protettivo attutisce il movimento del corpo umano e, in sinergia con la cintura di sicurezza (unitamente al pretensionatore ed al limitatore della forza di ritenuta della cintura), riesce a dissipare l&rsquo;energia cinetica generata in seguito all&rsquo;impatto.</p>

<p>Attualmente molti airbag frontali funzionano in modo adattivo: la relativa attivazione avviene, infatti, in due diverse fasi e non pi&ugrave; in una sola, adattando cos&igrave; l&rsquo;efficacia dell&rsquo;airbag in funzione della gravit&agrave; della collisione rilevata dalla sensoristica della vettura.</p>]]></description><category><![CDATA[Ultimissime,Mercedes-Benz Cars,Heritage]]></category>
            <pubDate>Thu, 22 Feb 2018 17:12:21 +0100</pubDate>
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                <pp:imageOriginal>https://content.presspage.com/uploads/1887/a98f2929.jpg?10000</pp:imageOriginal><pp:imageTitle><![CDATA[A98F2929]]></pp:imageTitle><pp:imageDescription><![CDATA[Die Mercedes-Benz S-Klasse der Baureihe 220 ist bei ihrer Premiere 1998 serienm&amp;auml;&amp;szlig;ig mit acht Airbags ausgestattet: zwei Front-Airbags f&amp;uuml;r Fahrer und Beifahrer, insgesamt vier Sidebags vorn und im Fond sowie der neu entwickelte Windowbag auf beiden Seiten.   The Mercedes-Benz S-Class of model series 220 was equipped with eight airbags as standard at its premi&amp;egrave;re in 1998: two front airbags for the driver and front-passenger, four side airbags in total at the front, and the newly developed window airbag on both sides in the rear. ]]></pp:imageDescription></item></channel>
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